Nel 1820 motivazioni politiche ed economiche spinsero i cittadini di Pugliano a chiedere al re di Napoli di separarsi da Rovella. Pugliano aveva formato un unico comune con Rovella e si estendeva dai monti al mare. Nasce così Montecorvino Pugliano, formata da 10 casali con Santa Tecla per capoluogo. Santa Tecla è la patrona di Montecorvino Pugliano e protettrice dai tuoni e fulmini.
1 commento a “Montecorvino Pugliano descritta da gianniB”
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La storia di Santa Tecla:
Tecla era figlia di regnanti e viveva in Livigogna, in Turchia. Il padre, per realizzare un’alleanza, impose alla fanciulla di sposare il figlio di un regnante vicino. Ma Tecla non voleva e si rifiutò, allora per punizione il padre la fece gettare nella fossa dei leoni. Ma i leoni, invece di sbranarla, si sdraiarono vicino a lei. Ritrovata viva il padre infuriato la fece gettare in una fossa di serpenti. Ma neanche questi la toccarono e allora la fece chiudere in una cella a pane e acqua fino a quando non avesse cambiato idea. A Tecla apparve San Paolo che le disse: “Accetta di sposarti e vedrai che nel giorno del matrimonio qualcosa succederà”. Tecla allora acconsentì ed il giorno del matrimonio avvenne un terzo evento miracoloso: il padre stava per essere colpito da un fulmine ma Tecla avventandosi lo salvò e per questo è protettrice dai tuoni e dai fulmini.
Tecla fuggì e trovò riparo nel territorio di Montecorvino Pugliano in una cascina abbandonata. Qui iniziò la sua vita di preghiera e ad aiutare i poveri. La cascina diventò una chiesa a tre a tre navate e quandoTecla morì le campane si misero a suonare da sole in mezzo ad una grande luce. Arrivarono da tutte le parti gli abitanti e anche i soldati che intimoriti spararono all’impazzata distruggendo le navate laterali. Per questo ora è rimasta solo la navata centrale. I soldati si raggrupparono sotto una grande quercia per ripararsi da un vento fortissimo che comparve all’improvviso, ma questo sradicò l’albero e lo abbatté sui soldati uccidendoli. La navata centrale dove erano il corpo della santa e la popolazione rifugiata miracolosamente era rimasta in piedi.