Da insediamenti preistorici a fondazione greca a colonia latina, oggi Ricigliano è stata restaurata dopo il sisma dell’80. Vi è un’antichissima tradizione “la turniata” il 15 giugno i pastori ed allevatori scendono dalle montagne con le loro greggi per girare a turno (”turniata”) intorno alla cappella di San Vito. Il bestiame è addobbato e colorato con al collo pesanti campanacci. Molto bella.
2 commenti a “Ricigliano descritta da gianniB”
Scrivi un commento
Per inviare un commento devi fare il login.









Il territorio di Ricigliano è molto suggestivo per le sue gole dove scorrono piccoli corsi d’acqua tra cui il Platano (confine tra Campania e Basilicata) che con un tortuoso corso scende tra anfratti scavati nella roccia: vi trovano dimora trote, cavedani e anguille. Il torrente Valle della Corte nella località Ripa Ionda passa sotto un arco naturale di pietra, attrazione turistica, e più a valle scende con una serie di cascate anche alte dieci metri. Le cascate sono visitabili seguendo dei sentieri naturalistici.
Per quanto riguarda il toponimo, probabilmente deriva dal latino Ricilius, che in epoca romana potrebbe indicare il nome della famiglia a cui fu affidato il territorio sotto il dominio di Volcei (oggi Buccino). Ricigliano è dedita ad agricoltura e allevamento di bestiame. Produce soprattutto l’olio extravergine di oliva dop “Colline Salernitane” di cui fa parte nel consorzio degli 87 comuni. Oggi Ricigliano con le sue bellezze naturali, è meta ricercata per escursioni e soggiorni turistici in un ambiente incontaminato. Agriturismi sono diffusi e presentano prodotti locali della tradizione contadina, io ho avuto modo di apprezzarli e spero di organizzare con altri amici una giornata tra le gole del fiume per visitare il ponte di Annibale e gustare ravioli e fusilli con pomodori, carne caprina, olio extra e formaggio pecorino.