21 Maggio 2008

Una “pura passione” in una “città incompiuta”

di Marcello Di Sarno (Blog Gragnano. Interviste Giornalisti)

Il giornalista di Gragnano Dario Sautto intervistato per Comuni Italiani.it

Chi o cosa ha fatto scattare in lei la scintilla del giornalista?
Il giornalismo nella maggior parte dei casi è puramente passione, una parola piena di significati, troppe volte dimenticati e, Dario Sauttoperché no, sfruttati a dovere da chi del giornalismo ne fa semplicemente un guadagno alle spalle di chi, invece, vuole crescere, imparare e fare della passione un vero e proprio mestiere. Anche nel mio caso si tratta di pura passione. Passione per la notizia; passione per l’evento; passione per la conoscenza; passione per gli sforzi che servono; passione per la critica; passione per l’approfondimento.
La scintilla è scattata quando ero piccolo, inizialmente con il calcio. Guardando le partite in televisione prestavo tanta attenzione ai commenti. Poi, il giorno dopo subito la corsa in edicola a comprare i giornali e a leggere le gesta dei miei idoli. Poco alla volta mi sono trovato a scrivere da me quel commento alla partita, ero poco più che 15enne. La prima possibilità di dare libero sfogo a questa che ad oggi resta ancora una grande passione, è arrivata a 19 anni, e da allora non riesco più a frenarmi.

Che ruolo ha avuto Gragnano nel suo percorso professionale?
Gragnano è la città nella quale vivo da sempre, è ovvio che ha avuto ed ha ancora una funzione molto importante nel mio piccolo percorso professionale. Ho cominciato proprio da Gragnano il mio iter che continua ancora in questa città che odio e amo allo stesso tempo. Qui ho iniziato ad avere i primi contatti, ad esempio, con un consiglio comunale, con un sindaco, con le partite da commentare per i vari giornali che si sono susseguiti. Devo dire, però, che le maggiori soddisfazioni avute finora sono legate altrove, ed ecco che quell’amore che provo per Gragnano si trasforma in odio. Nemo profeta in patria, ogni giorno di più sembra perseguitarmi questo antico detto.

Attualità. Che riflessi ha avuto l’emergenza rifiuti sulla sua città?
Devo dire che l’emergenza rifiuti che ha investito tutta la Campania ha colpito solo marginalmente Gragnano. È vero, la spazzatura è rimasta in strada per settimane senza essere raccolta, come accaduto altrove. Ma i numeri dell’emergenza sono stati fortunatamente pochi. Ci sono stati numerosi roghi notturni, ma l’intelligente mossa dell’utilizzo degli “scarrabili” ha limitato di molto i danni e le emergenze in ogni ambito. Tutto, però, va considerato nell’ottica attuale di una Gragnano senza più un inceneritore funzionante fino a fine anni ’80, oppure con una raccolta differenziata iniziata a metà anni ’90 e inspiegabilmente messa da parte dagli amministratori successivi. I passi in avanti fatti negli ultimi mesi sono purtroppo legati ai tanti passi indietro fatti negli anni scorsi, ma le responsabilità sono legate sia alla politica che all’inciviltà.

Tra tecnologia digitale e giornalismo partecipativo, come vede il domani della sua professione?
Indubbiamente il futuro del giornalismo è sempre più legato all’immediatezza dell’informazione, quasi ad una conoscenza delle notizie “mordi e fuggi” ma a livello globale. Internet apre immensi spiragli all’informazione e controllare i canali attraverso i quali questa infinita fonte di notizie riesce ad attuarsi è la soluzione migliore per continuare a far esistere il giornalismo in tutte le sue forme. Non sarebbe male riuscire a depurare dall’ombra dello sciacallaggio una professione nobile che io spero di poter continuare a fare a lungo. Inoltre, credo che la tecnologia vada di pari passo con la professione, e potrà aiutare tantissimo il giornalismo nella sua crescita, come sta già facendo adesso.

Lo scoop o la notizia legata a Gragnano la cui pubblicazione ricorda con grande orgoglio.
Non provo molto orgoglio nella notizia in sé, quanto per l’eco nazionale che essa stessa ha avuto e la mia presenza immediata sul luogo dell’accaduto. Il 19 febbraio del 2008 a Gragnano un noto pastificio (siamo nella città della pasta! ndr) ha preso fuoco per un grosso corto circuito. La notizia è stata ripresa un po’ da tutti, dalla televisione ai quotidiani, dalle agenzie al web. Io ero, alla fine, uno dei pochi cronisti veramente presenti sul luogo dell’accaduto, gli altri hanno semplicemente agito comodamente seduti dietro ad una scrivania, al telefono o addirittura copiando. L’orgoglio maggiore è stato poter essere “copiato” un po’ da tutti.

Un titolo e trenta righe per raccontare cosa va e cosa non va della sua città.
“Gragnano, l’eterna città incompiuta”
Una terra ricca di storia, di eventi e di risorse. Tutto, però, sfruttato al massimo per il suo 10%. Questa è Gragnano in uno sguardo d’insieme. La città della pasta, la città del vino, la città del Presepe, la città nella Valle dei Mulini, la città della ultracentenaria stazione ferroviaria, la città della terza tela più grande e bella d’Europa, la città del “panuozzo”, la città dei costumi. E tante altre cose si potrebbero aggiungere al lungo elenco di potenzialità gragnanesi sfruttate quasi per nulla.
Un Consorzio per i pastifici che riesce a giovare quasi esclusivamente alla produzione industriale, a discapito dell’eccellente produzione artigianale, a cosa serve? Il famoso vino decantato anche da Totò nel suo capolavoro “Miseria e nobiltà”, che però viene prodotto maggiormente fuori dal territorio gragnanese. Un presepe conosciuto ovunque, mai pubblicizzato e quasi per nulla sfruttato economicamente parlando.
La famosa Valle dei Mulini con costruzioni medievali che richiamano alla famosa arte bianca, tutto lasciato al suo destino. Una stazione ferroviaria, ugualmente legata alla pasta, ma ugualmente non sfruttata. Nella chiesa madre del Corpus Domini campeggia una delle tele più straordinarie d’Europa: qualcuno lo sapeva? La pizza, a Gragnano, è stata sostituita da oltre un decennio dal “panuozzo”, prodotto che ora chiunque può copiare, anche senza permessi. Infine, i famosi costumi da bagno di Miss Italia: prima prodotti tutti a Gragnano, adesso sono quasi scomparsi dal mercato.
Tante potenzialità, come detto, ma nessuno che sappia sfruttarle a dovere. E Gragnano lentamente rischia di soffocare tutta questa immensa ricchezza.

Cronaca nera, politica, cultura, economia, costume. Può farci il menabò delle principali news sulla sua città vissute da giornalista?
Nera: Quattro morti nell’esplosione di una fabbrica di fuochi d’artificio – aprile 2007
Politica: Morto l’ex senatore della Dc Francesco Patriarca – dicembre 2007
Cultura: Entro il 2010 Gragnano avrà il Museo della Pasta – gennaio 2008
Economia: In forte crescita, in controtendenza con i mercati nazionali, la produzione della pasta nel 2007 – aprile 2008
Costume: Lotto, nel 2006 Gragnano è stata una delle città in cui si è giocato di più – gennaio 2007

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