Purtroppo ora le si è aggiunta, anche se non ne aveva bisogno, la gloria effimera del cinema, di cui hanno beneficiato (e tuttora beneficiano) altri paesi poco conosciuti, come Brescello.
Girare per Gubbio con un amico che esclama a gran voce “ma quella è la chiesa di Don Matteo” può risultare imbarazzante.
E sul figlio più famoso di questa terra nemmeno una riga?
“Da quando il suo paese natale è diventato famoso perché gli diede i natali, le pasque, i ferragosti, ecc. vari sindaci succedutisi nel tempo hanno proposto di cambiare il nome del paese in “Montenero di Borsetta” o anche “di Marsupio”, perché la bisaccia dà l’idea di un ladruncolo che si aggira in cerca di fortuna, cosa che mal si addice a un onesto concittadino giudice.” (da Nonciclopedia, l’enciclopedia liberatoria)
Abitando a Vignola ti assicuro che arrivando dalla Bazzanese e partendo alle 6 di mattina col bus o in macchina si vede… eccome… e poi sai che da Porta Saragozza parte il porticato che porta sopra San Luca… eh già… bhè potresti anche capire dove lavoravo… troppi indizi… ciaooo
Da bolognese nativo e residente apprezzo molto, dous, la tua descrizione. Ho già avuto altre prove del tuo amore e della tua nostalgia per Bologna. Vorrei solo segnalare, soprattutto a chi conosce poco la città, che la “piazza grande” non si chiama così, né con minuscole né con maiuscole. Si chiama Piazza Maggiore, oppure, popolarmente, “piazza”: “andare in piazza”, “ci troviamo in piazza”, “l’orologio di piazza” ecc. Piazza Grande sta a Modena, e sta anche nella canzone di Lucio Dalla il quale, seppur bolognese, per ragioni metrico-ritmiche non poteva cantare “e la mia casa è Piazza Maggiore”. Con licenza poetica quindi è andato a prestito a 36 km da qui.
@ gianniB: come facevi da Porta Saragozza a vedere la verde cupolina di San Luca? Io ci ho abitato cinque anni e vedevo solo Villa Aldini e il parallelepipedo della facoltà di ingegneria… Sui tortellini in brodo invece confermo e mi associo
Intensa e azzeccata questa descrizione, io che qualche volta vado a Bologna, ma sempre di corsa per lavoro (sigh) e ultimamente arrivo sempre con il Frecciarossa, per prima cosa vedo proprio S.Luca che saluta i visitatori dall’alto, ancora prima di entrare in città. E d’accordissimo anche sull’atmosfera della città che sembra accogliere i visitatori sempre con gioia!
e…sì… quante volte sono passato da lì…da Porta Saragozza e ho guardato in cima al colle la verde cupolina di San Luca… significava che il viaggio all’alba era finito ed ero arrivato al lavoro, una stiracchiata ai muscoli, la fermata davanti alla casa dei musicisti, due passi respirando fredda nebbia passando tra i platani senza più foglie, ed eri di nuovo lì… un’altra giornata infernale ti aspettava…ma dentro sorridevi e pensavi alla sera quando invertendo la direzione saresti tornato a casa, un brodo con tortellini, la tv e il gioco con i bambini, … infondo ci accontentavamo di poco…
Non conoscevo il nome con il quale i locali chiamano il loro paese, Uiniše. Inoltre penso che la bifernina, anche se molto pericolosa, sia veramente una strada che consenta di immergersi nella meravigliosa varietà molisana.
Premesso che sei bravissimo a comporre le tue descrizioni, come questa, soltanto leggerla sembra di sentirne i profumi tanta è la poesia………. MA tu ci sei per spronarmi.!!!!! Ce l’hai con me????? Bravissimo comunque, ciao dous!!!!
Si, la mia adorata città…!!! Credo che in alcuni casi nemmeno le immagini e le foto siano in grado di cogliere tutti i particolari di una metropoli così splendida!! Ti ringrazio comunque per la tua descrizione, fa sempre piacere leggere un giudizio positivo da un non-partenopeo!
Semplice, breve e concisa… ma in fondo abbastanza rappresentativa. Purtroppo Napoli non si racconta con poche battute… almeno hai cercato di riassumere nella tua presentazione, quello che tutti dovrebbero apprezzare!!! Complimenti!
Purtroppo ora le si è aggiunta, anche se non ne aveva bisogno, la gloria effimera del cinema, di cui hanno beneficiato (e tuttora beneficiano) altri paesi poco conosciuti, come Brescello.
