30 Aprile 2009

Un tranquillo angolo di Piemonte

di Andrea Bonfiglio (Blog Nichelino. Racconti di Viaggio)

Quattrocento chilometri sono ormai alle spalle; resta poca strada da percorrere. L’auto è lanciata sull’autostrada ed in lontananza intravedo già il casello. Il biglietto e un po’ di spiccioli sono a disposizione – da qualche ora –  nel portaoggetti. Mi fermo, come da programma, pago la somma dovuta ed entro in tangenziale.

Chiesa SS. Trinità

Chiesa SS. Trinità

Il tracciato è un rettilineo che si estende in mezzo alla campagna, presente con i suoi colori verdeggianti ai lati della carreggiata. Pian piano compaiono le prime case ed al centro della via prende posto uno spartitraffico ornato da modesta vegetazione. I semafori sono una costante del tragitto e gli automobilisti – suonando a più riprese i rispettivi clacson – dimostrano di non gradire molto le soste prolungate.

D’un tratto sopra i mezzi che transitano in questo scorcio di Piemonte compare, sospeso in aria, un imponente cartello con sfondo bianco che recita: “Torino – Comune d’Europa”. La mia metà, però, non è il capoluogo, così invece di proseguire dritto, giro a sinistra. Le indicazioni stradali sono precise e prima di raggiungere la destinazione designata mi rendo conto che devo attraversare il comune di Moncalieri. Percorro quindi i chilometri mancanti ed in men che non si dica sono a Nichelino.

Questo quieto centro settentrionale, popolato da quasi cinquantamila abitanti, è un importante polo industriale legato strettamente alla città della Mole. Per i giorni a venire rappresenterà la mia base operativa, pertanto decido subito di fare un giro d’ispezione. Sulla via principale mi colpiscono subito i marciapiedi, curati, che spiccano nel grigiore circostante per la colorazione rosata delle pietre che ne compongono ad incastro la superficie. Ad intervalli regolari, inoltre, vi sono delle specie di ringhiere in metallo, scure, che accolgono degli sgargianti poster pubblicitari. Alle loro spalle, ordinate, si trovano le vetrine dei negozi che si lasciano ammirare – quasi in un impeto di vanità – dai numerosi viandanti.

D’improvviso, dopo una dolce curva, un ampio slargo si apre sul versante sinistro: è la piazza che ospita il municipio. L’edificio è imponente e non può lasciare indifferenti. Le sfumature pastello che abbelliscono la facciata di un delicato arancione donano particolare risalto al quadro urbano, che emerge nella sobrietà di un insieme ravvivato soltanto da qualche sparuto albero e dai disegni geometrici di alcune modeste siepi.

L’operosità della cittadinanza è un altro fattore che non passa inosservato. Durante il mio peregrinare, infatti, non ho veduto anima viva intenta a bivaccare. Alla gente sembra non mancare il lavoro e l’impegno profuso per portalo avanti appare totale.

Proseguo così il sopralluogo e rimango affascinato, già al primo sguardo, dalla Chiesa SS. Trinità, la quale viene comunemente definita dai locali con l’appellativo di “vecchia”. Il complesso non è certo di piccole dimensioni e proprio per questa caratteristica spinge gli astanti a soffermarsi a lungo per poterlo osservare in tutto il suo splendore. Il profilo severo del campanile, ornato da un grande orologio bianco e da una cupola tinta d’un verde assai tenue, a sua volta sormontata da una luccicante croce metallica, è l’elemento che più rimane impresso nella mente.

Apprezzabile, infine, è anche l’ombrosa piazzetta adiacente, dove è possibile concedersi una piacevole pausa di relax sulle scarne panchine in pietra che giacciono sotto le generose fronde degli alberi, dove la statua di un soldato armato si erge, dalla sommità di un piedistallo, in omaggio ai caduti in battaglia.

(Foto di Franco56 in licenza GFDL)

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