24 Marzo 2009

Tra storia, una buona tavola e la Piazza del Palio

di Emanuela De Fazio (Blog Asti. Racconti di Viaggio)

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Madonna del Portone

Asti, capoluogo di provincia, si trova nella regione piemontese. Sono sempre stata attratta dalla sua fama e dal successo del suo Palio e, così, un giorno, in ottima compagnia, decisi di andare a visitarla.

Partendo da Milano non ci si impiega tanto tempo, la strada è semplice e in più il paesaggio è bellissimo. La provincia è circondata da campagne, da terreni con animali che vi pascolano in tranquillità e ricca di splendidi palazzi antichi, alcuni di questi restaurati e tenuti in ottimo stato. Se in più si incappa in una bella giornata, allora il tutto diventa perfetto!

Le distese di campagne sono giustificate dal fatto che la provincia di Asti è leader nella vitivinicoltura e la produzione di vini di qualità ha fatto sì che il territorio fosse conosciuto non solo dai piemontesi e dagli astigiani ma da tutti gli italiani e gli stranieri, sviluppando così un forte flusso turistico.

In realtà non sono una grande amante del vino, ma durante il tragitto mi sono informata ed ho scoperto cose molte interessanti sul luogo. Ritengo, infatti, che sia bello scoprire i vari comuni italiani ma, ancor più, arrivare preparati ad essi in modo tale da poter meglio capire ciò che si presenta ai nostri occhi. E così feci, scoprendo in tal modo che Asti non è importante solo dal punto di vista enogastronomico, ma anche per la sua storia allettante.

Giunti in città, parcheggiammo la macchina e ci dirigemmo a piedi nel centro. O meglio, in una parte di esso, perché è bene sapere che Asti è molto grande, anzi immenso e ricco di cose da vedere.
L’ideale sarebbe arrivare in città il venerdì sera e tornare a casa la domenica, in modo tale da visitare ognuna delle tante bellezze che si offre al visitatore.

Il mio giro iniziò da Piazza Campo del Palio, dove in quel momento c’era un grosso mercato da un lato e le giostre dall’altro e c’era tantissima gente.
Attraversando la strada ci ritrovammo, invece, in Piazza Vittorio Alfieri. Questa è a forma di triangolo e adiacente ad uno dei suoi angoli vi è una grossa statua, proprio in memoria del grande esponente della letteratura italiana.

Girammo un po’ per il mercato, che si allargava finanche a quest’altra piazza, e trovammo un punto informazioni dove recuperammo una utilissima cartina della città.
Fu proprio lì, appena aperta la mappa cittadina, che capimmo che non ci sarebbe bastato un pomeriggio per visitare il suo centro.

La cartina consigliava vari itinerari da seguire alla scoperta di Asti e, tra quello Medievale e quello Barocco, optammo per il primo che raccontava di sanguinose guerre, fughe tutte scritte nelle venature delle torri e nelle mura di pietra.
E’ incredibile come ogni angolo della città racconti e conservi la storia. Le splendide e alte torri, le chiese di età Barocca, i Palazzi e le Porte raccontano ognuna l’importanza della città.
Persino l’interno di un mercatino ortofrutticolo conservava il soffitto a volta di un tempo!

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Piazza San Secondo

Tra le varie meraviglie che ammirammo ciò che mi colpì di più fu una spettacolare Chiesa. Nel giardino accanto ad essa vi era una suggestiva grotta che ospitava la Madonna di Lourdes e una pastorella ai suoi piedi che pregava, mentre un piccolo mulino girava facendo scorrere l’acqua.

Lì incontrammo una simpatica signora che ci consigliò di andare a vedere la Cripta perché conservava delle famose testimonianze del passato. Seguimmo il suo consiglio e scendemmo nella cripta. All’ingresso vi erano dei pannelli riportanti la Sacra Sindone, ma non riuscimmo ad entrare e visitare le altre zone perché si stava celebrando la messa e non ci sembrò carino entrare e fare i tipici turisti durante la cerimonia.
Uscimmo e percorremmo altre splendide vie fino a giungere alla macchina e tornare a casa.

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