Girare per Gubbio con un amico che esclama a gran voce “ma quella è la chiesa di Don Matteo” può risultare imbarazzante.
E sul figlio più famoso di questa terra nemmeno una riga?
“Da quando il suo paese natale è diventato famoso perché gli diede i natali, le pasque, i ferragosti, ecc. vari sindaci succedutisi nel tempo hanno proposto di cambiare il nome del paese in “Montenero di Borsetta” o anche “di Marsupio”, perché la bisaccia dà l’idea di un ladruncolo che si aggira in cerca di fortuna, cosa che mal si addice a un onesto concittadino giudice.” (da Nonciclopedia, l’enciclopedia liberatoria)
Si legge nelle tue righe quanto la ami…
bellissima la tua descrizione
Abitando a Vignola ti assicuro che arrivando dalla Bazzanese e partendo alle 6 di mattina col bus o in macchina si vede… eccome… e poi sai che da Porta Saragozza parte il porticato che porta sopra San Luca… eh già… bhè potresti anche capire dove lavoravo… troppi indizi… ciaooo
Da bolognese nativo e residente apprezzo molto, dous, la tua descrizione. Ho già avuto altre prove del tuo amore e della tua nostalgia per Bologna. Vorrei solo segnalare, soprattutto a chi conosce poco la città, che la “piazza grande” non si chiama così, né con minuscole né con maiuscole. Si chiama Piazza Maggiore, oppure, popolarmente, “piazza”: “andare in piazza”, “ci troviamo in piazza”, “l’orologio di piazza” ecc. Piazza Grande sta a Modena, e sta anche nella canzone di Lucio Dalla il quale, seppur bolognese, per ragioni metrico-ritmiche non poteva cantare “e la mia casa è Piazza Maggiore”. Con licenza poetica quindi è andato a prestito a 36 km da qui.
@ gianniB: come facevi da Porta Saragozza a vedere la verde cupolina di San Luca? Io ci ho abitato cinque anni e vedevo solo Villa Aldini e il parallelepipedo della facoltà di ingegneria… Sui tortellini in brodo invece confermo e mi associo

Intensa e azzeccata questa descrizione, io che qualche volta vado a Bologna, ma sempre di corsa per lavoro (sigh) e ultimamente arrivo sempre con il Frecciarossa, per prima cosa vedo proprio S.Luca che saluta i visitatori dall’alto, ancora prima di entrare in città. E d’accordissimo anche sull’atmosfera della città che sembra accogliere i visitatori sempre con gioia!
e…sì… quante volte sono passato da lì…da Porta Saragozza e ho guardato in cima al colle la verde cupolina di San Luca… significava che il viaggio all’alba era finito ed ero arrivato al lavoro, una stiracchiata ai muscoli, la fermata davanti alla casa dei musicisti, due passi respirando fredda nebbia passando tra i platani senza più foglie, ed eri di nuovo lì… un’altra giornata infernale ti aspettava…ma dentro sorridevi e pensavi alla sera quando invertendo la direzione saresti tornato a casa, un brodo con tortellini, la tv e il gioco con i bambini, … infondo ci accontentavamo di poco…
Ciao Dous, la Trignina la conosco, bella!
La Frentana non l’ho mai percorsa….
Non conoscevo il nome con il quale i locali chiamano il loro paese, Uiniše. Inoltre penso che la bifernina, anche se molto pericolosa, sia veramente una strada che consenta di immergersi nella meravigliosa varietà molisana.
Premesso che sei bravissimo a comporre le tue descrizioni, come questa, soltanto leggerla sembra di sentirne i profumi tanta è la poesia………. MA tu ci sei per spronarmi.!!!!! Ce l’hai con me????? Bravissimo comunque, ciao dous!!!!
Si, la mia adorata città…!!! Credo che in alcuni casi nemmeno le immagini e le foto siano in grado di cogliere tutti i particolari di una metropoli così splendida!! Ti ringrazio comunque per la tua descrizione, fa sempre piacere leggere un giudizio positivo da un non-partenopeo!
Semplice, breve e concisa… ma in fondo abbastanza rappresentativa. Purtroppo Napoli non si racconta con poche battute… almeno hai cercato di riassumere nella tua presentazione, quello che tutti dovrebbero apprezzare!!! Complimenti!
CARINA MISANO….. E HAI PROPRIO RAGIONE LA PIADA E ECCEZZZZIONALE VERAMENTE!!!
un invito a visitare Termoli che non si può scordare: una poesia
grazie dous