11 Dicembre 2008

Lucera, saracena ed europea

di Giampaolo Nanula (Blog Lucera. Alla Scoperta della nostra Italia)

Castello di Lucera

Castello di Lucera

Il castello di Lucera è così grande da sembrare una città esso stesso: lo si scopre passeggiando sulla strada belvedere che congiunge Piazza Matteotti (dove è possibile lasciare la macchina) con l’ingresso.

Si potrebbe anche arrivare in macchina davanti all’ingresso, ma perché privarsi della scoperta delle mura del castello?

Sul lato sinistro sorge maestosa la Torre della Leonessa. Se aveste come l’impressione di averla già vista da qualche parte, sappiate che non si tratta di un déjà vu: fino a pochi anni fa era raffigurata sui più comuni francobolli.

L’interno del castello è vuoto. Ci si chiede: “Perché qualcuno ha costruito mura così grandi che non contengono nulla?” Ma andiamo con ordine.

Il castello è stato edificato verso il 1233 da Federico II di Svevia, re di Germania, di Gerusalemme, Imperatore del Sacro Romano Impero, ma soprattutto re di Sicilia.
Qui l’Imperatore condusse una sorta di esperimento sociale. Al termine di una sanguinosa guerra con cui aveva stanato gli ultimi baluardi di presenza araba in Sicilia, deportò tra il 1224 e il 1246 gli orgogliosi nemici battuti nel castello di Lucera.

Inizialmente si trattò sicuramente di una prigionia, ma poi l’Imperatore si rese conto che poteva trarre enormi vantaggi, politici ed economici, facendo alcune concessioni.
Diede loro alcune terre da coltivare, la libertà di culto e protezione. Trasformò così in breve tempo un campo di prigionia in una fiorente colonia araba, da cui la corte di Foggia si riforniva delle più preziose vesti tessute dalle donne saracene e degli uomini che formavano la guardia reale incaricata di vegliare sul sonno dell’Imperatore.

L’atteggiamento dei saraceni, infatti, mutò molto e da implacabili nemici si tramutarono in sudditi fedeli.
Anzi fedelissimi: gli uomini della Lucera musulmana furono subito consapevoli del fatto che l’esistenza stessa della colonia dipendeva personalmente dall’Imperatore e che difficilmente avrebbero avuto tanto da un qualsiasi altro principe dell’epoca; per non parlare del Papa, che addusse la presenza dei musulmani a pochi chilometri da Roma fra i motivi della scomunica inflitta all’Imperatore.

Ed ecco allora sorgere un palazzo al centro della fortezza in cui i musulmani erano stati incarcerati. Oggi ne è visibile ancora il basamento di forma quasi quadrata. Insolitamente non vi si scorge nessun ingresso e, infatti, non ve ne erano! Alle milizie musulmane era affidato anche il compito di difendere il tesoro del Regno di Sicilia, custodito all’interno del palazzo. Perciò a questo si accedeva con un sistema di carrucole che con una sorta di ascensore medievale permetteva di raggiungere l’ingresso posto al secondo piano.
All’interno della fortezza era situata anche la zecca, a conferma della grande fiducia riposta dallo Svevo negli ex nemici.
Le sue dimensioni attuali, per quanto rimaneggiata in epoca angioina, lasciano immaginare l’esistenza di qualcosa di simile a una città all’interno di queste mura.

Campanile del Duomo

Campanile del Duomo

Con la fine del dominio Svevo in Italia, il Papa volle che fosse distrutta ogni traccia della “blasfema” presenza araba in Puglia, ed ecco che il nuovo Signore del Sud Italia Carlo d’Angiò, fratello del re di Francia, si affrettò a radere al suolo ogni qual cosa potesse ricordare i fasti della Lucera araba.

Al centro della città, là dove sorgeva la più grande moschea, fu edificato nel 1300 l’attuale Duomo dedicato all’Assunta.
Il monumento gotico, al cui progetto contribuì forse anche il grande architetto militare Pierre d’Angicourt, si presenta oggi imponente e severo, a testimonianza del cambio di governo e di mentalità.

Per quanto della Lucera musulmana oggi non resti traccia, la città appare semplice e ordinata, grazie a una precisa pianificazione edilizia: qui infatti Carlo I trasferì 140 famiglie provenzali e suo figlio Carlo II, detto lo Zoppo, pose fine all’esistenza della comunità islamica sterminandola.
Cercò addirittura di cancellarne il ricordo ribattezzandola come Città di Santa Maria, nome presto caduto in disuso.

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1 commento a “Lucera, saracena ed europea”

  1. Eburnant scrive:

    Perche sono chiamate La Torre del Leone e La Torre della Leonessa le due torre circolare del castello di Lucera ?

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