3 Settembre 2008

Di Piancastagnaio e della Madonna Apparita

di Sara Radicia (Blog Piancastagnaio. Alla Scoperta della nostra Italia)

Una delle cose che più hanno il potere di colpirmi quando leggo del folklore e delle storie di magia e di avvenimenti che hanno del prodigioso che si tramandano nella nostra p1010334.JPGterra è di come grande sia stata la forza della fede nei secoli passati e di come questa abbia sorretto e reso più semplice la vita delle persone attraverso le ere passate. Di uno di questi avvenimenti vi parlerò se avrete la pazienza di ascoltare appena il tempo necessario a presentarvi la cittadina di Piancastagnaio.

Sulla valle del Paglia, a pochi kilometri dalla cima del monte Amiata, Piancastagnaio sta su (e rimira) una valle lussureggiante e silenziosa. La città è stata costruita su un castello, risalente al dodicesimo secolo e che un tempo fu tanto potente da essere desiderato dalla famiglia degli Aldobrandeschi. Di certo, quindi, questo fu uno dei più importanti tra i castelli dell’anello amiatino. Anche qui, come nelle altre città che sottostettero un tempo a questa nobile famiglia c’è una Rocca che ne porta l’illustre nome, la quale domina dall’alto un centro storico dove si intersecano viuzze strette fatte di edifici in pietra vulcanica.

Dalla rocca si ha accesso al paese, nel cui cortile oggi ha trovato posto un museo che contiene arazzi ed antichi arredi. Al di sotto dell’imponente torre, p1010327.JPGvi sentite al cospetto di una potenza reverenda ben poco intaccata dallo scorrere del tempo. All’interno del paese, molti edifici vi mostrano tracce di architettura gotica del due o trecento, come per la Pieve, o per il Palazzo Pretorio della centrale Piazza Matteotti. Quando lascerete il paese, incontrando il convento di San Bartolomeo avrete il piacere di vedere numerosi affreschi, alcuni dovuti al Nasini, ma non è questo il posto di cui volevo parlarvi.

Il luogo che ha a che fare con la fede e la devozione del popolo di Piancastagnaio, è San Pietro, che custodisce una Madonna incoronata a cui la gente si presentava dopo aver percorso in ginocchio la scala antistante la chiesa, detta la scala Santa. Sembra che in un giorno di p1010330.JPGmaggio del sedicesimo secolo, un pastore, il quale era solito adorare la figura della Madonna che si trovava fuori della chiesa si avvicinasse alla sacra immagine per renderle il quotidiano omaggio. Quella mattina però l’effige della Vergine non si presentò come una figura piana dipinta su di una superficie ma apparve viva e movente. L’avvenimento fu subito ritenuto miracoloso e la chiesa vide aumentare il numero dei visitatori e pellegrini. L’immagine venne prelevata ed incastonata in un dossale di pietra trachitica, la stessa che forma le strade del centro storico. La Madonna venne coperta con un drappo in segno di grande rispetto e veniva presentata ai devoti solo dopo una solenne funzione religiosa. La fede attribuì poteri taumaturgici anche all’olio della lampada votiva che si trovava presso la Madonna, e con questa si usava in passato ungere i malati ed anche quelli che chiedevano grazie.

Oggi vicino all’immagine della Vergine sono posti i simboli della città e dell’Amiata stessa, segno che tutta la montagna è posta da quel giorno sotto la protezione della Madonna Apparita di San Pietro.

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