9 Settembre 2008

Un fiume di “verde” sintonia

di Marcello Di Sarno (Blog Pollein. Interviste Sindaci)

Il sindaco di Pollein Paolo Gippaz intervistato per Comuni-Italiani.it

Come si presenta Pollein a chi oggi la vive quotidianamente?
Pur trovandosi alla periferia di Aosta, Pollein si contraddistingue dal resto del circondario per il suo valore ambientale: immensi spazi verdi consegnati alle attività agricole e al pascolo, attraversati dal torrente Arpisson e delimitati dai torrenti Comboè e Moriond. Al fascino naturalistico si aggiunge la suggestione storica di antiche costruzioni che la mia amministrazione si è impegnata a riqualificare.
Il suo territorio si articola in tre zone. Le prime due si trovano nella parte bassa: una a sinistra della Dora Baltea, dove sorgono alcune attività industriali, tra cui la più importante è lo stabilimento dell’Heineken; l’altra a destra del fiume che raccoglie gran parte dell’abitato. Infine c’è la parte più alta che arriva fino al Monte Emilius (3559m), che dà nome alla comunità montana di cui fa parte Pollein.
La nostra popolazione è formata per lo più da famiglie giovani con bambini, per cui l’età media è molto bassa. Paolo GippazL’obiettivo è quello di non andare oltre la soglia di 1700 abitanti, in modo da assicurare ogni servizio in piena efficienza.
L’economia agricola assume ancora la sua importanza: qui, infatti, c’è una notevole concentrazione di stalle, molte condotte da giovani agricoltori - mentre una buona parte della popolazione è impiegata nel terziario e lavora nella vicina città di Aosta o nella zona Autoporto.

Tre validi motivi per visitarla?
Il primo motivo non può che essere legato al parco della Grand-Place, fiore all’occhiello di Pollein e meta prediletta di giovani e anziani, che lì possono dedicarsi alle più svariate attività. Nel parco inoltre è ospitato un centro congressi, sede di manifestazioni d’importanza regionale. Anche le importanti opere di difesa realizzate nel torrente Comboé in seguito all’alluvione del 2000 catalizzano l’attenzione di numerosi visitatori italiani e stranieri.
L’ubicazione è una valida ragione. Non possiamo definirci un centro turistico a livello regionale, ma traiamo numerosi vantaggi dall’essere a soli 5 minuti da Aosta e in particolare dalla cabinovia che conduce alla stazione sciistica di Pila. In tal senso offriamo una valida risposta dal punto di vista infrastrutturale: ci sono alberghi, altre strutture ricettive e un camping di proprietà del Comune.
Infine il dinamismo culturale della nostra comunità - risultato dell’impegno profuso dalle associazioni del posto, prima fra tutte la Pro Loco - di cui la manifestazione “Bourg en fete” rappresenta l’espressione più felice. Ad ottobre avrà luogo la seconda edizione di questo evento che vede protagoniste le produzioni enogastronomiche e artigianali locali sullo sfondo di un vecchio borgo, riportato da quest’amministrazione a nuova vita.

Chi o cosa, secondo lei, ha plasmato l’identità dei polleincioun?
Pollein ha origini pressoché recenti rispetto ad altri comuni della regione. Posso dire che la sua storia è legato a filo doppio con quella della Dora Baltea. Il fiume infatti minacciava le aree oggi abitate e formava delle vere e proprie isole (da cui il toponimo di “les iles”). Gli interventi di bonifica del fiume hanno consentito lo sviluppo del paese.

Per quale aspetto del suo Comune e della sua gente Paolo Gippaz, da cittadino prima ancora che da sindaco, va fiero?
La risposta è in un evento che ha segnato profondamente la memoria collettiva: l’alluvione del 15 ottobre del 2000. Pollein fu il paese più colpito della Valle d’Aosta. In quell’occasione si è manifestato un grande spirito di solidarietà da parte dei cittadini, che si sono rimboccate le maniche collaborando con i volontari giunti dalle zone limitrofe. Lì ho constatato una solida volontà di essere uniti nelle avversità, superando quel clima di egoismi e di isolamento che regna oggigiorno. Un parentesi di forte sintonia della popolazione che ha fatto emergere valori altrimenti latenti.
A ciò aggiungo anche le manifestazioni di apprezzamento nei confronti del personale comunale e dei colleghi amministratori per il clima di serenità che contagia anche la popolazione.

Tra progetti da portare a termine e traguardi ambiziosi da perseguire, come vede il futuro di Pollein?
Tra gli interventi i cui lavori sono in corso spicca la riqualificazione del complesso scolastico (scuola dell’Infanzia e scuola Primaria) con realizzazione di nuovi spazi per il trasferimento della biblioteca e spazi per le associazioni di volontariato.
Uno dei progetti più importanti in programma è la riqualificazione del centro Paese, in cui tra le altre cose (modifiche alla viabilità, nuovi parcheggi, etc.) è prevista la pedonalizzazione di un’area, disegnando una nuova piazza. L’obiettivo è quello di farne un luogo d’incontro, che oggi manca al nostro comune. Inoltre la piazza sarà collegata direttamente al Grand Place, attraverso un percorso pedonale ciclabile.
Per la conservazione del verde si è previsto di mettere a disposizione degli allevatori un impianto di biogas, diminuendo l’impatto della concimazione dei prati.
Grazie a una convenzione con il comune di Aosta i nostri ragazzi potranno avere accesso a tutte le attività sportive a prezzi convenienti.
Per i più piccoli stiamo investendo per migliorare i servizi rivolti alla prima infanzia (asilo nido e gardenie) e, inoltre, stiamo ristrutturando un parco giochi e ne stiamo costruendo un altro ex novo.

Una domanda che per lei è d’obbligo rivolgere su Pollein e la risposta che darebbe.
“Qual è il rapporto tra la popolazione e le istituzioni comunali?”
“Mettendolo a confronto con altre realtà, Pollein dispone di un grande tesoro: ogni esigenza dei cittadini qui trova una rapida e felice risposta, compatibilmente con il rispetto delle norme e con le disponibilità di bilancio. Nel contempo il Comune di concerto con le associazioni organizza incontri ed eventi per favorire l’integrazione delle nuove famiglie nel tessuto sociale”.

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