Archivio di Settembre 2011

Mappa Vallelonga
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Vallelonga descritta da gianniB

Si trova sul versante tirrenico del massiccio delle Serre, risorta dalla Nicefora dei bizantini che venne saccheggiata e distrutta più volte dai saraceni. Feudo della famiglia Castiglione Morelli. Da visitare la Basilica - Santuario della Madonna di Monserrato, dal belvedere si intravede il vulcano Stromboli nelle Eolie, interessanti percorsi naturalistici tra i boschi che la circondano.

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Mappa Tonadico
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Tonadico descritta da Mirco

Il più antico centro della valle del Primiero, dominato dalle rovine del Castel Pietra, comprende una parte dell’abitato di San Martino di Castrozza, che divide con Siror, oltre a una buona parte dell’ altipiano delle Pale di San Martino, tra cui la Val Venegia dove si affacciano, Cimon della Pala, Mulaz e Vezzana, e la Val Canali, con il Pradidali. I panorami sono mozzafiato.

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Mappa Brognaturo
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Brognaturo descritta da gianniB

Si svolge una grande fiera tradizionale la prima domenica di settembre in occasione della festa patronale in onore di Maria Santissima Della Consolazione, anticamente era un immenso mercato di suini, mucche capre, asini, muli, cavalli, greggi di pecore oggi non più praticata. Con un’altitudine di 750 mt è luogo di vacanza tra boschi e vicino a luoghi religiosi come Serra S.Bruno.

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Mappa Spadola
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Spadola descritta da gianniB

Deriva dal latino “ex palude” probailmente a causa del fiume Ancinale che qui creava una palude intorno alla collina su cui San Bruno eremita si impiantò su concessione di Ruggero il normanno, su quel sito già precedentemente dedicato dai romani a Minerva sorse il borgo medievale dopo l’anno mille. Con Murat nel 1800 passò alla Diocesi di Gerace e poi a quella di Squillace. Patrono san Nicola.

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Mappa Brognaturo

Brognaturo descritta da Maria Minopoli

Una fitta vegetazione di faggi, castagni e abeti circonda il paese di Brognaturo. Bellissime passeggiate sulle montagne circostanti. Il centro storico del paese è piccolo con stretti vicoli e diverse case caratterizzate da antichi portali in pietra. La radica di Brognaturo è molto famosa soprattutto per la lavorazione di pipe, diverse le botteghe presenti.

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Mappa Mongiana
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Mongiana descritta da gianniB

Il toponimo deriva da quello di un ruscello vicino al paese sorto nel 1771 sul colle scelto da residenza degli operai, artigiani e militari impegnati nelle attività produttive nelle Reali Ferriere e Fabbrica d’Armi dei Borbone. Qui furono realizzati i ponti in ferro sul Garigliano e sul Calore nonchè le rotaie della Napoli-Portici la prima ferrovia italiana e il fucile Mongiana della fanteria.

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Mappa Torino

Torino descritta da Parpuin

La mia città. Ti amavo quando correvo nei prati, ora corsi trafficati. Quando eri silenziosa e un po’ in disparte, con la Mole, i corsi, le piazze, i giardini e i magnifici palazzi. Pian piano sei cambiata e hai non solo accolto i “nuovi arrivati”, ma ne hai assorbito le usanze, diventando più aperta al nuovo. Ti amo ora città multietnica con la tua vivacità culturale, il tuo caos,la tua umanità.

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Mappa Zaccanopoli
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Zaccanopoli descritta da gianniB

Zaccanopoli significa “città delle pecore” dove zaccanos è l’ovile indicando così la caratteristica del paese dedito all’allevamento e alla produzione di rinomato formaggio. E’ stato casale di Tropea ed non infeudato perchè i terreni erano proprietà degli abitanti. Con l’era moderna ha sofferto lo spopolamento dovuto alla carenza economica.
Patrono Madonna della Neve.
festivo 5 agosto

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Mappa Simbario
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Simbario descritta da gianniB

Centro agricolo del versante jonico delle serre calabresi. Il Comune ha raccolto nel Museo Etnografico delle Culture e del Territorio la tradizione della civiltà rurale della zona, il mestiere e il vivere dei contadini. Sono stati trovati nelle cantine e nelle soffitte gli attrezzi quotidiani del lavoro dei campi e di casa che sono diventati reperti storici a testimonianza del passato del paese.

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Mappa Capistrano
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Capistrano descritta da gianniB

Dal nome latino di persona Carpistes derivante dal greco Karpistes (garante) il dialetto calabro ha poi trasformato il nome in capistru cioè fune, capestro. Sorto intorno ad un insediamento basiliano dei monaci bizantini visse le vicende feudali di Mileto e Monterosso. Nella chiesa di S. Nicola patrono pare esserci un affresco realizzato dal pittore francese Renoir ospite qui di un sacerdote.

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