13 Febbraio 2009

Una volta calzolai, ora solo dormitorio

di Sofia Riccaboni (Blog Grumo Nevano. Interviste Scrittori)

Con lo scrittore Raffaele Abbate, abbiamo avuto modo di scoprire alcuni lati nascosti di questo paese. Aspetti che pochi conoscono e che meritano invece di essere ricordati. Grumo Nevano, un paese della provincia di Napoli, è ormai diventato quasi esclusivamente un quartiere dormitorio della grande città. Questo però non ha permesso che venissero completamente dimenticate le sue origini, la sua storia e i suoi personaggi celebri.

Ipogeo di Santa Caterina

Ipogeo di Santa Caterina

Che legame ha lei con questo paese del napoletano?
Grumo Nevano è il paese di mio padre e qui, dopo anni di lavoro, mio padre è tornato quando andò in pensione. E’ un po’ casa mia. Anche se le scuole le ho fatte altrove.

Ci raccontano che qui c’erano mastri calzolai e mastri sarti, anche molto ricercati.
Sì, questo era un paese d’eccellenza per queste due attività. Quando ero piccolo se ne vedevano in ogni angolo. Poi la produzione è passata da quella artigianale a quella indutriale, intensiva, e i numerosi “botteghai” sono andati sparendo. Nonostante questo è comunque considerato un centro importante sia dal punto di vista calzaturiero che da quello sartoriale. Forse uno dei maggiori in Campania.

Dal punto di vista storico, cosa ha conservato Grumo Nevano?
L’edilizia degli anni sessanta non è stata molto attenta alla conservazione delle memorie storiche di questo paese. Molte testimonianze sono state distrutte, come il cosiddetto Palazzo di Nevano, che era stato sino all’epoca murattiana sede del Tribunale della Campagna.

Negli anni ‘80 un incendio distrusse, invece, quella che per molti anni era stata la sede del Municipio, una bellissima palazzina liberty in centro al paese. Dalle sue ceneri venne costruito un parcheggio, ricavato allargando il sagrato della Basilica di San Tammaro.
Siamo invece riusciti a conservare il Palazzo Coppola, del 1700, e poi anche il basamento Censorino, un reperto risalente all’epoca Romana, intorno al IV secolo d.C.

Raffaele Abbate vicino alla statua di Domenico Cirillo

Raffaele Abbate vicino alla statua di Domenico Cirillo

E le chiese? Di solito ogni piccolo paese ha almeno una chiesa, quella del Santo Patrono, che viene molto ben considerata e tenuta.
Grumo Nevano ha tre Chiese. Quella di San Tammaro e quella di Santa Caterina che risalgono al 1600, anche se sono notevoli i rimaneggiamenti in epoche successive. C’è poi anche la Chiesa di San Vito, che invece risale al 1800.

Una particolarità: qui il Santo Patrono è San Tammaro e ricorre a metà gennaio, ma si fa ancora una grande festa a metà di luglio per San Vito. Una tradizione ormai!

A suo avviso qual è la cosa maggiormente caratteristica di questo paese?
Su questo non ho dubbi, sicuramente ‘e cuccettelle. Si tratta di un piccolo cimitero sotterraneo. E’ l’Ipogeo della Chiesa di Santa Caterina. Visitarlo è un’emozione forte, soprattutto se consideri che teschi e tibie sono esposti a vista, anche se chiuse in delle teche di vetro. L’ambiente è umido, te ne accorgi già scendendo le scale.
Senti proprio l’umidità che trasuda dalle pareti.

Quali altre particolarità riconosci al tuo paese?
Credo che non vada dimenticato che Grumo Nevano è il paese che ha dato i natali a Domenico Cirillo. Nato qui nel 1739 fu un grande patriota e morì martire della Repubblica Napoletana nel 1799.
A lui, in paese, è dedicata anche una statua.

(Foto di Raffaele Abbate, per gentile concessione)

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1 commento a “Una volta calzolai, ora solo dormitorio”

  1. RaffaeleAbbate scrive:

    Ringrazio per l’intervista e per l’interessamento

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