Si trova nella regione del Campidano di Oristano ed è la città di Othoca (città vecchia) fondata dai fenici nell’VIII sec. a.C. Il paese prende il nome da Santa Giusta patrona che insieme a Santa Enedina e Santa Giustina furono martirizzate. Nel centro del paese sorge una basilica romanica risalente al XII sec. nella cui cripta sono conservate le loro spoglie. Si tiene la Regata de is fassois.
3 commenti a “Santa Giusta descritta da gianniB”
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Per comprendere la tradizione della Regata una piccola nota per comprendere cosa sia l’is Fassois: è il nome sardo di primitive imbarcazioni utilizzate come strumento di lavoro dalle popolazioni nuragiche, fenicie e romane sia per spostarsi sugli stagni che per pescare. Realizzate con fieno palustre, un’erba che è oggi oggetto di tutela, intrecciato in modo da rendere appuntita la prua, lungo circa 4 m. e largo 90 cm e profonda 30 cm. Con un lungo bastone puntato sul fondo dello stagno si imprimeva all’imbarcazione la spinta necessaria a scivolare nell’acqua come altre simili presenti in Perù, in Egitto e nel Golfo Persico.
La città di Othoca che significa città vecchia, non è il nome originale dato dai Fenici ma è la contrapposizione a Neapolis (città nuova) data dai Cartaginesi che fondarono questa ultima, quindi il termine cartaginese Othoca indica solo il vecchio insediamento di cui si ignora finora il vero toponimo.
Santa Giusta nacque verso il117 dopo Cristo. La sua famiglia era di nobili origini ed abitava dove oggi sorge l’omonima Basilica. Verso i 12 anni si convertì al cristianesimo e fu battezzata. La madre contraria al cristianesimo la fece rinchiudere nelle cantine della loro casa, ora cripta della Basilica, senza acqua e cibo per farla desistere da quella scelta. Furono rinchiuse con lei anche Giustina ed Enedina sue ancelle anch’esse convertite. Un giovane nobile pretendente di nome Claudio, innamoratosi di Giusta, chiese di sposarla, ma lei avendo consacrato la sua vita a Dio si rifiutò. Il giovane non soddisfatto cercò di rapirla, ma colororo che dovevano attuare il piano si smarrirono a causa di una fitta nebbia improvvisa. Ritentò allora con le arti magiche di uno stregone, ma neanche questi riuscì nel tentativo. La madre vista la resistenza di Giusta, che non recedeva dalla sua scelta, la fece rinchiudere definitivamente. Giusta allora pregò Dio di farla morire e così fu. Giusta fu seppellita nei sotterranei della sua casa che ora corrispondono all’attuale cripta dove è conservata.
S. Giusta è la patrona del paese che da lei prende il nome come la Basilica e le festività in suo onore si svolgono il 13 e 14 Maggio.