Bagnacavallo descritta da maso77
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I comuni descritti da chi li vive giorno per giorno o comunque ha avuto modo di conoscerli in viaggio, per lavoro, per turismo. Un modo per condividere le proprie esperienze e conoscere nuovi luoghi interessanti.
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Sole, mare, valli, pinete, mosaici…cappelletti, piadina, sangiovese…ecco Ravenna, antica Capitale, patrimonio dell’Umanità, ove riposa Dante Alighieri.
Splendida città, in cui l’arte sacra ha raggiunto un’espressione altissima. Di rara bellezza i mosaici che si possono ammirare all’interno degli edifici sacri.
Bagnara di Romagna è una delle sei città d’arte e di cultura presenti nella pianura ravennate (assieme a Ravenna, Faenza, Lugo, Bagnacavallo e Russi), grazie soprattutto alla Rocca, alle fosse castellane e alle mura di cinta, conservatesi integralmente fino ai nostri giorni. Il patrimonio artistico culturale di Bagnara rappresenta un’attrattiva di grande interesse che merita di essere scoperta.
Ravenna umiliata e sopraffatta dalla chimica,prezzo altissimo pagato al benessere sociale di migliaia di persone,ma fiera del suo splendente passato ,cui sono arrivati a noi fulgidi esempi di architettura e di quello che rimane dell’ambiente salmastro, paradiso dei volatili migratori e non.
Ravenna è pigra, a volte malinconica ma spesso intrigante, contenta di sè eppure vagamente insoddisfatta… risuona ancora delle voci del suo passato bizantino, riluce ancora nei tramonti dorati, odora ancora di pinete e mare, si avvolge ancora di silenzi di nebbia, eppure si alzano spesso le rilassate risate romagnole e profumi di ragù si allargano allegri nelle strade
Solarolo si trova fra i fiumi Senio e Santerno. E’ immerso in una campagna ricca , generosa e variegata nei suoi colori che offrono, nell’arco dell’anno, scorci bellissimi con le colline che fanno da sfondo.
Da vedere il Santuario della Beata Vergine della Salute a 1Km. circa dal centro abitato. Fu realizzato tra il 1731 e il 1736 su disegno disegno del faentino Carlo Cesare Scaletta.
La ceramica a Faenza vanta una tradizione plurisecolare che ancora oggi riveste una notevole importanza.. La città, ha saputo costituirsi come centro ceramico di primaria importanza sin dal Medioevo. La fama delle ceramiche faentini è tale che la maiolica viene conosciuta in tutto il mondo con il nome francese di Faience.
Il nome “Cotoniola” compare per la prima volta in un documento del 1° febbraio 919, una pergamena conservata nell’archivio arcivescovile di Ravenna. Successivamente il territorio prese il nome di Cotignola, come è attestato da un documento del 1177. Probabilmente l’origine del nome è legata alla coltivazione della mela cotogna.
Cervia, un tempo si chiamava Ficocle. Secondo la tradizione, l’abitato di Ficocle sorgeva all’interno della salina, in quella che è oggi la zona archeologica del Prato della Rosa. Ed è proprio l’inizio della lavorazione del sale (databile VIII - IX secolo) a rendere questa piccola città protagonista
