21 Aprile 2008

L’anima cosmopolita della bassa friulana orientale

di Marcello Di Sarno (Blog Cervignano del Friuli. Interviste Sindaci)

Il sindaco di Cervignano del Friuli Pietro Paviotti per Comuni-Italiani.it

Come si presenta la sua città a chi oggi la vive quotidianamente?
Cervignano del Friuli è una cittadina moderna che conta 13.200 abitanti. Moderna nel senso che il suo sviluppo più Pietro Paviottiimportante, che la rende il capoluogo di un’area più vasta nota come “bassa friulana orientale”, nasce alla fine del XIX secolo (precisamente nel 1894), quando l’impero austro ungarico realizza la prima linea ferroviaria e situa a Cervignano una importante stazione che serve anche le località di Grado (noto centro balneare già allora) ed Aquileia (località archeologica di fama mondiale).
Da lì si sviluppa una cittadina con vocazione emporiale, terziaria, residenziale e che vede crescere la sua popolazione negli anni e di conseguenza i servizi rivolti ai cittadini della città e dei dintorni; in particolare vale la pena di citare quelli culturali e cioè il teatro “Pier Paolo Pasolini” la biblioteca con i suoi diversi servizi e, a breve una “casa della musica”.

Tre validi motivi per visitarla?
Per un turista direi di andare a visitare la località di Strassoldo (frazione di Cervignano del Friuli) borgo medioevale di rara bellezza con i suoi edifici, la chiesa, la sua storia e l’ambiente che lo circonda, ricco di corsi d’acqua che sono una delle particolarità di quest’area con le sue risorgive (acque che sgorgano dal sottosuolo e formano un reticolo di rogge e fiumi). Naturalmente consiglierei di visitare i dintorni con le già citate Grado ed Aquileia, ma anche le diverse località della bassa friulana che hanno mantenuto le caratteristiche di borghi rurali con importanti presenze di ville venete.
Per chi è invece interessato all’economia ricordo che a Cervignano del Friuli è ubicato il più importante scalo merci ferroviario del nord est d’Italia e da poco è operante l’interporto di riferimento regionale. La ferrovia infatti è stata ed è ancora un punto fondamentale nell’economia cervignanese, in una prima fase prima esclusivamente per il trasporto dei passeggeri ma oggi anche in un ottica di sviluppo del trasporto delle merci; l’interporto è una struttura che ha il compito di favorire l’interscambio nel trasporto tra la gomma ed il ferro cercando, se possibile, di favorire il secondo per i lunghi tragitti.
A breve si realizzerà un area dedicata alla logistica (magazzini ed opifici) proprio in adiacenza alla struttura interportuale e questo perché la regione Friuli-Venezia-Giulia, situata nel cuore della mitteleuropea, si candida a diventare punto di riferimento negli scambi commerciali tra l’est e l’ovest europeo.

Chi ne ha fatto la storia?
Credo di avere già risposto in precedenza a questa domanda. Aggiungo che Cervignano come gran parte del Friuli ha vissuto lunghi anni quale terra di confine e con la presenza di importanti strutture militari. Questo ha significato presenze massicce di persone quali militari di leva, ufficiali e sottufficiali, che hanno segnato anche l’economia cittadina e dell’intera zona. Da alcuni anni tutto questo è finito ed ora le strutture militari sono in procinto di passare in proprietà alle amministrazioni comunali che hanno l’obiettivo di trasformare queste aree importanti, generalmente poste nel centro cittadino, per riqualificare e migliorare la città.

Per quale aspetto della sua città va personalmente fiero?
Il friulano della bassa è, in genere, una persona aperta e disponibile; è abituato a convivere ed accettare modi e stili di vita diversi dai suoi e a non spaventarsi di questo. Ricordo che siamo stati austriaci fino alla fine della prima guerra mondiale e che, pur essendo friulani, confiniamo con territori dalle diverse culture e dalle diverse parlate quali quella Gradese (un veneto arcaico e particolare), quella “bisiaca” (nell’area di Monfacone); abbiamo sempre mantenuto importanti contatti sia con la città di Gorizia che di Trieste oltre che, naturalmente con quella di Udine per non parlare dei frequenti rapporti con la Slovenia, la Croazia e l’Austria. Questo determina una certa apertura di carattere culturale ed una disponibilità verso gli altri che aiuta a mantenere un clima sociale positivo, anche in momenti come questo che vede una forte attrazione di carattere migratorio.

Tra progetti da portare a termine e traguardi ambiziosi da perseguire, come vede il futuro della sua città?
Mi piace vedere un futuro positivo e ricco di novità legate alla possibilità che ha questa città di crescere e di svilupparsi in modo armonico. Guardo alle grandi possibilità derivanti dallo sviluppo del trasporto ferroviario e della logistica di cui parlavo e guardo ad alcuni importanti investimenti che vorremmo realizzare nel prossimo futuro. Uno fra tutti una piscina centro benessere da ubicare proprio in quella grande area centrale, già utilizzata come caserma ai tempi (passati per fortuna) del confine e della guerra fredda.

Una domanda che vorrebbe sentirsi rivolgere sulla sua città e la risposta che darebbe.
Se mi chiedono qual è un elemento caratteristico della città dal punto di vista affettivo per i cittadini rispondo che è il fiume Ausa. Fiume di risorgiva come ricordavo prima, è stato un porto mercantile ai tempi della dominazione austriaca e veneta e rappresenta ancora oggi il collegamento con la laguna di Grado e Marano per poi arrivare al mare. Molti cervignanesi hanno imbarcazioni di piccola o media dimensione che usano soprattutto nei mesi estivi per uscire verso la laguna e per andare a pescare. Con fondi europei abbiamo da poco ristrutturato le sponde e l’intorno del fiume in ambito urbano e realizzato percorsi pedonali e ciclabili per renderlo fruibile ed è stata, questa, una delle operazioni urbanistiche meglio riuscite e più apprezzate.

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