27 Novembre 2008

Quarrata, un affresco di Madre Natura

di Andrea Bonfiglio (Blog Quarrata. Alla Scoperta della nostra Italia)

Veduta panoramica Quarrata

Veduta panoramica Quarrata

Ulivi e vigne che adornano verdeggianti e sinuose colline: è questa l’immagine di Quarrata, cittadina pistoiese che incarna alla perfezione il prototipo del paesaggio “made in Tuscany“.

Dalle vie di un rinnovato centro urbano, si diramano decine di strade in salita che conducono verso le silenti frazioni collinari.
Il rumore delle auto e le voci della gente pian piano si affievoliscono lasciando spazio ai suoni della natura.
Il gracidio delle rane nei torrenti, il cinguettio delle rondini e il fischio dei merli accompagnano i viandanti tra gli intensi profumi di olio e di vino.

Nelle borgate di Lucciano, Tizzana, Montorio, Buriano, Forrottoli e Montemagno non mancano, infatti, i frantoi e le cantine responsabili di produzioni alimentari di raffinata qualità. Prodotti come l’extra-vergine d’oliva, il Chianti e il tradizionale Vin Santo possono essere degustati lungo la cosiddetta “Strada dell’Olio e del Vino del Montalbano – Le Colline di Leonardo”, itinerario ufficialmente riconosciuto dalla Regione Toscana.

Per chi è costretto a destreggiarsi gran parte dell’anno fra le metropoli, adornate da cascate di cemento e distese di catrame, l’andare per i poggi quarratini rappresenta indubbiamente una piacevole boccata d’ossigeno.
Poco male, tuttavia, se la “fame di natura” non sia stata del tutto placata, poiché la città ha davvero molto da offrire. Basta salire in auto, tornare verso la piana e seguire le indicazioni per le frazioni di Casini e Caserana. Lungo il loro confine comune, infatti, sorge un’oasi naturalistica protetta dal fascino incantevole: La Querciola.

Abbandonata la vettura in un’apposita area di sosta, è possibile avventurarsi tra i sentieri rurali e immergersi nella flora locale: pioppi, salici, olmi, farnie e ontani fiancheggiano i tracciati che costeggiano i laghi di Zela e di Bigiana, due specchi d’acqua che offrono riparo a numerose specie animali.

Camminando a passo lento per circa un quarto d’ora si raggiunge la postazione d’osservazione: una piccola costruzione lignea che si affaccia su La Laghina, porzione del lago di Zela di proprietà comunale, da dove si possono ammirare rari esemplari di flora e di fauna.

Armandosi di buona pazienza, infatti, è possibile scorgere – con un pizzico di fortuna – il passaggio del Cavaliere d’Italia, del Falco di Palude e dell’Airone Bianco Maggiore.
Più frequenti, invece, sono gli avvistamenti di anatre e civette, al pari di rospi, tritoni, rane toro e rettili quali il ramarro, la lucertola e la tarantola che si aggirano nella zona.

Con l’immagine de La Querciola ancora negli occhi, è il momento di dirigersi verso Santonuovo, ultima tappa utile per poter saziare definitivamente l’appetito naturalistico-ambientale.
In loco, difatti, è presente un lago attorniato da una florida macchia boschiva che conferisce all’ambiente un aspetto più rustico, l’ideale per quanti cullano il desiderio di abbandonarsi ad una natura “selvaggia”.

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