17 Febbraio 2009

Una visita all’insegna dei profumi della natura

di Stella Mattioli (Blog Cantagallo. Alla Scoperta della nostra Italia)

Veduta della Rocca di Cerbaia

Veduta della Rocca di Cerbaia

Agli estremi del territorio coperto dalla Provincia di Prato, immerso nei boschi della valle del Bisenzio, si trova il comune di Cantagallo. E’ un paese molto piccolo (poco meno di 3000 abitanti), la cui storia però affonda nel Medioevo, sviluppandosi come borgo feudale appartenente agli allora Conti di Vernio.

Il nome di questo comune può sembrare curioso: la tradizione locale lo fa risalire infatti all’espressione “Canta, oh, gallo”, ma non si hanno altri particolari sul perché sia stato usato come nome per il nuovo borgo.

La storia di Cantagallo si arricchisce agli inizi del XII secolo, quando venne edificata quella che è adesso il simbolo cittadino: la Rocca di Cerbaia.
Costruita dai Conti Alberti con la funzione di posto di controllo sulla strada che portava al nord, si racconta che vi si recò Dante Alighieri, per chiedere ospitalità dopo essere stato esiliato da Firenze.
L’ospitalità non gli fu però concessa e - se quello che si racconta è vero - costituisce la motivazione che ha spinto Dante a porre nel suo Inferno i fratelli Alessandro e Napoleone Alberti.

Dopo il Quattrocento, la Rocca non è stata più utilizzata, andando in rovina e, solo recentemente, l’ente comunale ha iniziato il suo restauro. I turisti in visita possono però osservarla dalla strada principale che porta in paese: basta sollevare lo sguardo verso la collina più alta e, proprio sulla cima, si vede ciò che resta dell’antico edificio.

Ma la storia di Cantagallo non termina con il declino della Rocca di Cerbaia: nel ‘550 entra a far parte dei possedimenti di Firenze e, grazie ad alcune riforme attuate successivamente dai Lorena, l’economia locale si afferma sempre di più in positivo.
Nell’800 la città “ospitò” le truppe francesi di Napoleone che l’avevano invasa ed entrò ufficialmente a far parte del Regno d’Italia dal 1861.

In attesa che il restauro della Rocca sia completato, a Cantagallo non mancano comunque i luoghi di interesse: è possibile visitare infatti ben sette chiese, di cui quella dedicata a San Michele in località Codilupo risale al 1200.

Data la sua posizione, la città costituisce un’attrattiva per coloro che amano il trekking e le passeggiate nei boschi: i più fortunati avranno anche la possibilità di avvistare dei cervi che popolano i boschi locali.
Per poter effettuare le proprie passeggiate all’insegna della natura in tutta sicurezza, è consigliata la visita alla Riserva Naturale Acquerino.
Questa è aperta tutto l’anno e, oltre a cercare di vedere gli animali - oltre ai cervi vi vivono cinghiali, caprioli, volpi e molte specie di uccelli - e ammirare gli imponenti alberi di castagno (proprio grazie a questa pianta Cantagallo ha preso il nome di “città del castagno”) si può fare una full immersion nelle tradizioni e nella gastronomia locale.

A proposito di gastronomia: gli appassionati di degustazioni e cucina toscana non possono perdersi la manifestazione “Montagna in festa”: ogni luglio, in località Luicciana, è possibile ammirare tradizioni del folclore locale e assaggiare i piatti e i prodotti tipici della zona.

Per chi è dotato di automobile, in città è possibile arrivare direttamente dall’autostrada, passando per Prato.
Chi invece preferisce il treno, sappia che a Cantagallo non c’è la stazione: è necessario scendere a Vernio, il comune vicino e collegato alla città tramite un servizio autobus.

Insomma, non ci sono scuse per non visitarla!

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