28 Febbraio 2009

Il “non annoiarsi mai” in una città dal profilo inconfondibile

di Marina Greco (Blog Fermo. Interviste Guide Turistiche)

Sabina Salusti, guida turistica autorizzata di Fermo, intervistata dalla Redazione di Comuni-Italiani.it:

Sabina Salusti

Sabina Salusti

Perché ha scelto di diventare una guida turistica?
Diventare guida turistica mi è sembrato il naturale completamento del mio curriculum di studi, dato che mi sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali, con specializzazione in archeologia classica, e ho anche frequentato un Master in museologia.
Poi dal titolo alla passione per la mia professione il passo è stato breve.

Cosa le piace di più del suo lavoro?
Il fascino maggiore della mia professione è il “non annoiarsi mai!”. Lo spiego facilmente col fatto che incontro sempre gente diversa ogni volta che accompagno un gruppo e di ognuno rimane sempre un buon ricordo, una persona curiosa o particolarmente interessata ai miei discorsi.

Come caratterizza il suo servizio di guida?
Mi rendo conto che ogni gruppo è diverso dagli altri per età o interessi, ognuno ha richieste differenti. C’è chi chiede un giro veloce, tenendo presente solo le opere più importanti e chi chiede la particolarità archeologica, la specifica opera d’arte o il singolo periodo storico. Per questo motivo la visita guidata non è mai la stessa, ma è adattata ai singoli bisogni.

Ci racconti di Fermo.
E’ ben visibile con il suo profilo inconfondibile da qualsiasi parte si arrivi. Il Duomo, costruito nel punto più alto della città (320 metri), svetta con la sua mole e i pini marittimi secolari che lo attorniano.
Il più antico insediamento si fa risalire all’Età del Ferro (X-III secolo a.C.).
Nel 264 a.C. si ha la prima colonizzazione romana, con la costruzione di Firmum Picenum.
La città risulta forte ed indipendente, tanto che in epoca repubblicana ha potere di coniare moneta.
La sua fedeltà a Roma era notevole, tanto da meritare in dono una menzione che ancora oggi campeggia nello stemma di Fermo: “Firmum firma fides Romanorum colonia”.
Era il capoluogo di un vasto e ricco territorio, che arrivava fino a quella che oggi è la città di Amandola. Aveva un porto fluviale alla foce dell’Ete e intratteneva rapporti commerciali con le altre città del versante adriatico e tirrenico, grazie alla fitta rete stradale.
Nell’825 d.C. l’imperatore Lotario vi fondò uno studium generale, promosso ad Università nel XIV° secolo da Bonifacio VIII° e che continuò a esistere fino al 1826.
Per tutto il medioevo conobbe un notevole benessere economico grazie ai rapporti commerciali instaurati con Venezia e la Dalmazia, per mezzo dei quali giunsero nella città numerosi artisti di fama internazionale come Carlo e Vittore Crivelli.
Durante la signoria di Francesco ed Alessandro Sforza (1433-1446), furono realizzati numerosi e notevoli interventi urbanistici, fra i quali l’allargamento ed il livellamento di quella che oggi è Piazza del Popolo.
Legata fortemente allo Stato Pontificio, con una estesa e ricca diocesi, ha anche una forte presenza di ordini religiosi che, con i loro possedimenti, segnano una fitta rete di chiese, conventi ed oratori.

Qual è il periodo migliore per visitare Fermo?
Non esiste un vero e proprio periodo ideale per visitare Fermo, in quanto in ogni stagione ci sono degli appuntamenti interessanti.
Per tutto il periodo che va da ottobre ad aprile c’è la stagione teatrale con opera, prosa, balletto e concertistica.
I giovedì di luglio ed agosto nel centro storico si svolge il mercatino dell’antiquariato.
Credo però che il momento più suggestivo per arrivare a Fermo sia a ridosso del 15 di agosto, quando si celebra il Palio dell’Assunta.
Per tutta la prima metà del mese ci sono una serie di manifestazioni in tutti i quartieri cittadini, che si concludono con il Palio vero e proprio, cioè una corsa in cui ogni cavallo rappresenta un quartiere.

Quale itinerario suggerisce per chi ha solo poche ore a disposizione?
Arrivati in Piazza del Popolo, punto d’incontro principale, la città si apre come un libro intorno al visitatore che arriva. I lavori di sistemazione della piazza, nelle forme attuali, furono iniziati nella seconda metà del Cinquecento e terminati alla metà del Seicento. Per questo motivo l’aspetto è così unitario, anche se i palazzi e i loggiati che la circondano sono stati costruiti in epoche differenti.
Il Palazzo dei Priori, risalente, nelle sue strutture architettoniche, alla fine del 1200, ingloba in sé i locali di una più antica casa privata, una torre gentilizia e la struttura dell’antica chiesa di San Martino, che diede, per lungo tempo, nome alla piazza stessa. Ospita al suo interno: la Pinacoteca, che custodisce, fra le altre opere, la Natività del Rubens, le “Storie di Santa Lucia” di Jacobello dal Fiore, un polittico di Andrea da Bologna e due opere di Vincenzo Pagani; la cosiddetta “Sala del Mappamondo”, in cui sono conservati un pregevole mappamondo del 1713 e il fondo antico della biblioteca comunale della città, originato dalla donazione di Romolo Spezioli (medico personale della Regina Cristina di Svezia); una sezione del Museo Archeologico, in cui sono esposte le più antiche testimonianze della città, risalenti all’Età del Ferro (X-III secolo a.C.) ed attribuibili alle Civiltà Picena e Villanoviana.

