18 Giugno 2009

Tra fantasia e realtà

di Emanuela De Fazio (Blog Crevoladossola. Racconti di Viaggio)

La vallata

La vallata

É domenica mattina, una splendida domenica di aprile. Mi dicono di muovermi, di mettere nel borsone un foulard, la macchina fotografica e le pile cariche. Seguo attentamente le istruzioni e partiamo per la bella Crevoladossola.
Il comune è situato in Piemonte nell’alta Valle Ossola e in essa scorre il rio Bogna.
Siamo partiti da Gallarate e per arrivare a destinazione abbiamo attraversato il famoso tratto del Sempione, la celebre via che parte dalla Svizzera e culmina a Milano nell’omonimo parco.

Durante il tragitto il mio compagno di viaggio mi raccontò l’origine del nome del Passo del Sempione.
Ascoltai che la strada napoleonica fu decretata come tale al principio dell’Ottocento e veniva utilizzata come passaggio per i militari ma anche come importante asse commerciale. Ancor più incredibile fu udire come la storia del Sempione risalisse al XIII secolo con il passaggio dei Walser, l’antico popolo del canton Vallese che si insediò in Italia, in Svizzera e in Austria passando attraverso questo Passo.

Mentre percorrevo la strada, guardavo fuori dal finestrino ascoltando il mio personale narratore che mi faceva sognare e immaginare i diversi popoli e le diverse culture che attraversavano a piedi o a cavallo la medesima strada che stavamo percorrendo noi in macchina.

Il vicolo

Il vicolo

Che fantasia! Ma ogni tanto mi piace fantasticare su come il tempo cambi le cose e le persone.
Tra fantasie, storie e racconti arrivammo a destinazione. Il paesaggio era bellissimo. La vallata e la cornice bianca delle montagne mi faceva sognare sempre più. Sembrava una bella cartolina e come non scattare delle foto per immortalarne la bellezza.

Tra salite e discese arrivammo nel pieno centro di Crevoladossola. Parcheggiammo e iniziammo a passeggiare.

É molto caratteristica con i suoi vicoli e le sue case in pietra, gli archi che collegano una casa all’altra e le porte d’ingresso in legno mi facevano ammirare il comune a bocca aperta. Le scale in pietra e i panni stesi al sole… nuovamente mi catapultai con la fantasia nel passato. Mi sembrava di poter vedere le persone a cavallo mentre vagavano per quei viottoli. La mia mente galoppava insieme a quella immaginazione e il tutto fu possibile grazie al silenzio, alla tranquillità e alla pace che si diffondeva in quel luogo.

Ebbi un senso di calma, ma non fui la sola. Anche il mio compagno rimase affascinato dal luogo ma un po’ meno sognatore mi condusse a visitare la Chiesa di san Pietro e Paolo situata su una altura. La Chiesa è molto grande e il campanile in pietra è suggestivo sia per la bellezza che per la sua altezza.
La veduta che si può ammirare da questo punto non ha paragoni. Tutto intorno alla Chiesa si presentano queste magnifiche cime innevate della zona penninica mentre ai suoi piedi si estende dapprima la verde campagna e poi si osserva il lento scorrere del fiume.

Veduta della Chiesa

Veduta della Chiesa

Continuammo a camminare, ad osservare e a fotografare l’eleganza e l’armonia del posto. Incontrammo un abitante del luogo e parlando con lui ci confidò che loro sono molto discreti pur conoscendosi tutti. Non vivono molte persone nel paese, il quale è diviso in frazioni ma ci disse anche che negli ultimi anni il territorio si sta sviluppando sempre più, aumentano le case e con esse i nuovi cittadini.
Non capimmo molto bene se fosse realmente felice di questa situazione ma fummo comunque contenti che ci confidò alcuni dettagli del suo comune.
Con queste informazioni continuammo a passeggiare fino a quando iniziarono a vedersi le prime luci della sera e con esse ritornammo alla macchina e quindi verso casa.

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