9 Settembre 2008

Un borgo medievale tra i boschi umbri

di Leonardo Guerrini (Blog Vallo di Nera. Alla Scoperta della nostra Italia)

Non finisco mai di sorprendermi quando scopro un nuovo borgo in Umbria. Sarà l’entusiasmo, l’amore per la storia di questi luoghi, non so. Fatto sta che mi incanto ogni volta che entro nei cosiddetti centri dell’Umbria minore, nei piccoli comuni insomma. Oggi vi racconto la storia, anzi le storie, di Vallo di Nera.

Torrione Principale

Il Torrione Principale

Il piccolo borgo, come dicevo, conserva gelosamente le sue radici, costruendoci sopra le sue fortune economiche, con lo sviluppo del turismo e delle strutture ricettive. Poche centinaia di residenti, una superficie interamente circondata da mura medievali. Ma mi stupisce l’assenza totale di traffico automobilistico nelle sue vie. No, niente divieti di transito o guardie municipali particolarmente intransigenti. In questo caso è l’urbanistica, in un sapiente intreccio tra strette viuzze e archi che collegano case con altre case, che fisicamente non consente la viabilità ordinaria.

E allora si va a piedi, arrancando nei saliscendi e respirando un po’ d’aria buona. Del resto, ci troviamo nella Valnerina; con tutt’attorno folti boschi e quell’odore di macchia mediterranea che non ti dimentichi più. A proposito, sull’origine del nome “Vallo” si avvalorano contrastanti teorie sulla sua etimologia. Il toponimo antico Castrum Vallum sarà riconducibile al “vallum” difensivo dei Romani o al “vald” longobardo, indicante il bosco? Chi lo sa, ma il dilemma non offusca l’indiscussa bellezza di questo singolare luogo umbro.

Chi ama il Medioevo in generale, non stenterà a riconoscerne la classica struttura urbanistica: in cima un castello per avvistare i nemici; nel mezzo una chiesa, simbolo di un altro potere, quello spirituale e religioso; infine le case del comune popolo, che poi è quello che fa la storia in ogni epoca. L’origine del borgo risale ad una particolare concessione che l’allora potente Spoleto, nel 1217, concesse ai locali per costruire un castello sulle rovine di un’antica rocca. Successivamente fu terreno di contesa, vista la sua particolare posizione strategica.

L’ignaro turista che giunge qui quasi per caso, già sulle facciate esterne di alcune abitazioni vedrà affreschi devozionali, piccole edicole dedicate ai santi protettori di Vallo. Le due chiese simbolo, dedicate a Santa Maria e a San Giovanni Battista, conservano dipinti di importanti pittori locali.

L’Italia, paese dai mille campanili. Parto da questa considerazione, banale e scontata quanto volete, per riportare un aneddoto che riguarda Vallo di Nera. E che fa capire il temperamento dei vallani. Circa un mese fa ascoltavo il Tg regionale. Un servizio è stato dedicato alla proposta di unificare tre Comuni della Valnerina, tra cui Vallo di Nera, per limitarne le spese di gestione. Alle buone intenzioni degli amministratori sono subito seguite le dichiarazioni non proprio entusiaste dei concittadini. Nutro l’intimo sospetto che non se ne farà nulla, data la rivalità tra opposte cittadinanze, seppur limitate a sfottò e latenti ostentazioni di superiorità.

Ora, lo scenario che vi ho appena descritto è già da favola. Immaginate qualche altro particolare che lo rende straordinario: un paesaggio invernale, dove i boschi circostanti sono spogli e magari coperti da una coltre di neve appena caduta; aggiungeteci un presepe vivente allestito tra queste strette vie, dove le case fanno da paesaggio naturale. È quello che capita tutti gli anni a Vallo di Nera, quando cospicui gruppi di visitatori vengono da ogni parte per assistere alla rievocazione della nascita di Cristo. Provate per credere!

(Foto di Alberto Gagliardi)

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3 commenti a “Un borgo medievale tra i boschi umbri”

  1. vallo scrive:

    Volevo segnalare che la foto pubblicata non ritrae Vallo di Nera.

  2. Massimo Di Bello scrive:

    Ciao Vallo,
    grazie per la segnalazione! Abbiamo inserito una nuova foto :-)

  3. francesco5177 scrive:

    mmmmhhhh…c’è la beffa qui.. :)

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