29 Maggio 2010

“Sud”… quasi un set cinematografico

di Maria Minopoli (Blog Pachino. Racconti di Viaggio)

La migliore terapia per ritemprarsi da un lungo e freddo inverno veronese è il caldo sole siciliano. Quest’anno le nostre vacanze estive le passeremo a Marzamemi, piccola località marina nel comune di Pachino. Reperisco tutte le informazioni da internet e prenoto un dammuso, caratteristica casa settecentesca utilizzata dai pescatori locali.

1300 Km non sono pochi, in particolare se percorsi in piena estate con un sole che spacca le pietre. Attraverseremo quasi tutta la penisola, decidiamo di dividere il viaggio con una tappa a Napoli, una nottata di riposo e un saluto veloce a parenti ed amici.

La breve sosta rende il viaggio meno faticoso, ancora non è spuntata l’alba e riprendiamo il nostro itinerario. Attraversiamo il sud della Campania, la breve costa lucana e tutta la Calabria. Per fortuna abbiamo già acquistato i biglietti per l’imbarco, il che consente di evitare la fila enorme. Mi ha sempre affascinato la breve traversata per raggiungere la Sicilia, Messina ci dà il benvenuto nella splendida e variegata terra siciliana.

Sbarcati dal traghetto ci dirigiamo verso ovest, Catania, Siracusa, Noto il paesaggio si fa sempre più arido, ci avviciniamo all’Africa, infine Marzamemi. Arriviamo nel piccolo borgo verso le 13, il sole rovente sembra abbia fatto fuggire ogni essere vivente.

Chiesa di San Francesco

La piazza del piccolo centro è estremamente affascinante, il colore ocra delle costruzioni e della pavimentazione si combina in modo armonioso con il turchese del cielo. Sembra quasi di sentire il rumore del mio respiro. Lo sguardo lentamente si sofferma su ogni particolare della piazza, la chiesetta diroccata, il Palazzo del Principe, le vecchie case dei pescatori, la nuova Chiesa di San Francesco. Le origini arabe del borgo trasudano da ogni singola pietra, sembra che il tempo si sia fermato, se non fosse per la nostra automobile dubiterei di trovarmi nel XXI secolo.

Dobbiamo contattare il proprietario del dammuso per raggiungere la nostra dimora. La telefonata è breve ed informale, poche informazioni su come raggiungere la casetta, le chiavi sono nel vaso antistante la porta. Ci incamminiamo verso il mare seguendo le direttive impartiteci dal nostro ospite.

L’alloggio è incastonato in un piccolo portico, un terrazzino ci separa dai pochi scogli lambiti dalle turchesi e cristalline acque del mare. Il colore intenso del cielo si tuffa nel blu cobalto del Mediterraneo, il profumo di mare inebria. Sembra un paradiso, una favola meravigliosamente vera. E’ appena un’ora che siamo a Marzamemi e lo stress, il freddo, la nebbia sembrano lontani secoli. La casa è piccola ma graziosa, una doccia rigenerante, un piccolo panino avvizzito dal viaggio, un largo cappello, compagno inseparabile per poter affrontare il sole siciliano, e siamo pronti per lasciarci rapire dall’armonioso fascino del borgo marinaro.

Stradina di Marzamemi

Stradina di Marzamemi

Ci addentriamo per le stradine silenziose che si diramano dalla piazza, antiche case in pietra, piccoli archi, angoli che sembrano assopiti in un’epoca ormai lontana. Il paesino è piccolissimo, il mare lo circonda quasi tutto.

Sulla spiaggia barche di pescatori, di un colore vivace, sembra quasi riposino, di fronte l’antica tonnara, affascinante testimone di storie antiche legate al mare, alla pesca, agli arabi. Comprendo perfettamente per quale motivo Marzamemi sia stata scelta come set da registi quali Tornatore e Salvatores.

Nel nostro casuale girovagare siamo attratti da un vecchio edificio, un capannone in pietra, è un’azienda familiare dove si vendono prodotti locali tonno, bottarga, ventresca, pomodori di pachino e miele. Il proprietario ci saluta cordialmente e risponde con entusiasmo alle nostre domande illustrandoci i modi migliori e caratteristici per gustare le prelibatezze prodotte. Decidiamo che quei prodotti saranno i nostri souvenir a fine vacanza.

Porticciolo

La luce del sole non è più accecante e i colori sono meno audaci, le stradine iniziano ad essere ghermite di turisti, i ristoranti dispongono tavoli e sedie nella piazza e per le strade. Decidiamo di tornare a casa per riposare. Posiziono una piccola sdraio sul terrazzino antistante il dammuso, una lieve brezza pomeridiana mi accarezza, il mare è leggermente increspato e i gabbiani si esibiscono in acrobatici volteggi.

Dopo più di un’ora la fame inizia a farsi sentire, decidiamo di andare a mangiare nel ristorantino che si trova in piazza. Un’ottima cena a base di pesce ci rifocilla, concludiamo la cena con un cannolo accompagnato da un buon bicchiere di malvasia. Il contesto serale è totalmente discordante da quello pomeridiano: i localini, quasi spuntati dal nulla, sono ghermiti di persone, la musica si inerpica nei vicoletti. Gruppetti di ragazzi di ogni età e con accenti differenti riempiono i viottoli, le loro risate ed urla echeggiano per le stradine. Il fascino della piazza è sempre immutato. Domani andremo a Vendicari ma questo è… un altro racconto.

  • Segnala su: Inserisci nei preferiti del.icio.us segnalo OKNOtizie Google YahooMyWeb Facebook Technorati

Scrivi un commento

Per inviare un commento devi fare il login.

Articoli nei Comuni Vicini: Portopalo di Capo Passero (1), Noto (2), Rosolini (1), Avola (1), Modica (2), Scicli (1), Siracusa (2), Ragusa (1), Augusta (1)