4 Febbraio 2009

Il viaggio dei folli

di Valentina Cavaliere (Blog Varazze. Racconti di Viaggio)

Ho ancora tra le mani le foto della mia estate a Varazze. Ricordi bellissimi e ancora così intensi.

Era la caldissima estate del 2001 e per una strana congiunzione astrale, riunimmo un folto gruppetto per la pericolosa spedizione. L’obiettivo era quella di tornare a casa senza denunce! Partimmo da Napoli in treno alle tre del pomeriggio diretti a Savona; arrivammo in città intorno a mezzanotte troppo tardi per prendere un pullman e cercare anche la nostra casa presa in affitto. Restammo in una piccola pensione accanto alla stazione. L’indomani di primo mattino eravamo già sul primo pullman per Varazze. Ecco le sto guardando le foto scattate in autobus. Mamma mia! Non so se vergognarmene o andare fiera della follia ostentata. Non riesco nemmeno a riconoscere le facce visto che tutti saltavano da un posto all’altro. Ecco la prima cosa appresa in città, la pazienza dei varazzini. Evidentemente il buon Dio aveva ascoltato le loro preghiere perché arrivammo subito in città. Ragazzi di 20 anni, alla prima vacanza di gruppo in una delle località più belle, giovani e vive della costiera ligure. In effetti c’era di che temere.

Chiesa di Santa Caterina da Siena

Chiesa di Santa Caterina da Siena

Le prime strade che percorremmo furono quelle del quartiere di San Nazario. Camminammo lungo il vialone alberato e ricordandomi dell’esame di storia dell’arte che mi attendeva a settembre, decisi di porre maggiore attenzione alle opere architettoniche che avrei visto in strada. Magari ne avrei parlato in sede di esame così da impressionare il professore e ottenere addirittura un trenta …eh la speranza, come si suol dire, è sempre l’ultima a morire. Detto fatto; il primo edificio importante che mi ritrovai ad osservare fu la Chiesa  di San Nazario e Celso. Ne studiai per bene l’esterno e, da quel che potevo dedurre (sia ben chiaro il vero studio sulla storia dell’arte l’avrei fatto una volta a casa), l’aspetto era quello tipico di un luogo di culto romanico. Leggendo poi le note all’esterno del palazzo seppi che vi erano state ulteriori modifiche nel 1875.

Ma ahimè con i ragazzi che urlavano e correvano per le strade, tanti approfondimenti non avrei potuto farli. Mi lasciai distrarre dal bellissimo panorama. Alla mia destra vi era una splendida visuale del golfo. Era tutto così suggestivo. Chilometri e chilometri di spiaggia dorata e mare blu puro. Non saprei dire con esattezza quale sia la particolarità della costiera ligure rispetto alle altre località di villeggiatura del nostro paese ma le emozioni e l’entusiasmo che quelle zone suscitano sono davvero speciali. Sarà che ero con gli amici e l’esaltazione per la libertà era alle stelle ma mi sentivo esaltata come non mai. Scendemmo nel primo lido libero. Questo era attrezzato di tutto; servizi igienici, baretto con tavoloni in legno e bagnino su seggiolone. In effetti non dava proprio l’idea degli splendidi attori del noto telefilm Baywatch ma il costumino rosso…almeno quello c’era. Ci stendemmo subito al sole, mi lasciai friggere come una patatina nella padella zuppa di olio bollente. Chiesi quasi in ginocchio di tornare a casa, ormai l’insolazione in corso stava raggiungendo il suo ultimo stadio e se proprio quella era la mia ultima ora, preferivo passarla in un posto al fresco (non in galera, possibilmente). Dopo una doccia rigenerante mi riempii di crema idratante. Le mie povere carni arrossate e doloranti erano quasi pronte per una degna panatura!

Aspettammo la sera e ci dirigemmo verso il centro città. Questo era un piccolo borgo medievale, anticamente circondato da mura all’interno delle quali, oggi, si posizionano tanti baretti e chalet con sedie in vimini e luci colorate. Tra le siepi poste sul ciglio dei marciapiedi scorgemmo gruppetti di persone attorno ad una tastiera impegnate a canticchiare, a loro personalissimo modo, classici della melodia italiana. La mia compagnia, da questo punto di vista, era assai più esigente. E quasi per istinto ci incamminammo verso una piazza zeppa di ragazzi raggruppati intorno ad palco. Non conoscevamo il gruppo che si stava esibendo in quel momento, ma il repertorio rock misto a sonorità etniche fu ampiamente apprezzato.

Non si può certo dire che Varazze sia una meta dello sballo, anzi, nelle tante guide turistiche della costiera ligure viene segnalata come località di villeggiatura altamente sofisticata. Noi, in effetti, non eravamo proprio un esempio di turisti d’élite ma il divertimento, i ricordi, le mille foto indescrivibili e le pazzie fatte al mare e in spiaggia hanno fatto si che quella splendida città della vacanza del lusso accogliesse anche noi poveri folli con pazienza e sommo divertimento.

(Foto di Deblu68 in pubblico dominio)

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