I Veda lo dicono. Nascita, morte e rinascita sono inevitabili. Così è per Santo Stefano di Sessanio, nobile possedimento dei Piccollomini e dei Medici che, dopo esser stato completamente abbandonato, rinasce grazie a vari progetti di “albergo diffuso”. Incontriamo Luca dell’Ostello del Cavaliere e scopriamo i sapori di uno fra i borghi più belli d’Italia.
L’antico corredo di una sposa, l’archivio fotografico di Pietro di Rienzo e la collezione delle sue lastre fotografiche, la raccolta di stoffe e di disegni per il tombolo, un tipico costume femminile di Scanno… questo e tanto altro ancora vi attende nel Museo della Lana di Scanno! Da quando una vecchina chiese al Museo di conservare quello che altrimenti sarebbe stata costretta a gettare via….
Anche gli angeli si devono riposare, soprattutto se portano con loro il peso di una Casa. Ma parliamo della Santa Casa di Loreto! E proprio qui a Pacentro si fermarono. Con Carmine parliamo della Taverna de li Caldora, tempio profano del gusto abruzzese, e scopriremo un rito antico che ci narra di quando essere “zingari” non era un disagio ma il dono di chi viveva secondo la povertà cristiana.
Non è un quadro positivo quello tracciato da Francesca Fabiani del city blog L’Aquila Città Futura: degrado urbano, problema trasporti e mobilità, l’immondizia, il degrado culturale della città e dei cittadini. La soluzione? Una migliore programmazione.
Una città dalla “qualità complessiva” dove far crescere i propri figli è l’obiettivo principe che il Sindaco dell’Aquila fissa per il suo Comune. Un traguardo cui puntare partendo da un presente che parla di una città “giovane” (per la folta comunità di universitari), di un luogo poetico da scoprire, di una comunità che si apre alle nuove frontiere della scienza (attraverso il Laboratorio di Fisica Nucleare del Gran Sasso).
Avere od essere? chiedeva Eric Fromm. Per Clemente Maiorano, non ci sono dubbi! Lui è di “sostanza” e non d’immagine. Basta con i menù “piacioni” e con l’omologazione. Ci vuole “ruspantezza”. Dal 1937. Clemente è stato folgorato trent’anni fa, come un Paolo di Tarso: c’entra la Madonna di Ofena, ma non come credete voi…