Al cinquecento appartengono altre testimonianze di rilievo.
Cito tre esempi in particolare. Il Palazzo degli Studi, nel suo aspetto attuale, risale alla fine del 1500 e fu fatto riadattare, sopra una vecchia struttura - sede dell’antico Palazzo del Podestà - da papa Sisto V, che era stato vescovo di Fermo, prima di salire al soglio pontificio e al quale è dedicata una statua esposta sopra la loggia di ingresso del vicino Palazzo dei Priori. L’edificio era un tempo sede dell’Università di Fermo.
Il Palazzo del Governatore o del Legato Pontificio, iniziato nei primi anni del 1500 e terminato alla fine dello stesso secolo, ospitava il legato pontificio, che era una specie di supervisore, partecipante alle assemblee comunali, scelto fra i parenti più prossimi del Papa. Questo ci fa capire il forte legame fra la città e lo Stato Pontifico, che diede origine ad una delle più potenti e ricche diocesi d’Italia (elevata ad arcidiocesi da Sisto V).
I Loggiati di destra e sinistra, costruiti fra la metà e la fine del 1500, per uniformare l’aspetto disordinato delle botteghe e dei negozi che fin dall’epoca medioevale si trovavano in questa posizione.

Riprendendo l’itinerario, quello per arrivare al duomo?
Da Piazza del Popolo si può scendere in via degli Aceti per visitare le Cisterne Romane (fine primo secolo a.C.), che fanno parte del complesso impianto idrico costruito dai Romani, fra l’Epoca Repubblicana e quella Imperiale, per rifornire di acqua l’intera colonia di Firmum.
Se si continua a salire invece per Via Mazzini, a metà troviamo il Teatro dell’Aquila, terminato nel 1790, che conserva intatte le decorazioni dei soffitti ed il lampadario dei primi anni del 1800.
Alla fine della via troviamo il Duomo, elevato nel punto più alto della città, sopra una più antica area di culto pagano, di cui si possono osservare le stratificazioni nei sotterranei della chiesa stessa. Con la sua facciata asimmetrica in pietra d’Istria costituisce uno dei più belli ed interessanti monumenti della fine del 1200. L’interno è stato invece rimodernato alla fine del 1700.
A lato dell’entrata principale troviamo il Museo Diocesano che conserva opere di straordinaria fattura e preziosità che facevano parte dell’antico tesoro della cattedrale.

Ultime tappe di questo affascinante percorso?
Scendendo per Via del Teatro Antico, si possono notare sul lato destro i segni di un muro di contenimento con fori di drenaggio facenti parte del teatro romano, contemporaneo alle già citate Cisterne.
Continuando per via Don Ernesto Ricci e Corso Cefalonia abbiamo la Torre Matteucci (XII sec.), la Chiesa del Carmine (1342) con l’adiacente Ospedale di Santa Maria della Carità (sec. XIV), trasformato nel 1500 in Monte di Pietà.
Lungo la via si trovano due dei più interessanti esempi di architettura privata rinascimentale: il Palazzo Vitali Rosati e il Palazzo Azzolino, costruiti su disegno iniziale di Antonio da Sangallo il Giovane.

Cosa incuriosisce di più i turisti?
Quasi tutti i gruppi richiedono la visita delle Cisterne Romane, che hanno un fascino non indifferente: una volta entrati sembra infatti di ritornare indietro nel tempo di 2000 anni, dato che alcune delle 30 stanze intercomunicanti sono ancora in perfetto stato di conservazione.
Se la giornata è particolarmente limpida, non manco mai di far affacciare i turisti dal belvedere del Duomo, si spazia con la vista per tutta la costa per decine di chilometri e questo lascia veramente senza parole!

Quali tipologie di turisti visitano la città?

Le tipologie sono le più disparate, si va dal gruppo scolastico, principalmente durante il periodo invernale, ai gruppi turistici di tutte le fasce di età e provenienza.

Un giro particolare che l’è capitato di fare a Fermo?
Viste le più disparate richieste nei vari momenti dell’anno, mi è capitato anche di accompagnare, nel mese di febbraio, un gruppo di signore che facevano parte di un club, di pomeriggio tardi e sotto la neve.
Credetemi il Duomo di Fermo con la neve è uno spettacolo indimenticabile!

Riferimenti:
Sabina Salusti
Guida turistica autorizzata di Fermo
Cellulare: 339-673.97.43
Indirizzo email: trunu72@yahoo.it

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