23 Settembre 2008

Il senso di una “piccola” straordinarietà

di Marcello Di Sarno (Blog Massimeno. Interviste Sindaci)

Il sindaco di Massimeno Giorgio Ferrazza intervistato per Comuni-Italiani.it

Come si presenta Massimeno a chi oggi la vive quotidianamente?
Abitare qui significa convivere quotidianamente con benefici e svantaggi legati alle peculiarità del nostro essere un comune di 114 abitanti dell’alta Val Rendena, il più piccolo del Trentino-Alto Adige.
I benefici sono per lo più derivanti dall’amenità del paesaggio naturalistico e dalla sua felice collocazione geografica, a ridosso della suggestiva Val di Genova.
Gli svantaggi, se così si possono definire, sono legati alle limitate opportunità occupazionali del territorio. Ciò spinge la maggioranza della popolazione a spostarsi, sia per lavoro sia per impegni scolastici, nel vicino comune di Pinzolo, a soli 2 km.
Abbiamo un’edilizia residenziale d’epoca recente, giustificata dal fatto che il centro storico è andato completamente distrutto in un tragico incendio nel 1969.
L’economia locale si regge prevalentemente sul turismo (un’alta disponibilità di seconde case), alimentato dalla prossimità di note stazioni sciistiche come Madonna di Campiglio, distante 15 km Giorgio Ferrazzada Massimeno. Nei periodi di maggior affluenza di villeggianti – nei mesi invernali e ad agosto – raggiungiamo le 500 presenze, con un aumento di cinque volte il numero dei residenti. Una situazione cui riusciamo a far fronte dal punto di vista dei servizi, pur non disponendo di grandi risorse.

Tre validi motivi per visitarla?
La nostra principale fonte d’attrattiva è il paesaggio alpino, con la sua proverbiale tranquillità e gli scenografici scenari disegnati dalla vicina Presanella, la cima più alta della regione.
Poi aggiungerei per la sua collocazione strategica, che permette di raggiungere in breve tempo da un lato rinomate mete per amanti degli sport invernali – come Madonna di Campiglio – dall’altro la città di Trento.
Infine va dato atto alla nostra Pro loco del lodevole impegno profuso per organizzare durante l’anno spettacoli ed eventi di forte richiamo.
Su tutti la festa patronale di San Rocco, che si tiene solitamente intorno al 16 agosto, e la festa campestre di Luglio, presso la baita comunale di Malga Genova, nella splendida cornice delle cascate della Val Genova.

Chi o cosa, secondo lei, ha plasmato l’identità dei massimeni?
Senza dubbio l’immigrazione che si è avuta intorno agli anni ’60. Molti massimeni andarono a lavorare negli Stati Uniti e a Londra come arrotini, mestiere che qui vanta un’antichissima tradizione e che abbiamo deciso di elevare a simbolo del paese stesso: sui lampioni che illuminano le strade del centro c’è una piccola sagoma che raffigura l’arrotino.
A quell’evento va fatto risalire il dato legato all’assenza di una generazione nel tessuto sociale odierno: sono i quarantenni e i cinquantenni che cercarono fortuna oltremanica e oltreoceano. Qualcuno c’è riuscito ed è tornato qui a ricostruirsi una casa.

Per quale aspetto del suo Comune e della sua gente Giorgio Ferrazza, da cittadino prima ancora che da sindaco, va fiero?
Ricollegandomi all’ultima parte della mia precedente risposta, sono orgoglioso dei miei concittadini che s’impegnano anima e corpo nel tenere in vita un comune così piccolo. La gente dimostra di voler partecipare alla gestione amministrativa e finanziaria del territorio, nonostante le difficoltà di far quadrare il bilancio.
I massimeni hanno scelto la via più difficile e sacrificata quando si farebbe presto a dire rinunciamo alla nostra indipendenza e diventiamo una frazione di Pinzolo.

Tra progetti da portare a termine e traguardi ambiziosi da perseguire, come vede il futuro di Massimeno?
Sono ottimista per il futuro. Sono alla guida amministrativa di Massimeno dal 1995 e senza falsa modestia ritengo che in questo arco di tempo siano stati fatti passi importanti.
Abbiamo trasformato in meglio il centro abitato con una serie di interventi dal punto di vista dell’arredo urbano e delle infrastrutture (su tutti la riqualificazione della rete fognaria e dell’acquedotto).
Recentemente abbiamo istituito un ambulatorio medico presso la sede comunale, rispondendo soprattutto alle esigenze (l’ospedale più vicino è a 15 km) della popolazione più anziana.
Per il futuro, oltre a interventi mirati per migliorare la viabilità di accesso, auspico che il volto del paese si conservi nella sua veste tranquilla e accogliente.

Una domanda che per lei è d’obbligo rivolgere su Massimeno e la risposta che darebbe.
Rivolgo a me stesso la domanda che si pongono tutti quelli che passano di qui: ”Che senso ha l’esistenza di un comune così piccolo?”
“Come allora, quando è nato, così oggi Massimeno trova il senso del suo esistere in ogni istante della vita cittadina, nei ritmi della quotidianità scanditi da un immancabile spirito di partecipazione e di collaborazione.
Qui riusciamo a dare risposte più efficaci alle esigenze della comunità rispetto a realtà più grandi. Esempio: grazie a una convenzione con altri comuni assicuriamo alcuni servizi fondamentali a costi bassi”.

  • Segnala su: Inserisci nei preferiti del.icio.us segnalo OKNOtizie Google YahooMyWeb Facebook Technorati

Scrivi un commento

Per inviare un commento devi fare il login.

Articoli nei Comuni Vicini: Pinzolo (1), Vermiglio (1), Molveno (1)