Fabrizio la cantava: “bella, ma da ricordare” nel senso che si apprezza di più da lontano.
Ha un fascino unico soprattutto nel centro storico (la più grande area pedonale d’Europa), ma non è facile da vivere.
Città conservatrice, difficile da penetrare e al tempo stesso aperta al mare ed alle mescolanze. Una contraddizione continua. A Genova non si è mai stranieri ma mai integrati del tutto.
1 commento a “Genova descritta da Mau-48”
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E’ proprio vero, io che mi son trasferita da ormai tre anni a Milano, sento davvero la mancanza di una città così bella come Genova. Ed è anche vero che non ti senti mai integrato del tutto vivendoci… i genovesi sono sempre diffidenti, ma il mare e il centro storico e il porto… eh belin fioi