21 Luglio 2009

Un castello fermo nel medioevo

di Sofia Riccaboni (Blog Poppi. Alla Scoperta della nostra Italia)

L’antico castello di Poppi, castello dei conti Guidi, è il simbolo di questo paese della provincia di Arezzo. Effettivamente arrivando qui non puoi non notare questo antico maniero, nonostante non sia di enormi dimensioni, che domina il circondario. Ma tutto il paese è veramente caratteristico e merita di essere visitato!

Arrivi a Poppi e ti senti catapultato all’indietro. Il borgo vecchio è tutto arroccato sotto al maniero, che ancora oggi domina la piccola vallata in cui, tempo addietro, si combatterono numerose battaglie.

Passi l’arco delle mura e ti ritrovi circondato da un antico villaggio, fatto di porticati e piccole piazzette. Salite e discese, vicoli collegati solo da scalinate, sconsigliate a chi porta i tacchi. Un piccolo paradiso dove ti aspetti di vedere affacciare alle finestre aperte antiche massaie intente nelle faccende di casa. Sconsigliata la macchina per godere appieno della bellezza di alcuni piccoli anfratti, invisibili al passaggio veloce delle auto.  Sotto i tuoi piedi le stesse pietre che diversi secoli fa hanno visto dame e damigelle, cavalieri e, perché no, qualche principe. Dà quasi fastidio vedere alcune macchine parcheggiate lungo la via principale che porta su, fino all’entrata del castello.

Castello che, se ci arrivate a piedi dalla piazzetta con la fontana, vi comparirà piano piano, partendo dalla sua torre, che sovrasta il portone di entrata, il primo, quello che vi farà accedere al ponte di attraversamento del piccolo fossato.
Ma lo stupore sarà enorme quando, una volta varcato il secondo portone, vi renderete conto di essere entrati in un vero e proprio castello medievale, conservato in tutto e come era in origine. Situazione permessa dal fatto che da sempre in questo stabile ha avuto sede il potere amministrativo del comune, cosa che prosegue anche oggi.

Al suo interno vi aspetta un ambiente quasi da favola. Una lunga scala in pietra, datata 1470, anno in cui vi fu un ultimo intervento di costruzione, corre lungo i muri del perimetro di quello che doveva essere l’atrio e anche il cortiletto interno e vi porta ai piani superiori, quelli degli appartamenti.
Appartamenti che si affacciavano su balconate in legno che ancora oggi sono visibili e percorribili.
Sulle pareti interne del cortiletto, antichi stemmi e pietre con incisioni che ricordano antiche vittorie e riconoscimenti.
I muri degli ambienti interni sono ancora oggi decorati con gli antichi colori e vi  danno quasi la sensazione che il tempo, lì, si sia fermato completamente. Fa un certo effetto sedersi sulla poltrona della sala dove ora ha sede il consiglio comunale e dove, nel 1440, l’ultimo dei conti Guidi firmò la resa in favore della Repubblica Fiorentina.

Se avrete ancora fiato per farlo, potrete anche salire la torre, che di recente venne trasformata in torre campanaria, ma che, nella sua forma originaria, fu presa anche da esempio per la costruzione della torre di Palazzo Vecchio a Firenze. Da lì, se vi trovate in una bella giornata di sole, potrete dominare l’intera valle casentina.

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