7 Gennaio 2011

Le tre P di Corbara: Panorama, Pomodori, Pittura

di Emanuela De Fazio (Blog Corbara. Racconti di Viaggio)

Municipio

Municipio di Corbara

Andammo in Campania durante lo scorso luglio, ci trovavamo in provincia di Salerno e optammo per visitare la bella cittadina di Corbara, che attirò la nostra attenzione dopo la lettura di alcuni opuscoli i quali dicevano che la nascita del paese risaliva al 79 dopo Cristo, epoca in cui gli scampati dall’eruzione del Vesuvio riuscirono ad instaurarsi e a dar vita alla cittadina di Corbara, in realtà secondo altre definizioni scoprimmo che il comune era dato come già esistente nel secondo secolo avanti Cristo. In ogni caso due diverse visioni che attrassero la nostra attenzione e che ci portarono a visitare la bella cittadella.

Lasciammo la macchina in un parcheggio vicino al centro e da lì proseguimmo a piedi, visitammo dapprima la piazza dove risiede il municipio, un edificio molto lineare e semplice con bandiere e lastre commemorative agli eroi della patria, all’opera sacerdotale di Don Gerardo Cicalese ed una lastra per la rappresentazione della giunta e del consiglio comunale. Le strade in salita e in discesa rappresentano la tipicità dei luoghi di montagna che noi percorremmo calpestando la bella pavimentazione in pavè decorata.

Il Vesuvio

Il Vesuvio

Poco distante dal municipio ammirammo la chiesa di San Bartolomeo Apostolo, il patrono di Corbara, eretta nel Cinquecento in località Piazza. Scoprimmo che in realtà San Bartolomeo non è l’unico patrono del comune ma si contende il titolo con Sant’Erasmo. E proprio nel mese di luglio, ci spiegò un signore, potevamo assistere ad uno spettacolo che veniva messo in scena dai cittadini in ricordo di quest’ultimo santo. La rappresentazione consiste nel far calare una persona vestita da angelo da una teleferica di una chiesa sita su una roccia, la quale poi scendeva fino ai piedi di essa, tutto ciò in ricordo della discesa di un angelo che salvò il santo dal martirio. Quando ci raccontò questo evento ne rimanemmo colpiti, ci dispiacque non poter rimanere fino al giorno dello spettacolo perciò cercammo di immaginare la bellezza dell’evento e la suggestione dell’atto tentando di memorizzare nelle nostre menti le parole dell’uomo mentre prendevano forma grazie alla nostra immaginazione.

Lasciammo il signore che ci fece apprezzare un aspetto più magico della cittadina e proseguimmo per le sue strade. Fummo rapiti dalla bellezza del paesaggio, si vedeva in tutto il suo splendore il Vesuvio e tutto ciò che vi era al di sotto di essa! Scattai diverse foto e restammo un po’ ad apprezzare cotanto splendore. Ci sono panorami dai quali è difficile staccarsi e vi assicuro che questo fu uno di quelli!

Il tanto ammirare ci fece venire fame e decidemmo di fare un aperitivo con i prodotti tipici del luogo, in particolare sperando di poter mangiare degli ottimi e gustosi pomodori. Andammo in un locale molto carino e qui ci consigliarono i “pomodori corbarini”, la padrona del locale ci spiegò che vengono anche detti pomodori a “piennoli” perché conservati intorno ad un filo di spago e sono appunto tipici del comune e della zona! Ragazzi, che bontà!

La vallata

La vallata

Dopo il nostro spuntino riprendemmo la gitarella per Corbara e andammo a visitare le chiese di San Giuseppe, molto suggestiva e rappresentativa del passato, e quella del già citato Sant’Erasmo. Quest’ultima ci colpì tantissimo, non solo per la bellezza in sé ma per le opere che potemmo apprezzare al suo interno. L’autore delle tele è Luca Giordano, massimo esponente della scuola napoletana del Seicento.

Dire che Corbara non si fa mancare niente è dir poco. Apprezzammo l’arte, il paesaggio e la gastronomia, perdemmo solo lo spettacolo dell’angelo, ma la descrizione che ci venne fatta fu talmente dettagliata che potemmo visualizzarlo facilmente con la nostra immaginazione.

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