Mappa Albanella

Albanella descritta da Fabat

Le prime notizie dell’attuale borgo risalgono al IX secolo dell’era cristiana. Verosimilmente, in quell’epoca, la popolazione che abitava nel piano, fino alla costa di Paestum, comincia a risalire le alture circostanti per sfuggire alle sempre più frequenti e feroci incursioni dei pirati saraceni.
Notevoli il santuario di Santa Sofia (XVII Sec.) e Palazzo Spinelli (XIX).

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Mappa Teggiano

Teggiano descritta da Fabat

Uno dei centri più ricchi di storia del salernitano. Ineguagliabile la sensazione di trovarsi catapultati in pieno medioevo, non appena si varchi il tracciato dove si trovavano le sue mura orlate da ben venticinque torri e quattro porte. Nel pressi del castello del principe di Sanseverino, sembra quasi di udire i baroni mentre ordiscono la famosa congiura del 1487.
E poi,ecco Costanza in corteo.

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Mappa Salerno

Salerno descritta da Fabat

E’ l’antica Salernum, colonia romana nel 197 a.C. Nell’840 principato autonomo, fu conquistata dai Normanni nel 1077. Famosissima la sua scuola di medicina fin dal IX sec., ebbe grande rinomanza nel medioevo. Fu feudo di importanti vassalli. Nei pressi di Salerno avvenne lo sbarco della V armata stutunitense, il 9 settembre 1943 e, così, fu sede del gorverno e capitale d’Italia provvisoria.

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Mappa Bellizzi

Bellizzi descritta da Fabat

E’ il comune più giovane, il 158°, della provincia di Salerno, essendo nato nel 1990 da una costola del comune di Montecorvino Rovella di cui era frazione fin a quella data.
Non possiede particolari attrattive, data la sua recente storia, però si presenta come una cittadina molto attiva e industriosa, passaggio quasi obbligato, tra i comuni di Battipaglia, Pontecagnano e M. Rovella sulla SS 18.

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Mappa Pontecagnano Faiano

Pontecagnano Faiano descritta da Fabat

Secondo le fonti antiche più accreditate (Plinio il Vecchio e Strabone) P. gravita sul sito dell’antica colonia di Picentia, fondata dai Romani per deportarvi parte della popolazione ribelle dei Piceni (nelle attuali Marche). Importanti le testimonianze della civiltà villanoviana (pre-etrusca). Da visitare il museo archeologico nazionale dell’agro
picentino ricco di notevoli reperti arcaici.

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Mappa Controne

Controne descritta da Fabat

E’ un piccolo paese della catena dei M.ti Alburni. Situato su di un declivo in splendida posizione panoramica, guarda dall’alto, verso una conca naturale ricca di uliveti e ubertosi campi, lo scorrere tranquillo e sinuoso del fiume Calore. Molto apprezzati dai buongustai il suo famoso olio e il “fagiolo di Controne” (IGP) cui è dedicata, in novembre, una nota, affollata sagra.

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Mappa Olevano sul Tusciano

Olevano sul Tusciano descritta da Fabat

Si adagia nella zona pedemontana dei Picentini, in bella posizione. Il comune è costituito da tre piccoli centri: Salitto, Ariano, Monticelli, con quest’ultimo che si allunga verso la bassa piana del Sele. E’ attraversato dal fiume Tusciano, il cui nome rimanda agli Etruschi, la cui civiltà si è spinta fin da queste parti. Un pannello ci dice che questo è il paese delle nocciole, ma non solo.

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Mappa Palomonte

Palomonte descritta da Fabat

Il centro antico sorge sul versante sud-occidentale dell’Appennino Campano, in bella posizione, 550m s.l.m., alle pendici del Monte Palo, da cui prende il nome,
possibile anche che il toponimo derivi da Palò, l’antico lago risalente all’Era Quaternaria, oggi prosciugato.
Più a valle in località “Bivio” è sorto il moderno centro abitato, molto attivo e
popoloso.
Vis.:chiese e un ex-convento

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Mappa Laviano

Laviano descritta da Fabat

Altro paese del buon vivere della Media e Alta valle del Sele. Raso al suolo dal 1980, è stato ricostruito con criteri moderni.
Stupende le sue piazze e i suoi viali alberati, e poi giardini anti-stress verdissimi e dotati di campi di gioco e di aree verdi che possono farti sentire, a momenti, proiettato in una specie di piccola Svizzera. Un paradiso soprattutto per tanti bimbi.

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Mappa Santomenna

Santomenna descritta da Fabat

Il suo toponimo deriva probabilmente dal culto del martire cristiano egiziano “Menas”, importato dai bizantini che qui hanno lasciato tante tracce, insieme a normanni e longobardi e di cui l’archeologia porta alla luce interessanti testimonianze. Come quella dei ruderi di un monastero benedettino, ai quali il feudo fu donato dai longobardi del ducato di BN e poi del Principato Citra di Salerno.

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