Mappa Vernasca

Vernasca descritta da michea

La frazione di Vernasca più meritevole di una visita è sicuramente il borgo medievale di Vigoleno, con le sue mura, il suo castello, la chiesa romanica, le strade strette sormontate da archi, le case di pietra ancora intatte. Chi conosce Castell’Arquato troverà un ambiente molto simile, anche se meno reclamizzato, meno spettacolare e più raccolto.

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Mappa Macerata

Macerata descritta da michea

Radiosa e solare, unisce ai monumenti e a un centro ben conservato la vicinanza al mare e i colli verdeggianti che la circondano rendendola simile a Recanati. Gli elementi più importanti della cucina sono certamente il vino (Verdicchio) e il ciauscolo, un salame spalmabile. La cordialità degli abitanti rende il soggiorno piacevole. Grazie all’università, la città è resa vivace dai molti giovani

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Mappa Castello di Serravalle

Castello di Serravalle descritta da michea

Comune sparso nella valle del Samoggia, comprende una parte di campagna verdissima e quasi pianeggiante e una montuosa e boscosa, comprendente Castello e Castelletto. Diverse aziende agricole si sono trasformate in agriturismi, che servono piatti confezionati coi loro prodotti. Ottimi i vini, come il bianco Pignoletto, già noto nel Seicento e riscoperto negli ultimi decenni dopo un lungo oblio.

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Mappa Monte San Pietro

Monte San Pietro descritta da michea

Comune sparso nella valle del Lavino e in valli affluenti, un tempo molto coltivate e ora verdissime, con splendide fioriture in primavera. C’è solo da scegliere fra le trattorie ruspanti, dove non mancano mai crescentine (”gnocco fritto” a Modena, “torta fritta” a Parma), tagliatelle, tortellini, tortelloni di ricotta, lasagne e i vini doc della zona (bianco Pignoletto e rosso Cabernet).

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Mappa Senigallia

Senigallia descritta da michea

Come molte cittadine marchigiane, Senigallia si fa apprezzare per il suo centro storico ben conservato, con strade silenziose e bei palazzi storici. Anche qui il soggiorno marino, su una bella spiaggia sabbiosa, è reso più ameno dalla vicinanza delle colline, verdi, dolci e ondulate come in tutta la regione (”e quinci il mar da lungi, e quindi il monte” cantava Leopardi in un paesaggio analogo).

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Mappa Minerbio

Minerbio descritta da michea

A 21 km a N di Bologna, Minerbio si trova lungo l’antico corso del torrente Sàvena e ora è lambita dal canale di bonifica Allacciante Circondario. La fertile campagna è infatti frutto delle bonifiche che si sono susseguite fino alla fine del sec. XIX. Nella frazione di San Martino di Soverzano, notevolissimo il castello dei Manzoli, oggetto di diverse foto del precedente Concorso.

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Mappa Pianoro

Pianoro descritta da michea

Non lontana da Bologna, Pianoro sorge su dolci colline. Bella la strada che, attraversando la collina, la collega con Sasso Marconi. Dalla val di Zena si raggiunge il Monte delle Formiche, così detto perché ogni anno ai primi di settembre sciami di formiche alate raggiungono la vetta fin dentro la chiesa e qui muoiono. E’ tradizione che gli insetti vengano benedetti e distribuiti ai fedeli.

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Mappa Castell'Arquato

Castell’Arquato descritta da michea

Salendo per lo stupendo centro storico medievale si sbocca sulla piazza (contornata dall’abside della Collegiata, dal palazzo Pretorio e dalla Rocca affacciata sulla valle). L’interno della Collegiata è un gioiello del romanico, con splendidi capitelli e sculture del XII sec.; suggestiva la vasca battesimale monolitica dell’VIII sec. Non perdetevi il museo. E alla fine, un bicchiere di Bonarda.

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Mappa Castel Maggiore
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Castel Maggiore descritta da michea

Già Castagnolo Maggiore, fiancheggiata dal canale Navile, nella fertile pianura bolognese, è stato scelta come residenza da molti bolognesi ed è un bell’esempio di “periferia dal volto umano”. Dolce la luce dei tramonti estivi col disco rosso del sole sulla campagna, specie se contemplata dai piani alti (fino al 14°) del bel palazzo “La Torre” dell’architetto bolognese Enzo Zacchiroli.

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Mappa San Lazzaro di Savena
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San Lazzaro di Savena descritta da michea

Poche colline sono belle come quelle della Croara (ora ondulate, ora aspre, sempre solitarie e rigogliose); più comoda la Ponticella, piena di verde. Ma la grande ricchezza di San Lazzaro sono le 200 grotte, fra le quali il complesso carsico della Spìpola con la sua dolina, del Farneto (tracce d’insediamento umano dell’Età del Bronzo) e della Croara. Una meta d’obbligo per gli speleologi.

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