10 Febbraio 2009

Sulle strade di una terra che non delude

di Marcello Di Sarno (Blog Provincia di Matera. Interviste Province)

Il Presidente della Provincia di Matera Carmine Nigro intervistato per Comuni-Italiani.it

Amministrare la Provincia di Matera, con quali priorità si è misurato nel suo mandato?
Ritengo che la presenza di una rete viaria di qualità sia fondamentale per lo sviluppo di un territorio. Sotto questo aspetto la Provincia di Matera denuncia da sempre ritardi inaccettabili. Per questo motivo ho ritenuto che prioritaria nell’attività dell’Ente doveva essere una programmazione complessiva della riqualificazione della viabilità.
Senza strade si blocca lo sviluppo, ma soprattutto cresce l’isolamento che rappresenta il dato più drammatico di questa parte del territorio nazionale. Voglio solo ricordare, in proposito, che Matera è l’unico capoluogo italiano a non disporre ancora di un collegamento alla rete nazionale delle ferrovie.
Mi dite come si fa senza il treno a rispondere alle necessità primarie di una comunità, soprattutto quando questa, per tutta una serie di situazioni, considera il turismo tra le opportunità primarie della sua crescita economica?

Matera - Carmine Nigro

Quali gli obiettivi raggiunti?
Un’altra priorità è stata la riqualificazione dell’edilizia scolastica, mettendo in sicurezza decine di istituti e dotandoli delle tecnologie per il risparmio energetico. Anche il tema della tutela dell’ambiente, infatti, è stato al centro del nostro interesse attraverso la bonifica dei corsi d’acqua e dell’area circostante il Centro Enea della Trisaia di Rotondella, in cui nei decenni passati fu avviato un processo, poi interrotto, per la produzione di energia nucleare.
Da non trascurare anche l’impegno della Provincia sul fronte della salvaguardia del litorale metapontino, oltre 30 chilometri di costa soggetti a un inarrestabile avanzamento del mare che sta mettendo a rischio il futuro turistico dell’area.
Fondamentale è stato il piano messo in campo per ammodernare il sistema strutturale dell’ente, attraverso una serie di attenzioni riservate al personale e alla costruzione di buone relazioni con i Comuni; siamo convinti del ruolo che la Provincia può svolgere quale cinghia di trasmissione delle problematiche dei piccoli centri, nel più ampio quadro della programmazione regionale.
Devo sottolineare che il livello di realizzazione di tutti questi obiettivi è vicino al traguardo finale. Se manca ancora qualcosa, le responsabilità vanno attribuite solo alla mancanza delle necessarie risorse finanziarie venute meno per effetto di una crisi del tutto imprevedibile.

Cos’è che la rende orgoglioso di questi cinque anni di governo?
Il momento più alto e significativo credo sia rappresentato dalla volontà dell’ente di mettere mano alla creazione del Distretto tecnologico attraverso il quale, vista anche la presenza sul nostro territorio dell’Agenzia spaziale italiana e di Telespazio, possiamo creare: da un lato nuovi profili professionali, dando ai nostri giovani qualificate opportunità occupazionali; dall’altro sbocchi imprenditoriali innovativi alle imprese che operano nel settore, creando insomma un made in Basilicata sul fronte della ricerca e dello sviluppo delle tecnologie spaziali.
Ma la nostra attenzione ha riguardato anche il tentativo, andato a buon fine, del salvataggio del polo della pasta alimentare all’indomani del disimpegno della Barilla sul nostro territorio. Ora c’è la società Cerere a garantire la prosecuzione di un’attività presente nel materano dalla fine dell’Ottocento.
Significativo anche il nostro ruolo nel sostegno al mobile imbottito perché poltrone e divani costruiti con sapienza artigianale continuino ad essere prodotti nell’area murgiana.

Le unicità del territorio materano.
Questa è una terra di una bellezza mozzafiato. In pochi chilometri si passa dall’azzurro del mare Jonio, ricco di villaggi turistici con 12 mila posti letto, al verde dei boschi di Accettura, Gorgoglione, Cirigliano, Stigliano, attraverso Matera che con l’architettura scavata dei Sassi e delle Chiese rupestri rappresenta un esempio tra i più forti del vasto patrimonio culturale nazionale.
Il tutto è arricchito dalle presenze archeologiche che tra Metaponto e Policoro testimoniano la presenza della colonizzazione greca della costa jonica. E, poi, il Santuario di Santa Maria d’Anglona a Tursi, l’Abbazia di San Michele Arcangelo a Montescaglioso, la statua di Sant’Eufemia attribuita al Mantegna a Irsina, il Castello del Malconsiglio e il polittico di Cima da Conegliano a Miglionico.
Accanto alla cultura, infine, la gastronomia, una natura incontaminata, una rete ricettiva tra alberghi, agriturismo e bed and breakfast di grande qualità e, soprattutto, un’ospitalità senza uguali condita dai piatti della tradizione locale serviti in ristoranti e trattorie dove il passato continua ad essere di casa.
Una terra che difficilmente delude i viaggiatori.

Che ruolo hanno il Metapontino e la Valle del Basento nel quadro economico regionale?
Il Metapontino, fatto prevalentemente di agricoltura di qualità e d’avanguardia e di turismo, è la polpa  dell’intera regione. E’ l’area, a mio avviso, in cui si gioca il futuro sviluppo della Basilicata. Per questo credo che il settore primario vada adeguatamente sostenuto e sviluppato in sede di programmazione regionale. Stesso appello mi sento di fare per l‘area industriale basentana che sta vivendo da anni una crisi di vasta portata.
Si tratta di un territorio ricco di infrastrutture di qualità, sui cui tanto la Regione quanto il Governo centrale e le organizzazioni imprenditoriali devono riflettere puntando su produzioni innovative, al meglio delle tecnologie d’avanguardia, e senza trascurare il dato significativo della presenza nell’area di una pista aeroportuale, che rispetto ad altre realtà del Paese può diventare il punto di forza per il rilancio definitivo del territorio.

Attraverso quali opere passa il futuro del Materano?
Ritorno alle strade, alla necessità di assegnare al territorio una rete viaria di qualità. Mancano all’appello il completamento della Bradanica che faciliterebbe il collegamento di Matera al nodo autostradale di Candela-Foggia, la Matera-Ferrandina, la Matera-Gioia del Colle, la trasversale Basentana-Sinnica, una strada litoranea da Metaponto a Nova Siri. Infine la linea ferroviaria Ferrandina-Matera.
E anche attraverso questi percorsi progettuali che possiamo cambiare il volto del Materano e proiettarlo verso orizzonti meno angusti degli attuali. In caso contrario il Materano continuerà ad essere area marginale del Paese pur avendo potenzialità di tutto rispetto. Ne voglio citare solo alcune: acqua, gas naturale, petrolio, ambiente di qualità e soprattutto livelli di sicurezza altissimi per l’assenza di fenomeni legati alla criminalità.

Tra sostenitori e detrattori del ruolo istituzionale della Provincia, rispetto alle Regioni e ai Comuni, come vede il futuro di questo ente?
La Provincia ha avuto e continuerà ad avere un ruolo. L’ho detto prima: cinghia di trasmissione tra le istanze comunali e la programmazione regionale. Ente intermedio che deve continuare ad esercitare la sua azione a sostegno del territorio. Il suo è un ruolo fondamentale.
Chi si occuperà di viabilità, scuole, politiche del lavoro, formazione senza la Provincia?
Per questo ritengo necessaria un’azione corale in sua difesa. Cancellare la Provincia non è un segnale di modernizzazione del sistema-Paese.

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