Dolceacqua descritta da 68vale
Camminando per le vie scure di Dolceacqua ho avuto la netta percezione di trovarmi nel medioevo, un salto nel passato non intaccato dal nostro presente chiassoso e pacchiano….
I comuni italiani descritti da Daniele 64: Dolceacqua, Pieve di Teco, Ormea, Triora.
Camminando per le vie scure di Dolceacqua ho avuto la netta percezione di trovarmi nel medioevo, un salto nel passato non intaccato dal nostro presente chiassoso e pacchiano….
Pieve di Teco , in passato punto di incrocio di importanti “vie del sale” tra Piemonte e Liguria, è oggi un importante centro commerciale della valle. Sull’Arroscia, il torrente lungo il cui corso sorge questo paese, troviamo antichi ponti storici che consentivano l’attraversamento del fiume e ne testimoniano la grande importanza economica. Da non perdere il mercatino dell’antiquariato!
Ormea è circondata da un territorio montuoso ricco di boschi e corsi di acqua che consente bellissime passeggiate ed escursioni in montagna.
Fra le numerose frazioni è Viozene, circondata da incantevoli pinete e sovrastata dal massiccio roccioso del Mongioie.
Poi, dopo le’escursioni, il cibo tipico: lasagne di Ormea, polenta saracena ed un buon bicchiere di Ormeasco risorano il camminatore!
Dolceacqua è un paese,nell’entroterra di Ventimiglia,molto caratteristico.Vi si svolge ,ogni ultima domenica del mese,un mercatino biologico,dove vendono prodotti della terra e anche manufatti artigianali.E’meta di molti turisti,italiani e francesi che visitano e fanno acquisti nelle botteghe.Il suo castello è inconfondibile e super fotografato insieme al ponte a dorso di mulo.
Sui contrafforti delle Alpi Marittine, Triora deve la sua notorietà alla caratteristica struttura perfettamente conservata nel tempo e ai processi per stregoneria della fine del XVI° secolo che portarono alla morte alcune donne accusate di avere fatto uso di arti magiche, creando danni alla collettività. Il locale museo della stregoneria ne conserva il ricordo ed è meta di frequanti visite.
Dolceacqua, il piu’ pittoresco dei borghi della val Nervia, qui il classico ponte medievale a schiena d’asino che fu ritratto in piu’ occasioni da Monet , che lo defini’ gioiello di leggerezza.
Triora è uno dei borghi meglio conservati dell’intero Ponente ligure, con vicoli coperti, portali di ardesia scolpiti; da non perdere la chiesa di S.Dalmazio, la colleggiata,l’Oratorio di S.G. Battista ed il Museo Etnografico e della Stregoneria.Il museo ricostruisce il ciclo del castagno,del vino e del latte, all’esterno un piccolo giardino botanico mostra le peculiaritàdell’ambiente naturale.
La strada verso Triora è un lungo corridoio stretto tra due alti muri di roccia. L’antico borgo sorge sul crinale della Valle Argentina. Conosciuto come “il paese delle streghe” per un famoso processo avvenuto nel ‘500 contro delle donne. Una visita alla chiesina campestre di San Bernardino che conserva pregevoli affreschi. Famoso il pane di forma circolare con farina integrale.
E’ uno dei borghi medioevali più belli. Notevoli sono il castello Doria, parzialmente in rovina e il caratteristico ponte vecchio sul Torrente Nervia, fatto di una sola arcata a schiena d’asino. La parte più antica del borgo ha una caratteristica struttura a cerchi concentrici. Un cosa che pochi sanno è che la chiesa è unita al palazzo adiacente da un passaggio riservato alla famiglia Doria.
La visita di un borgo come Dolceacqua disegna sorprese che scendono dal respiro dei luoghi che si sente nell’intreccio delle stadine nello slancio del ponte cui fa corona il castello dei Doria visitabile e in parte ristrutturato. Ma la sorpresa più gradita per gli amanti del buon vino sarà scoprire il nettar degli dei assaporando lo splendido Rossese patrimonio di una cultura contadina eroica.
