16 Aprile 2008

La “Superba” capitale del mare

di Marcello Di Sarno (Blog Genova. Interviste Sindaci)

Il sindaco di Genova Marta Vincenzi intervistata per Comuni-Italiani.it

Come si presenta la sua Città a chi oggi la vive quotidianamente?
Genova occupa una posizione di eccellenza tra le grandi città italiane ed europee per livelli di Marta Vincenzicoesione e di qualità della vita, che derivano da un lungo percorso di sviluppo sociale ed economico basato sui talenti e sulle doti d’intraprendenza dei genovesi. È su queste doti, rilanciandole e adeguandole alle nuove realtà, che noi proponiamo di costruire il futuro di Genova.

Tre validi motivi per visitarla?
Genova è da sempre un crocevia di differenti culture, dove l’antico convive con il moderno e anche l’arte racconta una storia di banchieri e naviganti.
Dopo la massiccia azione di restauro messa in campo in occasione degli importanti appuntamenti degli scorsi anni, la nostra città è tornata ad essere la Superba, che mostra ai visitatori lo splendore dei suoi tesori: i musei, i maestosi palazzi, i caruggi del centro storico più grande d’Europa. A livello europeo meritano una visita anche il nostro famosissimo Acquario e, restando sul tema del mare, il nostro porto, il più grande d’Italia; senza dimenticare la casa di Cristoforo Colombo e gli oltre venti musei della Capitale Europea della Cultura 2004.

Chi ne ha fatto la storia?
Moltissimi personaggi hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia genovese, a cominciare dalle grandi figure del passato, entrate nella leggenda, come Guglielmo Embriaco, Cristoforo Colombo e Nicolò Paganini. Tra i numerosi cittadini degni di nota del nostro tempo, senza far torto a nessuno, voglio ricordare nel centenario della sua nascita Gelasio Adamoli, il capo partigiano, il sindaco che tirò fuori Genova dalla guerra, che credette nel rilancio, che definì il primo piano regolatore con il ripristino del patrimonio edilizio esistente ma anche con la costruzione di nuovi quartieri popolari e di nuove aree verdi. L’uomo che trattò con governo e industriali la resurrezione delle fabbriche, la difesa del lavoro e dei lavoratori dell’Ansaldo. L’attività amministrativa di Adamoli è ricordata anche per l’impegno dedicato alla ricostruzione del teatro “Carlo Felice”, progetto che, suo malgrado, non riuscì a realizzare.

Per quale aspetto della sua Città va personalmente fiera?
Per il ruolo e rango di capitale del mare, che dobbiamo riprenderci. Genova, in quanto nodo strategico della logistica europea nel Mediterraneo, deve scegliere in modo chiaro il suo sviluppo determinando la sua vocazione strategica per le future generazioni.
Localizzando a Genova la base del corridoio ferroviario che unisce il Mediterraneo a Rotterdam, l’Europa impone scelte precise agli Stati e alle pubbliche amministrazioni; scelte di ordine infrastrutturale e organizzativo perché il sistema portuale genovese sia al servizio dell’intera Europa, non solo del Nord Ovest padano.
Per questo ritengo che sia indispensabile: realizzare il CORRIDOIO 24 nella tratta fra Genova e il basso Piemonte perché la nostra economia non resti isolata al di qua dell’Appennino; avviare il sistema di PORTO LUNGO per liberare le aree del ponente genovese e rendere sostenibile lo sviluppo; avviare MISURE DI PROMOZIONE DEI TRAFFICI e di sostegno alla logistica a favore della piccola e media impresa genovese.

Tra progetti da portare a termine e traguardi ambiziosi da perseguire, come vede il futuro della sua Città?
Pensando al futuro, non possiamo ignorare le ansie e le preoccupazioni che derivano dall’attuale contrazione delle occasioni di lavoro e di reddito e da una riduzione del benessere. Il nostro obiettivo è dare avvio ad un nuova stagione di sviluppo economico e sociale che offra alla nostra comunità nuove certezze e sia, al tempo stesso, un esempio di coesione, competitività e qualità della vita per l’intero Paese e per le realtà internazionali. In questo quadro si colloca l’idea di uno sviluppo sostenibile e duraturo, non solo legato all’andamento dell’economia, ma anche alla cultura, all’organizzazione dei saperi, all’utilizzo delle conoscenze, al diritto alla salute e al lavoro, alla mobilità, alla sicurezza, alla salvaguardia del territorio e alla sua riqualificazione. Sotto quest’ultimo aspetto è di particolare rilievo il lavoro condotto dall’Amministrazione attraverso il laboratorio “Urban Lab” di Renzo Piano.
Per raggiungere questi obiettivi, nel nostro programma di governo, è centrale il tema dei diritti individuali: i cittadini hanno diritto a servizi sicuri, continui e di qualità.

Una domanda che vorrebbe sentirsi rivolgere sulla sua Città e la risposta che darebbe.
Uno dei temi fondamentali di ogni collettività è quello dello sviluppo. Se mi chiedessero come lo intendo per la mia città, risponderei che non deve essere limitato alla crescita economica, ma che deve allargarsi alle esigenze sociali dei cittadini con una particolare attenzione alle fasce deboli.
Su queste premesse, ritengo che la via da percorrere da una parte sia quella dell’incremento quantitativo e qualitativo del sistema produttivo, attraverso specifici investimenti tesi al miglioramento dei processi anche con la ricerca di soluzioni originali, e dall’altra quella delle opportunità offerte dai nuovi mercati, il che significa aprirsi a nuovi orizzonti, essere in grado di competere su larga scala, in un mondo che è sempre più globale.
In un’ottica di sistema ritengo fondamentale sviluppare il turismo, il commercio e la cooperazione, utilizzando al massimo la validità - anche economica - del nostro patrimonio di bellezze naturali e artistiche. La cultura e l’arte devono essere il motore della crescita di Genova, sulla scia della sua antica tradizione.

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