Mappa Santa Sofia

Santa Sofia descritta da grisogani

Ridracoli è un borgo dalla storia antica, situato oggi accanto alla più grande diga di Romagna.
Castello dei Valbona a cavallo del 1200, poi dei Conti Guidi, passò nel 1440 alla Repubblica Fiorentina. Il borgo comprende la Chiesa parrocchiale di S. Martino, risalente al 1500. Suggestivi sono anche il Ponte a schiena d’asino e Palazzo Giovannetti (oggi grazioso albergo), nel cui complesso si trova anche il Museo Naturalistico di Ridracoli. Da vistare anche Idro, il nuovo ecomuseo delle acque presso la diga, per un percorso didattico ed informativo sulle risorse idriche del Pianeta, ci sono stata ed è stato veramente bello e interessante..
Ridracoli è attrezzato punto di partenza per escursioni tra i sentieri che portano ai ‘borghi perduti’ dell’Appennino e per la Foresta della Lama. Nel periodo estivo, sul lago di Ridracoli è anche possibile effettuare gite in battello.

Commenti: 1
Mappa Predappio

Predappio descritta da grisogani

Predappio è situata nella valle del fiume Rabbi, in zona collinare.

Circondata da vigneti pregiati, dai quali si ottiene il sangiovese doc, il più apprezzato e diffuso dei vini di Romagna, l’attuale nucleo cittadino fu nettamente diviso dall’antica Predappio (denominata Predappio Alta nel marzo del 1936).

Il paese, che ha chiesto il riconoscimento di ‘città di fondazione’, costituisce la testimonianza dell’impegno di Benito Mussolini per valorizzare i luoghi che gli dettero i natali. La minuscola frazione di pianura denominata Dovia il 30 agosto del 1925 divenne capoluogo comunale (Predappio Nuova).

Costruita fra gli anni Venti e gli anni Quaranta del Novecento, Predappio si presenta come vero e proprio ‘museo urbano’, originale testimonianza degli stili urbanistici e architettonici del Ventennio con il trionfo del razionalismo, ancor più valorizzata dall’importanza degli esperti che diressero i lavori, fra i quali ricordiamo Florestano Di Fausto, Cesare Bazzani, Cesare Valle, Arnaldo Fuzzi e Gustavo Giovannoni.

Commenti: 0
Mappa Forlì
7

Forlì descritta da grisogani

Raggiunta la sua massima espansione al termine del Medioevo con gli Ordelaffi, Forlì ha mantenuto, in quello che oggi è il “Centro Storico”, il suo assetto urbanistico inalterato fino agli inizi del Novecento. L’epoca del fascismo, negli anni ‘20 e ‘30, ha lasciato traccia soprattutto negli edifici di Viale della Libertà e Piazzale della Vittoria.
Nel centro storico di Forlì, sono facilmente riconoscibili i due assi viari principali di origine romana, suddivisi nei quattro principali corsi (Mazzini, Garibaldi, Diaz e della Repubblica) che convergono in Piazza Saffi. Su di essa si affacciano alcuni fra i monumenti più rappresentativi delle varie epoche cittadine: l’abbazia romanica di San Mercuriale con l’imponente campanile originale del XII secolo, il Palazzo Comunale, risalente al XIV secolo e rimaneggiato più volte con la Torre dell’Orologio, i quattrocenteschi Palazzo del Podestà e Palazzo Albertini, sede di interessanti esposizioni, e il novecentesco Palazzo delle Poste, esempio di architettura del Ventennio .

Commenti: 0
Mappa Longiano
10

Longiano descritta da grisogani

Longiano è uno dei paesi più belli. sulle colline romagnole.
Le vicende storiche longianesi hanno lasciato una profonda impronta nel tessuto urbano del paese e del suo territorio. Diversi sono i palazzi storici, le chiese, le piazze contenute dentro e fuori la doppia cinta muraria all’interno della quale si accede attraverso tre porte medioevali.
Le origini di Longiano sono lontane, da far risalire alla discesa in Italia dei Longobardi. Molte manifestazioni si susseguono durante tutto l‘anno, una carinissima è il festival internazionale dell’organetto, unico raduno di questi strumenti meccanici provenienti da tutta Europa, una totale immersione nei suoni, nelle musiche che rievocano la nostra infanzia e la fantasia dei luoghi magici.

Commenti: 0
Mappa Cesena
9

Cesena descritta da grisogani

Sergio Zavoli ha detto della mia citta:
Di tutte le città dell’alta Romagna, Cesena è la più segreta. A metà strada fra Rimini, orgogliosa del suo primato balneare, e Forlì, capoluogo della provincia più terragna dell’intera regione, Cesena si apparta a lato della via Emilia in una breve pianura distesa ai piedi di tanti piccoli poggi che fanno corona al paese. Nata, dunque, sul tenero finire della collina, ha costretto la via nazionale — anziché accoglierla nel cuore della città — a curvare in una grande ansa che tocca la periferia e sfugge verso Forlì. Al contrario di altri paesi la cui vita municipale fiorisce nel punto di maggior dilatazione della fragorosa via consolare, dove cioè la strada si allarga per far luogo a una grande piazza, e lì sembra sostare per poi riprendere la propria corsa, Cesena ha preferito raccogliersi in una dimensione più appartata e silenziosa. È una città, insomma, che tranne per qualche preciso interesse pochi attraverseranno e la cui fama è solida solo in virtù di durevoli cose, come il grandioso Castello Malatestiano seduto sul colle Garampo, le chiese, la meravigliosa fontana del Masini del 1591 e soprattutto la biblioteca dei Minori Conventuali di San Francesco, cresciuta e arricchita per la munificenza di Malatesta Novello intorno alla metà del 1400.

Commenti: 0