10 Maggio 2009

Tremate tremate le streghe son tornate

di Valentina Cavaliere (Blog Triora. Alla Scoperta della nostra Italia)

Statua della strega di Triora

Statua della strega a Triora

Non abbiate paura, non saranno loro a venire da noi, al contrario, saremo noi a far visita alle signore della magia o alle fate dei boschi.
Per conoscere i loro segreti, i loro sortilegi e gli spettrali e ammalianti canti dovremo percorrere l’intera Valle Argentina, affiancare l’omonimo torrente sull’estremo confine ovest della Liguria e salire sulle cime più alte della catena montuosa del Massiccio del Saccarello e, ancora, attraversare le fittissime foreste dove, forse per una magia, il freddo dell’inverno non aggredisce ma accarezza soavemente. Per conoscere i dettagli di una leggenda centenaria, dunque, dovremo giungere fin dentro la provincia di Imperia, e più precisamente a Triora, uno dei comuni più estesi della regione ligure.

Per l’incanto del suo borgo nel 2007 a Triora è stata assegnata l’ambita Bandiera Arancione, il noto riconoscimento che il Touring Club attribuisce ai borghi più belli d’Italia. Ma il premio è solo un riconoscimento formale. Chiunque varca la soglia della città non può far a meno di ammirare costernato l’immensità di valli e monti che si dispiegano dall’alto dei terrazzi o le piccole viuzze intersecate tra loro, circondate dalle gigantesche e talvolta abbandonate case del centro, alcune delle quali teatro di un’importante storia. Quella della Repubblica di Genova, per l’esattezza, che proprio a Triora, nel medioevo, fece costruire ben 5 fortificazioni per la sua difesa e il mantenimento della sua potenza.

Seppur incastonata tra i monti del Piemonte e della Liguria, dunque, la città fu sempre oggetto di grande interesse, anche per la potente dinastia Savoia, che per anni, nel seicento, tentò di conquistarla. I Trioresi, però, si rivelarono popolo montano di grande fierezza e orgoglio; difesero le proprie terre fino ad assicurarsi pace e indipendenza a differenza delle altre città limitrofe che troppo presto si arresero sotto la spinta delle truppe sabaude.

Ma è una semplice passeggiata nelle piazze e nelle vie di Triora a svelare il vero evento storico a cui i cittadini sono davvero legati e che, più di ogni altro, ne ha segnato l’immagine agli occhi di tutti noi italiani; ovvero Triora come città delle streghe.
A testimoniare il ricordo e talvolta il culto verso le spose di satana vi è l’importantissimo Museo Regionale di Etnografia e Stregoneria. E’ nelle sue stanze infatti che scopriamo il perché di tanto interesse su donne a cavallo di scope volante o fini conoscitrici di erbe medicamentose.
Nel tour all’interno delle sale si scopre che la leggenda ebbe inizio nel lontano 1587 quando in tutta Europa imperversava la persecuzione di tutti gli eretici; dai valdesi ai maghi, dagli alchimisti agli artisti. E poco importa se fra questi, per lo più donne, vi fossero anche bambini e bambine. Il mondo andava liberato dal male, purificato dalle tracce del demonio. E anche il nostro paese, così lontano dai grandi centri, pagò il suo amaro prezzo per una salvezza eterna.
In quell’anno vennero imprigionate 20 donne presenti su una lista di 200 accusate. Gli inquisitori dovettero arrampicarsi sugli specchi per giustificare le tremende torture subite da donne di ogni età e ceto sociale. La stessa Chiesa prese le distanze da questa cieca e folle fame di giustizia divina.

Gli archivi di Genova custodiscono ancora l’inestimabile testimonianza della barbarie di allora, grazie ai documenti riportanti interrogatori e atti processuali. Purtroppo le condanne furono eseguite, ma il paese non dimenticò mai la morte delle proprie concittadine innocenti. Lungo via San Dalmazzo vi sono ancora le case adibite a carcere; lì tra quelle grate si avverte ancora la paura e l’angoscia, le stesse impresse negli occhi di chi, dietro quelle sbarre, vi perse la vita.
E sempre tra il borgo e i boschi è situata la celebre Cabotina, l’antico casolare dove, si narra, le streghe si riunissero per celebrare i sabba ed è proprio nelle notti nebbiose che l’atmosfera spettrale ci riporta a quei giorni antichi tra storia e leggenda.

La città oggi vive di quel mito soprattutto in autunno con la celebrazione di Ogni Santi con feste e negozi addobbati. Qualcuno potrebbe dire che il tutto è frutto di una bieca forma di commercializzazione, ma seduti in un bar, sorseggiando un caffè caldo, potremmo ancora incontrare un anziano del luogo pronto a giurare che lì le streghe ci sono davvero. E’ che con le loro danze per i boschi o i voli a cavallo di una scopa, proteggono ancora la loro città e non con piglio malefico ma con tocco materno di chi sa perché vive nel mezzo di due mondi.

(Foto di Davide Papalini in licenza GFDL)

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