11 Marzo 2009

Là dove il pensiero va sulle ali del “cigno”

di Marcello Di Sarno (Blog Busseto. Interviste Sindaci)

Il Sindaco di Busseto Luca Laurini intervistato per Comuni-Italiani.it

Com’è cambiata Busseto negli ultimi anni e in particolare sotto il suo governo?
In questi ultimi otto anni, da quando sono sindaco, penso che Busseto sia tornata a essere una cittadina importante nel contesto provinciale, regionale e nazionale. Con l’amministrazione che ho rappresentato ritengo di aver permesso questo e di aver figurato bene agli occhi di tutti.

Sotto il profilo economico cos’è che la rende protagonista nel panorama provinciale?
Non ritengo che in provincia ci siano comuni più o meno importanti. La nostra economia è solida perché basata sull’agricoltura, l’artigianato e la piccola industria. Tutta la provincia è così. Guai a dire che un comune è più importante di altri.
Questo vale anche per il capoluogo Parma, che dalla provincia può trarre benefici e allo stesso tempo cederne. In tal senso sarebbe auspicabile una maggiore collaborazione tra amministrazioni.

Luca Laurini

In cosa si sente a tutti gli effetti bussetano?
Sono orgoglioso di essere bussetano, con tutti i pregi e i difetti.
Il Bussetano è compaesano di Verdi e Guareschi; vive nelle terre dei Pallavicino, il cui nome è legato ai nostri monumenti più importanti, dalla duecentesca Rocca alla Villa del Cinquecento, passando per la Collegiata di San Bartolomeo Apostolo; mangia cibi, come il culatello, la spongata (dolce tipico della Bassa, N.d.A.), che tutto il mondo ci invidia; è solidale, socievole ma testardo, egocentrico e presuntuoso.
Io sono Bussetano in tutto questo.

Un’altra cosa che vi invidiano sono i festeggiamenti del Carnevale. Cosa rappresenta questa ricorrenza oggi per la comunità?
Il carnevale di Busseto con la sua ultracentenaria tradizione è ormai un punto di forza del turismo locale. Viene gente da tutta l’alta Italia e non solo. La tradizione vuole che l’arte cosiddetta “povera” della cartapesta si sia sviluppata in luoghi come Busseto, dove anche il teatro aveva necessità - soprattutto a quell’epoca - di artigiani del settore.
Poi, ovviamente, la gente rude di campagna, ma molto gioviale e aperta come è la nostra, ha saputo rendere quest’arte un momento di divertimento oltre che di passione e abilità.
Per tanti anni il carnevale di Busseto è stato secondo solo a Viareggio, che non dimentichiamo ha dalla sua il miglior clima, il mare, ecc.

Guardando al Museo e alla Borsa nazionale delle maschere, che riflessi ha oggi la secolare arte locale di realizzare proprio le maschere?
Le maschere, in ambito carnevalesco, per Busseto sono un fattore oserei dire importantissimo; non per quello che rappresentano in sé, ma per il fatto che il carnevale storico è un appuntamento cui ormai non si può più rinunciare, per motivi di tradizione ma anche per una questione economico-turistica.
Il merito va tutto ai ragazzi dell’associazione Amici della Cartapesta e della Pro Loco che trascorrono buona parte dell’anno a lavorare per questo.

Dove vanno ricercate secondo lei le radici storico-culturali bussetane?
Tutto Busseto richiama le nostre radici storico-culturali: palazzi, chiese, piazze, biblioteche, conventi.
Dal punto di vista degli eventi, ovviamente, la lirica la fa da padrona.

Si può dire la “grande lirica”, nella patria del “cigno”.
Giuseppe Verdi è stato fondamentale per lo sviluppo culturale del nostro paese, anche se Busseto ancor prima era un centro economico e culturale di grande rispetto. Qui i Marchesi Pallavicino avevano posto le basi per lo sviluppo di una città (allora) importante.
Verdi oggi è una risorsa dal punto di vista della nomea e delle relazioni, ma è anche un impegno, molto gravoso, soprattutto per il fatto che le risorse finanziarie sono limitate. Spesso si dice che Verdi è patrimonio dell’umanità, ma molti costi li dobbiamo sostenere noi, da soli!

Cos’è che ha fatto la storia della sua gente e continua a farla tutt’oggi?
E’ troppo banale dire la nascita di Verdi o l’arrivo a Busseto di Giovannino Guareschi. Ritengo che i Bussetani veri siano segnati soprattutto dai legami tra loro, le amicizie coltivate con incontri in piazza, al bar, con le attività di volontariato.
Quando in un paese la gente gioisce per le cose belle o piange per i dolori degli altri, significa che è un paese vivo, dove il rapporto umano ha ancora un valore fondante. Tutti gli eventi che procurano gioia e dolore servono a forgiare e mantenere vivo lo spirito del Bussetano.

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