26 Febbraio 2009

La “ricerca della bellezza” nella perla dell’Adriatico

di Marcello Di Sarno (Blog Porto San Giorgio. Interviste Sindaci)

Il Sindaco di Porto San Giorgio Andrea Agostini intervistato per Comuni-Italiani.it

La Porto San Giorgio di oggi.
Porto San Giorgio si era guadagnata il nome di “perla dell’Adriatico”, per l’ambiente accogliente e gradevole e le bellezze del paesaggio. E’ stata per decenni un fiore all’occhiello del turismo marchigiano, ruolo sbiadito da alcuni anni a questa parte. La nostra sfida principale, che ripeto sin dalla campagna elettorale dello scorso anno, è che la città ritorni ad essere la Perla dell’Adriatico. Sarebbe la nostra grande vittoria.

Qual è il valore aggiunto del territorio dal punto di vista turistico?
Perché sostanzialmente è una città che sa sorprendere. Coniuga il turismo di massa proprio di una località balneare con una storia antica, testimoniata dalla sua meravigliosa Rocca Tiepolo.
E’ una città ricca di eventi per tutta la stagione. Ospita eventi e personaggi importanti, dallo sport allo spettacolo, dalla musica alla cultura.
E, non in ultimo, è parte di un territorio tutto da scoprire, e non abbastanza valorizzato. Il Fermano è una zona bellissima, che spazia dal nostro mare ai monti Sibillini. E’ fatta di piccole città che sono scrigni tutti da scoprire, borghi medievali di rara bellezza, un ambiente ancora in larga parte incontaminato e opere d’arte importanti.
Scommettiamo che, se saprà promuoversi, questo territorio sarà una delle grandi rivelazioni del turismo italiano da qui ai prossimi 10 anni?

In quest’ottica come crede di contribuire la sua amministrazione?
Il nostro assessore alla cultura, Cesare Catà, sin dall’inizio ha impostato tutto il suo lavoro sul concetto di Bellezza. La ricerca della bellezza come fondamento dell’amministrare la città.
Questo, in concreto, ha significato prima di tutto recuperare i luoghi più rappresentativi. Rocca Tiepolo, la nostra rocca medievale, il luogo più affascinante e più antico di Porto San Giorgio, era lasciata al degrado. E’ stata riqualificata e già dalla scorsa estate è tornata fulcro dei più affascinanti eventi estivi.

Andrea Agostini

L’evento di maggior richiamo è dedicato al cosiddetto “sport della mente”.
E’ il “Festival internazionale degli Scacchi”, appuntamento che da vent’anni richiama grandi professionisti e semplici appassionati di questo gioco. Rappresenta ormai un classico del nostro calendario di eventi.
E’ un evento che veicola il nome della città a livello internazionale e rappresenta anche una bella occasione a livello turistico. Si svolge nel periodo finale dell’estate e dà alle nostre attività alberghiere la possibilità di ricevere numerosi ospiti, proprio nel momento in cui la stagione inizia la sua fase calante.

Le altre voci della cultura sangiorgese?
A livello culturale abbiamo una programmazione ricca, che spazia dalle conferenze filosofiche al teatro dialettale, da una rassegna di spettacoli per ragazzi ad un rilancio del cartellone di prosa, che ha riportato il grande pubblico a teatro.
Aggiungo che stiamo diventando laboratorio delle più interessanti realtà culturali emergenti del nostro territorio. I giovani artisti del Fermano stanno trovando nella nostra città un punto di incontro e una sede in cui esprimersi liberamente e valorizzare il proprio talento. Questo ruolo di Porto San Giorgio mi entusiasma!

Cos’altro, di così entusiasmante, può riservare alla sua città il futuro?
Non sono un politico. Se ho scelto di tuffarmi in quest’avventura, l’ho fatto proprio perché ero e sono convinto che la città possa cambiare in meglio, e molto. Partendo dai settori che sono il nerbo della nostra cittadina: commercio e turismo, troppo spesso lasciati in secondo piano.
Penso poi alla valorizzazione dell’area portuale, che deve diventare un nostro punto di forza e migliorare la ricettività turistica.
Non lasciamo indietro una politica di miglioramento dell’ambiente, stiamo per partire con la raccolta differenziata porta a porta, che richiederà inizialmente qualche sacrificio, ma apporterà miglioramenti importanti.

Dal punto di vista economico che ruolo recita il territorio nel quadro provinciale?
Abbiamo una realtà industriale più contenuta di altre cittadine del territorio. C’è una sola area industriale, penalizzata per via delle difficoltà dei collegamenti viari, con una strada che rende difficoltoso il transito di mezzi pesanti. Per questo è in cantiere un progetto per migliorare la viabilità e potenziare l’area.
Ma non dimentichiamo che la nostra forza è soprattutto il commercio. Porto San Giorgio è la “vetrina” della nuova provincia di Fermo. Per questo c’è un costante confronto con le attività commerciali e le associazioni di categoria. Un rapporto di collaborazione proficuo di cui gli esercenti sono estremamente soddisfatti.

La storia di Porto San Giorgio s’intreccia a un certo punto con una grande potenza marinara. Quando?
Il 1200, il nostro secolo d’oro! In quel tempo fu eretta Rocca Tiepolo e il podestà di Fermo fu chiamato a diventare Doge di Venezia. Proprio per rievocare quel momento, tornerà quest’estate, a luglio, dopo più di un decennio, la Festa del Doge, un evento in collaborazione con la città di Venezia, dal fascino straordinario.

Lo sport ha un ruolo centrale per la comunità locale. In che modo?
In primis perché siamo orgogliosi di ospitare nel nostro palasport la Premiata Montegranaro, che da tre anni gioca nella massima serie del campionato di basket. Questa squadra straordinaria, patrimonio di Montegranaro ma “adottata” da tutto il Fermano, ha trovato qui una seconda casa. In questo sport Porto San Giorgio ha una storia prestigiosa e ci mancava un palcoscenico di primo piano.
Mi auguro che, rimanendo nel mondo dello sport, diventi presto un simbolo anche la Maratona del Piceno, competizione quasi trentennale che da quest’anno si disputerà a Porto San Giorgio e che ho voluto fortemente. Sono convinto che possa diventare una delle più amate e seguite corse italiane.

Cosa vuol dire, per lei, essere sangiorgese?
Non è facile da spiegare. Quello sangiorgese è un popolo singolare. Orgoglioso, talvolta geniale, incontentabile, viveur. Campanilista il giusto, quel po’ che ci vuole per essere fieri della propria appartenenza, ma non al punto da chiudersi in sé stesso.
E’ una cittadinanza difficile ma straordinaria. Quanto al territorio, l’ho detto all’inizio. Siamo la Perla dell’Adriatico e vogliamo tornare a splendere!

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2 commenti a “La “ricerca della bellezza” nella perla dell’Adriatico”

  1. capodarca maurilio scrive:

    gli scacchi hanno preferito l’aria del girfalco, Montegranaro punta alla riviera dorica.
    Chissà se tornerà il doge?

  2. Vision scrive:

    articolo molto dettagliato,interessante e ben argomentato.

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