Nato come piccolo agglomerato di casali, deve il nome alle foreste circostanti (Futa, Futos); oggi fa parte del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Il suo borgo seicentesco conserva ancora il fascino medievale, agricoltura e allevamento sono tra le maggiori attività che lo contraddistinguono. Da visitare la chiesa di S. Marco Evangelista che salvò il paese dalla peste nell’anno 1656.
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