29 Dicembre 2008

Una città dallo spiccato “spirito olimpico”

di Andrea Bonfiglio (Blog Torino. Racconti di Viaggio)

L’immagine di Torino che ho ben salda in mente è quella di una grande metropoli. E’ generalmente diffusa l’idea che l’ex capitale d’Italia – nonostante la vastità – sia un’oasi di pace, un posto dove poter condurre una vita tranquilla.

Ingresso città di Torino

Ingresso città di Torino

Questo luogo comune trova conferma nell’inattesa assenza di traffico che mi porge il benvenuto durante il mio ingresso in città. L’auto avanza senza intoppi lungo gli ampi viali – orlati sovente da schiere di alberi imponenti – che compongono il fitto reticolato stradale.

Non è certo l’ora di punta, ma mi aspettavo sicuramente più caos. Non ho alcuna difficoltà a trovare un parcheggio libero lungo corso Galileo Ferraris, sede ideale per raggiungere comodamente a piedi l’area pedonale, ove sorge la meta del mio viaggio: lo stadio Olimpico.

Una nutrita folla festante cammina serenamente nella piazza Olimpica, intonando cori e canzoni popolari.
Va in scena il match tra Torino e Fiorentina, due squadre le cui tifoserie sono legate da un solido gemellaggio. Le immagini alle quali assisto, incastonate nella suggestiva cornice delle innevate Alpi che attorniano le aree verdi circostanti, sono un inno alla sportività, ingrediente sempre più raro nel calcio moderno.
Sostenitori gigliati e granata che si scambiano sciarpe coi colori dei rispettivi team, che passeggiano fianco a fianco, che mangiano hot dog allo stesso chiosco, rappresentano una piacevole costante.

L’ex Comunale, intanto, pare vegliare silente su questo straordinario elogio alla lealtà. Sembra di tornare indietro nel tempo, all’anno 2006, quando la zona sud di Torino pullulava di gente – contagiata dallo spirito olimpico – accorsa per assistere alla ventesima edizione dei Giochi Invernali.

Ancora oggi, tra la folla, si scorgono persone che indossano orgogliosamente il giaccone ufficiale della manifestazione, omaggio concesso ai volontari che hanno contribuito all’organizzazione. L’unica differenza è che in cima al braciere posto alle spalle della curva Maratona e disegnato da Pininfarina – costituito da cinque colonne tubolari che si intersecano per simboleggiare la torsione di un atleta e raggiungono l’altezza record di 60 metri –  non brucia più il sacro fuoco di Olimpia.

Con le immagini del passato che si sovrappongono armoniosamente a quelle del presente, lascio la piazza Olimpica e mi dirigo verso il lato opposto, poiché in tasca ho un biglietto che recita: “Curva Primavera”.
Nel percorso che mi conduce alla porta d’accesso allo stadio, incontro decine di ambulanti che vendono di tutto: caldarroste, bottiglie di liquori formato mignon, bibite varie, panini, sciarpe, magliette e bizzarri copricapo.

Il freddo è pungente e molti – come me – si lasciano tentare dal gustoso tepore delle castagne.

Stadio Olimpico - Interno

Stadio Olimpico - Interno

Dopo lo sputino, dunque, non resta altro da fare che prendere posto sugli spalti. Superato il cosiddetto prefiltraggio, ovvero una serie di barriere sorvegliate da steward, mi trovo dinnanzi a uno dei tanti famigerati tornelli. Introduco il tagliando nell’apposita fessura e il gioco è fatto: sono dentro.

In preda all’entusiasmo, mi precipito immediatamente sulle scale che portano alla poltroncina assegnatami. Mi trovo proprio accanto alla vetrata che delimita il settore degli ospiti, così assisto con piacere ad un’ulteriore serie di gesti d’affetto tra le due tifoserie: uno spettacolo encomiabile che si protrae fino al termine dell’incontro.

Al triplice fischio del direttore di gara lascio la mia postazione, portandomi dietro il ricordo di un magnifico pomeriggio di sport.

  • Segnala su: Inserisci nei preferiti del.icio.us segnalo OKNOtizie Google YahooMyWeb Facebook Technorati

Scrivi un commento

Per inviare un commento devi fare il login.

Articoli nei Comuni Vicini: Venaria Reale (1), Moncalieri (2), Nichelino (1), Grugliasco (1), Collegno (1), Pino Torinese (1), Vinovo (1), Candiolo (1)