2 Gennaio 2009

Arte, manualità e culto del sacro nella città della ceramica

di Leonardo Guerrini (Blog Deruta. Alla Scoperta della nostra Italia)

Panorama di Deruta

Panorama di Deruta

Sola e dimenticata, sulla strada che collega il capoluogo umbro alla produttiva e industriale Terni, quasi a racchiudersi nel suo pudore: questo è il pensiero che viene in mente recandosi a Deruta, una città dalle forti tradizioni artigianali, dove il lavoro duro delle mani si mescola alla realizzazione artistica.

La città di Deruta è immersa nel suo passato, orgogliosa delle sue attività di creazione di ceramiche e maioliche, in un troncone territoriale che trasversalmente culmina a Gubbio, lambendo anche le vicine Marche.

Testimonia la secolare unione con la produzione ceramica il fatto che, per un breve periodo, sullo stemma cittadino di Deruta è comparso un grande vaso di terracotta. Le successive vicende politiche hanno trasformato il logo, inserendo poi il grifo perugino.

Ma vediamo cosa ci riserva una piccola deviazione dalla Strada Statale E45 che da Perugia porta a Terni.

La via si fa un po’ in salita per affrontare la lieve collina su cui sorge la cittadina e la poca distanza da Perugia l’ha resa da sempre legata a essa: nella cattiva sorte, come nelle guerre e anche nei periodi di relativa calma, quando assieme confluirono sotto il potere e la protezione di [[Roma] e della Chiesa Cattolica.

Solamente entrando nella piazzetta principale, si nota l’antico legame con la produzione artistica di pregiate ceramiche, che si evince anche dalla presenza del Museo delle Ceramiche: tappa imperdibile per i visitatori. Saltano agli occhi resti di antiche fornaci, dove si cuocevano i lavorati appena creati.
Qui, sono anche ben visibili le opere architettoniche, specialmente del periodo gotico, tra cui la Chiesa di S’Arcangelo, uno dei luoghi di culto più significativi.

Centro cittadino

Centro cittadino

Bisogna avanzare di almeno cinque-sei secoli per giungere al momento della costruzione dell’antistante Fontana, sorta alla metà dell’Ottocento. Passeggiando per le vie del centro, non si può fare a meno di notare i negozi e le attività commerciali legate alle ceramiche e maioliche: veramente il leitmotiv della città.

Altro imprescindibile elemento che, oltre all’arte e la manualità, contraddistinguono la città di Deruta, è la religione e il culto del sacro. Basta venire a Deruta il 25 novembre per rendersene conto!

Gli abitanti, alla celebrazione della patrona Santa Caterina d’Alessandria, associano la Festa dei ceramisti, con canti e balli che richiamano l’attenzione dell’intera regione.

Deruta non si sottrae alla “gara” tra comuni umbri nel tentativo di rievocare palii e giostre del periodo medievale e moderno. Qui, infatti, si svolge la Giostra dell’Anello: interessante sfida a base di lance e cavalli.
Lungi da evocare uno scontro fisico diretto tra cavalieri, magari per contendersi la dama di turno, la gara consiste nell’infilare degli anelli mentre si corre su un tracciato al chiuso.
Le varie coppie si sfidano per conquistare la finale e il titolo. Alla manifestazione partecipano tutte le frazioni del derutese.

Non si può concludere una vista a Deruta senza saggiare le sue abitudini culinarie, che si basano essenzialmente su piatti ereditati dalla tradizione contadina. Ecco allora la torta al formaggio che si prepara in attesa dell’arrivo della Pasqua o, nel periodo di carnevale, le Frappe o gli Strufoli preparati dalle donne più anziane.

(Foto di Zyance e katinalynn in licenza Creative Commons)

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