Situato in una piccola vallata retrostante la punta di Scilla, deve il toponimo al culto dell’omonimo santo, anche se il patrono è San Giorgio festeggiato il primo lundì di agosto. Nato come casale nel XIV sec. superò indenne i terremoti del 1783 e del 1894, rimanendo invece gravemente colpito nel 1908 da quello di Messina/Reggio Calabria. Economia locale prettamente agricola con ulivi e casearia.
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