10 Gennaio 2009

Il gusto di una città all’arancia

di Elena Cuomo (Blog Piano di Sorrento. Alla Scoperta della nostra Italia)

Lì dove le ampie distese di agrumeti colorano la costa, si staglia la piccola cittadina di Piano di Sorrento. Vigneti, ulivi, alberi da frutta e gelsi si diramano lungo le alture dei colli sorrentini e rendono la località una delle attrazioni turistiche campane più quotate.
Lungo la fascia costiera, una vasta zona contornata di sabbia rende il paesaggio una fotografia quasi irreale. I colori caldi del mare si mischiano a quelli più freddi degli alberi e trasformano il paese in una cartolina sfumata con le tinte di una pittura ad olio in stile napoletano.

Piano di Sorrento

Piano di Sorrento

Greci, Oschi e Campani hanno abitato nell’antica Planities il cui territorio era un tutt’uno con la città di Sorrento. Soltanto nel 1808, grazie a Giuseppe Bonaparte, riuscì a staccarsi dalla città confinante ottenendo la definitiva indipendenza nel 1946 con la fine della guerra.

Piano di Sorrento accoglie i suoi turisti, oltre che con uno splendido paesaggio marittimo, con un caloroso benvenuto architettonico.
La zona del centro storico si apre come il tendone di un teatro, mostrando poco a poco le bellezze del passato.
La Parrocchiale di San Michele, ad esempio, profuma ancora di storia. La sua costruzione, che risale al IX-X secolo, fu realizzata su un preesistente tempio pagano e fu restaurata più volte, in seguito al terremoto del 1688. Si presenta con una facciata tutta bianca affiancata da colonne, varie cappelle con statue e dipinti definiscono la sua fisionomia. All’esterno l’accompagna un campanile.

Poco distante da quest’edificio è il Convento delle Agostiniane, cinto da un ricco agrumeto, mentre in Piazza delle Rose fa capolino il Monumento ai Caduti.
La tela del teatro continua ad aprirsi ed altri segreti si mostrano allo spettatore. Spunta via De Martino che accoglie il Convento e la Chiesa dei Santi Giuseppe e Teresa. La lapide latina sulla facciata della chiesa, datata 1687, ricorda che la sua costruzione avvenne grazie ai contributi del popolo e del barone Renato de Massa. L’eleganza dell’edificio si esprime con la bellissima riproduzione della Grotta di Lourdes, con altare e statua della Vergine.

Legata ad una leggenda è la Chiesa della Madonna delle Grazie. Si narra che una popolana, il cui nome era Rosa Maresca, chiese alla Madonna di salvare il figlio malato e si rivolse ad un suo quadro. Dopo aver ricevuto la grazia fece ripulire la tela, ancora oggi venerata da tutti, che conservò poi in un tempietto all’interno del quale la donna fu sepolta.

Apprezzata in tutta la Campania, la città vanta un ruolo importante anche in tutta la penisola italiana. Difatti, l’Istituto Nautico Nino Bixio, qui costruito nel 1863 per volere di Vittorio Emanuele II, ha unito tutte le scuole nautiche d’Italia.

Veduta di Sant'Agata

Piano di Sorrento - Veduta

Camminare per le strade di Piano vuol dire inebriarsi di odori e profumi moderni e antichi. Il Corso Italia, la zona commerciale del luogo, ricca di negozi e botteghe artigianali, si dipinge dei toni classici della nobiltà napoletana dell’Ottocento. Palazzi e ville antiche costeggiano la modernità dei magazzini senza contrastare la quiete del presente.
Ricco di fascino e emblema del Corso è il Gran Caffè Marianiello. Anticamente centro della vita sociale, si compone ancora oggi di ampie sale che nel passato ospitavano la ricca borghesia della città. I suoi locali, tutt’ora in stile neoclassico, profumano della dolce fragranza del caffè napoletano.
La fine del Corso Italia lascia i battenti alla Cavone, la salita chiamata così per le cave in tufo della zona. Lungo la pendenza, la Parrocchiale della Santissima Trinità dà il buongiorno ai passanti con una citazione latina: Lateranensi basilicae aggregata, per ricordare l’aggregazione alla Basilica di San Giovanni in Laterano.

Varie le feste che animano la località turistica: la celebrazione in onore di Maria Santissima delle Grazie, con la statua portata in processione, il Natale, il Carnevale, la rappresentazione della Passione e le manifestazioni culturali dal titolo “A qualcuno piace Piano”.

Sperando di esser riuscita, almeno parzialmente, a descrivere le meraviglie di questo piccolo borgo e di aver catturato l’attenzione dei lettori, vi consiglio vivamente di visitare questa città dall’odore degli agrumi.

(Foto di Fiore S. Barbato e di Boobooo in licenza Creative Commons)

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2 commenti a “Il gusto di una città all’arancia”

  1. annie scrive:

    Questa descrizione cosi dettagliata è stata davvero resa in modo impeccabile…io vivo a PIano di Sorrento e leggendo questo articolo ho rivisto tutti i luoghi e le chiese citate…
    articolo davvero fatto bene…sembra quasi una descrizione uscita d aun romanzo…complimenti!

  2. Elena Cuomo scrive:

    Ciao Annie,
    grazie mille per il tuo commento. Ho cercato nell’articolo di cogliere gli aspetti più caratteristici di Piano, anche se molti altri elementi rendono la cittadina ciò che è.
    E’ molto bello il posto in cui vivi, quando ci sono stata ho trascorso davvero una meravigliosa giornata.
    Grazie ancora e a presto.

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