3 Febbraio 2009

Arte e storia nella città del Museo Sanna

di Verusca (Blog Sassari. Alla Scoperta della nostra Italia)

Museo Sanna

Museo Sanna

Sassari è adagiata su un pianoro in lieve pendenza, ai margini della pianura che dal Lodugoro digrada verso il vastissimo Golfo dell’Asinara. Esploriamo la città e i suoi tesori.

Seguendo la spaziosa Via Roma, fiancheggiata da bei palazzi moderni, si arriva al giardinetto in cui sorge l’aggraziata costruzione del Museo Giovanni Antonio Sanna, così chiamato dal nome del generoso sassarese che lasciò in dono alla sua città le sue preziose collezioni di reperti.

Il museo merita una visita sia per i suoi interessanti dipinti, sia per le preziose antichità provenienti dalle rovine delle zone limitrofe e sia per gli ammirevoli oggetti tipici dell’artigianato e del folclore sardo raccolti attraverso i secoli. Si possono ammirare, infatti, tappeti e ricami di ogni paese della Sardegna, gioielli d’argento e d’oro, preziose corone da rosario, amuleti originalissimi, il cui utilizzo, risalente ai Punici, è ancora in vigore.

Il lungo Viale Umberto I, che si protende dritto sul lato orientale della città, in vista della florida campagna e del moderno quartiere del Colle dei Cappuccini, porta al monumento che è quasi il simbolo di Sassari: la leggiadra Fonte Rosello, opera del Seicento, adorna di quattro statue rappresentanti le stagioni e incoronata da due architetti incrociati.

Superate, quindi, le vicine chiese della Santissima Trinità e dei Servi di Maria (o di San Antonio Abate), quest’ultima adornata con un notevole quadro del sassarese Giovanni Muru, si arriva all’ingresso della città vecchia, dove sorge un tratto delle antiche mura con resti di torri.
Questa parte della città è attraversata, in tutta la sua lunghezza, dal Corso Vittorio Emanuele che, con bei negozi e antichi palazzi, raggiunge Piazza Azuni dove si innalza il monumento a Domenico Alberto Azuni, famoso storico e giurista di Sassari, del secolo scorso.

Fontana Rosello

Fontana Rosello

Non lontano da Piazza Azuni c’è il Palazzo del Comune che ospita due pregevoli raccolte di pupazzi in costume e la Biblioteca Sarda. Poco oltre sorge il Duomo, dalla facciata barocca, tutta ricamata di fitti e minuti intagli. Questa chiesa era una volta l’umile Pieve di San Nicola, intorno alla quale andò formandosi la città.
Di quel tempio antico, però, non è rimasta che la parte inferiore del campanile, perché in seguito ogni epoca volle portarvi l’aggiunta del proprio stile architettonico. L’interno, dalle snelle campane gotico-aragonesi, conserva alcune opere d’arte fra cui, soavissima, la Madonna dell’Altare Maggiore, detta Madonna del Bosco, del 1500. Dietro l’altare c’è un coro scolpito eseguito - a quanto si narra - da un ergastolano, liberato dopo aver compiuto l’opera.

Un’altra bella chiesa, poco lontano, è quella di Santa Maria di Bhetlem, del secolo XIII, dall’austera facciata romanica, nel cui chiostro si trova un’antica fonte del Trecento detta Brigliadore, nome che in lingua catalana significa “Fontana che canta”.

Una piacevole passeggiata del Viale San Pietro, porta alla romanica Chiesa di San Pietro di Silki del secolo XIII, dal cui piazzale si ammira un vasto panorama. E con questo chiudiamo la nostra esplorazione di Sassari!

(Foto di Gianf in licenza GFDL e di Morko in Pubblico Dominio)

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