4 Dicembre 2008

I castelli di Sellano, ma anche tutto il resto

di Leonardo Guerrini (Blog Sellano. Itinerari Turistici)

Castello di Montesanto

Castello di Montesanto

Durante un’avventura domenicale a Cascia e dintorni, rimasi decisamente affascinato dalla natura incontaminata della città di Sellano, della sua storia e, soprattutto, dei suoi castelli.

La città si raggiunge attraverso l’omonima strada - la Sellanese - che si imbocca a poca distanza da Foligno.
Vi si può arrivare anche dal versante spoletino, ma quest’ultima soluzione è sconsigliata in virtù dei numerosi tornanti.

Bastano pochi chilometri di un suggestivo itinerario per raccontarne la sua storia e quella del suo “hinterland”, tra cui la piccola frazione di Montesanto, antica roccaforte di avvistamento.

I castelli, vero e proprio leitmotiv di un viaggio alla scoperta del territorio, ancora oggi appaiono non solo come antiche e uniche forme di difesa per un territorio spesso di “limes” molto ambito in passato, ma anche come gradevoli segni del tempo, in perfetta simbiosi con l’alternarsi delle stagioni.

Partendo da Montesanto, lo sguardo iniziale ci ricorda immediatamente la sua componente strategica, nell’equilibrio delicato tra il Ducato di Spoleto e gli altri potentati.

Manca poco che gli attuali abitanti non si riescano a contare sulle dita delle mani.
Del resto, il clima particolarmente difficile e il trend generale di esodi dalla montagna hanno determinato l’abbandono di massa di gran parte dell’antica popolazione.

Castello di Postignano

Castello di Postignano

In questo splendido quanto poco conosciuto borgo, trincerato dietro le sue mura difensive, un tempo la vita pulsava; seppur con tutte le fatiche del caso. I residenti più anziani ancor oggi ricordano gli immensi sacrifici, specie nei periodi invernali, per guadagnarsi la pagnotta.

Imboccando una vecchia mulattiera, rimasta ancora lastricata e in epoche non troppo lontane unico accesso verso l’esterno si raggiunge la Valle del fiume Vigi.

Lo spettacolo naturale del bosco sembra surreale: la luce scarseggia tra i fitti carpini e sembra di essere in una perenne aurora. D’autunno poi il sottobosco si colora di leggere tinte, ricalcando le sfumature delle foglie cadute. Meta preferita dai micologi, in questa stagione, la zona si riempie di buoni porcini.

Poco prima di giungere a valle, fanno capolino tra lo scenario naturale alcuni piccoli laghi artificiali. Giunti in fondo alla mulattiera, ecco finalmente la suggestiva Valle.

Il torrente Vigi è un ottimo corso d’acqua per chi ama la pesca, soprattutto delle trote, tanto che lungo la sua estensione si trovano importanti allevamenti per il ripopolamento e la vendita. Questa valle sembra poi non così sconosciuta, vista la grande mole di strutture recettive che vi si scorgono.

Riprendendo la marcia verso Sellano, ci si ritrova nuovamente contornati da boschi, per lo più di conifere e altri tipi di arbusti. In lontananza cominciano a distinguersi i resti degli antichi castelli: quello di Postignano, di Pupaggi, di Sterpare, tutte frazioni limitrofe.

Arrivati a Sellano si fatica a dimenticare la bellezza dei luoghi attraversati per raggiungere la città. Poi però lo sguardo viene catturato dal suo castello che domina, in maniera maestosa, la sottostante Valle del Vigi.

(Foto di Luigi Sensi, per gentile concessione)

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