30 Giugno 2009

Se esistesse davvero, forse l’Eden sarebbe così!

di Daria Castaldo (Blog Sorrento. Alla Scoperta della nostra Italia)

Piazza Tasso

Appartenere ad una terra bellissima e generosa come la Campania è per me motivo di profondo orgoglio; per quanto se ne dica sui suoi lati oscuri, parole e fatti non possono adombrare o rendere meno affascinanti quelle  tracce che la storia e la cultura durante i secoli hanno disseminato qua e là su questa terra, che la natura ha forgiato con amore, donandole scorci di mare di una bellezza disarmante e colline e montagne baciate dal sole.

Se esistesse davvero, forse l’Eden sarebbe così..

Nello specifico faccio riferimento alla Penisola Sorrentina e a Sorrento, una porzione piccola e meravigliosa del nostro Eden, meta di gite relax immerse in una natura variopinta e leggera, di passeggiate tra i vicoletti gremiti di turisti, di giri in motorino lungo le curve a strapiombo sul mare nei giorni di festa.
Sorrento è una delle  destinazioni privilegiate da gruppi di turisti provenienti da ogni parte del mondo:  sarà il fascino di un luogo magico legato al cinema d’autore e al mito Sophia Loren (qui venne infatti  girato “Pane Amore e…”  con Vittorio De Sica), saranno le suggestioni  di un brano di musica, Torna a Surriento,  che ha portato in giro per il mondo l’incanto di questa terra, o la prelibatezza di prodotti genuini  e unici, come i formaggi e i limoni…

Mille sono i motivi per i quali chi viene qui per la prima volta non può far a meno di ritornarci.
Nell’immaginario collettivo questi luoghi sono legati al mare cristallino e alle sue coste meravigliose a strapiombo sul mare; io invece amo tornare a Sorrento per scoprirne ogni volta i segreti, tra i vicoletti stretti della città, dentro le chiese e gli edifici antichi del centro storico, lungo le discese mozzafiato a picco sul mare.

Vicoli di Sorrento

Vicoli di Sorrento

Disteso su una terrazza tufacea che domina maestosa sul golfo, appena giunti in centro, Sorrento si mostra in tutto il suo celebre fascino: una passeggiata lungo Corso Italia e si è in Piazza Tasso, in pieno centro storico, racchiuso tra le mura antiche di origine greco-osca. Su quello che era il nucleo primitivo si sovrappose l’insediamento romano, di cui restano ancora oggi strutture e ville maestose. I romani continuarono a rispettare la pianta urbana definita dai greci, disegnata nel tufo, e che è ancora ben visibile tra le stradine che si incrociano – tra via Pietà, antico decumano maggiore, via S. Cesareo, via Padre Reginaldo Giuliani e via Tasso - , lungo le piccole scalinate che dal centro scendono ripide tra le rocce tufacee per raggiungere il mare, attraverso gli archi e le cinque porte d’accesso alla città, come quelle di Marina Grande e di Piazza Tasso, che hanno difeso i tesori di questa terra durante le invasioni saracene.

Luogo di incontro di storie e culture millenarie, il centro storico che si dirama da Piazza Tasso è tutto un susseguirsi di sontuosi Palazzi dalle decorazioni arabo-bizantine, come Palazzo Veniero e Palazzo Correale, - che racchiude un meraviglioso cortile maiolicato del 1700 – lungo via Pietà; continuando lungo via S. Cesareo  troviamo i Sedili di Porta e Dominova, un tempo luogo di riunione della nobiltà sorrentina. Poi la Cattedrale, la Basilica di Sant’Antonio, il Duomo, il Chiostro di San Francesco.

Il cuore antico del centro di Sorrento pulsa fin dall’alba: le botteghe della tarsia sorrentina e i piccoli mercatini si svegliano insieme al sole, quando le stradine si riempiono del profumo invitante di brioches calde, e l’aria si fa chiara e frizzante; il vociare dei turisti tutto l’anno si confonde con gli abitanti del luogo affacciati alle finestre, uomini e donne dietro i chioschetti per le granite, e davanti ai ristorantini attirano con fare caloroso gli sguardi increduli di chi assapora per la prima volta l’atmosfera gioiosa e le granite al limone di Sorrento!

Veduta del Vallone dei Mulini

Veduta del Vallone dei Mulini

Ma è proprio da Piazza Tasso che si può ammirare forse lo spettacolo più suggestivo: il Vallone dei Mulini, una profonda ferita nella roccia, che attraversa il blocco tufaceo su cui sorge Sorrento. La terra, spaccatasi durante l’antichissima eruzione vulcanica che devastò il Mediterraneo 35.000 anni fa, si riempì in quel punto proprio con i detriti dell’eruzione, ostruendo il passaggio ai corsi d’acqua locali, che nella necessità di trovare uno sbocco verso il mare crearono una fenditura attraverso il blocco. L’immensa valle che ne viene fuori, dove lo sguardo si perde verso il mare in lontananza, prende il nome di Vallone dei Mulini: qui infatti un tempo vi era un mulino – rimasto in funzione fino agli inizi del ‘900 - usato per la macinazione del grano.

L’antica “Syrenusion” o “Syreon”, come fu definita dai greci, terra delle sirene, le mitiche creature metà donna e metà pesce narrate da Omero nell’Odissea, la patria di Torquato Tasso, continua a conservare quel carisma inossidabile che ha attirato poeti ed artisti da Goethe a D’Annunzio, da Rossini a Wagner, soprattutto durante i mesi estivi: i colori vivacissimi di una città pervasa dai fiori, i parchi immensi e i giardini curatissimi delle ville e degli alberghi in pieno centro, i rigogliosi aranceti si alternano a serre a cielo aperto di  limoni lungo le strade che portano al centro, e nell’aria un profumo delicato di gelsomino…
Qualunque sia il motivo, chi viene qui per la prima volta non può far a meno di ritornarci: Sorrento è elisir di serenità per l’anima!

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