Complimenti questa descrizione è stata da me selezionata ed è stata scelta tra le più belle nel mese di marzo 2012 e pubblicata su Notizie, complimenti a Roberto Battaglino e alla sua città di Fano. GianniB
Come ben sai sono legato a questo paese la cui parte antica, il borgo storico è ormai abbandonato, è un museo all’aperto di quel che fù, una piazza ora divide il passato dal moderno, il nuovo insediamento è diviso da un orologio al centro della piazza, dal lato vecchio è fermo sulle ore 19,35 …l’ora del terremoto del 23/11/1980 che l’ha distrutto mentra dall’altro lato c’è l’ora attuale.
Scusami Giuseppimo ma questa descrizione non è del paese di Monte Romano ma evidentemente dellla foto del ponte candidata nel concorso. In questa sezione vanno inserite le descrizioni dei comuni e non delle fotografie. Saluti cordiali
Dal sud ogni anno vengo in primavera a respirare il profumo dei tuoi fiori nei giardini incantati, fantasiose tavolozze di pittori impressionisti e per sentire il gorgogliare di acque dell’Adige e del Passirio scorrere intorno alle alte cime del Tessa, passeggiare lungo le loro sponde, poi tra i vicoli antichi e i portici o tra i tornanti della panoramica Tappeiner. Lontan da te è solo nostalgia.
…simpatica descrizione in rima, e in effetti mi ricorda le mie visite nel centro storico tra il castello, i Diamanti e le bontà ferraresi, bravo! gianni
Le terme di Merano sono una struttura termale e turistica di recente realizzazione (2005 3 dicembre inaugurazione delle nuove Terme di Merano) sulla sponda del fiume fiume Passirio al centro di Merano, opera dell’architetto Matteo Thun, figlio della Contessa che ha creato la famosa linea di ceramica decorata a mano “Thun”. Le terme hanno 25 piscine tra interno ed esterno con varie tipologie di bagni e docce:caldi, freddi, di vapore, Kneipp, cascate, geyser.
La città termale nasce in origine nel 1836, e dopo la prima guerra mondiale nel 1933 un geologo scoprì dell’acqua contenente radon su monte San Vigilio, di fronte a Merano, nel 1958 venne fondata la “Società Azionaria Lavorazione Valorizzazione Acque Radioattive”, la S.A.L.V.A.R., e nel 2004 iniziano i lavori della nuova e moderna struttura curativa affiancata da un grande albergo per gli ospiti e di un parcheggio sotterraneo. Nei miei soggiorni annuali ho visto nascere questa straordinaria opera, forse discutibile per lo stile moderno in contrasto col borgo medievale, straordinaria sia per le numerose piscine sia per la Spa e il Wellness e le varie attività che vi si svolgono, è un polo di attrazione per tutti i turisti.
Per un effetto ottico il nome del fiume così come ha scritto emanuelea sembra essere IMO, in realtà il fiume di Salerno si chiama IRNO, fiume che è presente anche nel toponimo cittadino, probabilmente la città prese il nome dal Sele e dall’Irno i due fiumi tra cui sorse il borgo, ma forse legata anche al sale che qui si vendeva sulle rive dell’Irno, resta comunque il mistero e tante cose da scoprire in una città ormai al passo con l’Europa, interventi architettonici dei più grandi maestri mondiali, recupero di insediamenti industriali dismessi, nuovi cantieri per grandi opere, musei e siti da visitare unici e di indubbio valore, una città porta della Costiera Amalfitana, una città accogliente e pulita, una città ricca di storia e tradizioni, una città da visitare assolutamente…
Abitando a Vignola ti assicuro che arrivando dalla Bazzanese e partendo alle 6 di mattina col bus o in macchina si vede… eccome… e poi sai che da Porta Saragozza parte il porticato che porta sopra San Luca… eh già… bhè potresti anche capire dove lavoravo… troppi indizi… ciaooo
…non importano gli errori di scrittura, guardo e leggo invece nei tuoi occhi un amore semplice e pulito per i tuoi luoghi, vedo degli occhi luccicanti di commozione e grandi in cui si specchia il tuo paese, ne scorgo il sincero amore, ami e rendi valore a quel che hai, non molto in quantità ma molto perchè lo senti tuo. Un sentimento che non vedo altrove, freddi rapporti con i nostri paesi che a volte odiamo per il malessere che ci trasmettono, traffico…smog…nevrosi…spazzatura…disservizi….fretta….code…, e tu invece ci parli di gioia e felicità per una scampagnata nel bosco… quando ritorneremo ad essere come te amanti di queste piccole cose… sarà mai possibile ri-amare le nostre città infernali come tu ami Capizzi… non credo che ci riusciremo…e forse proveremo solo un po d’invidia per i tuoi Nebrodi…
e…sì… quante volte sono passato da lì…da Porta Saragozza e ho guardato in cima al colle la verde cupolina di San Luca… significava che il viaggio all’alba era finito ed ero arrivato al lavoro, una stiracchiata ai muscoli, la fermata davanti alla casa dei musicisti, due passi respirando fredda nebbia passando tra i platani senza più foglie, ed eri di nuovo lì… un’altra giornata infernale ti aspettava…ma dentro sorridevi e pensavi alla sera quando invertendo la direzione saresti tornato a casa, un brodo con tortellini, la tv e il gioco con i bambini, … infondo ci accontentavamo di poco…
…visto che ci sei andato di recente…una domanda … esiste ancora il triplice confine sulla collinetta di fronte al santuario dove c’era il palo indicatore… penso che ormai abbiano tolto le tre recinzioni, vero?
Un borgo che sembra essersi fermato nel tempo, arrivi davanti alle sue mura, attraversi la porta medievale e ti ritrovi in un altro mondo. Arrivando da Pienza, dopo aver percorso alcuni km tra le dolci colline, lo vedi lì sulla sommità di un dolce declivio, ne occupa tutta la sommità, vedi la fascia muraria che lo cinge e le torri che emergono e forse ti domandi quelle case al di sotto del borgo che ci stanno a fare? Ci torno in vacanza tra tre mesi, non vedo l’ora di respirare ancora quell’aria primaverile ricca di essenze evaporate ai raggi di un sole che fa capolino, accarezzato dalla brezza che fà ondeggiare la verde erba dei prati. Tutto questo si stampa nei ricordi e genera sempre un desiderio, un desiderio di tornarci…
Il mio cuore è legato a questo posto, sul Monte Lussari c’è il Santuario proprio sul confine delle tre nazioni Austria, Italia e Slovenia, si uniscono in un solo punto qui sopra. Un panorama stupendo, una storia unica, una bellezza indescrivibile. Nel Santuario ho avuto modo di partecipare alla Messa nelle tre lingue, io parlavo logicamente in italiano, una bella salita in cabinovia da Camporosso ti porta quassù, in un luogo che sembra essere fuori dal mondo. Stupendo!
si può continuare nei commenti aggiungendo eventualmente altre particolarità, anche se portano solo 1 punto, condivido la poetica descrizione lasciandoti i miei complimenti, gianni
da salernitano concordo, approvo e invito tutti a visitare questa particolare città, crocevia di culture longobarde, saracene, normanne, arabe che mescolate insieme hanno generato un popolo di una diversa Campania che si distingue per la sua vivacità… la prima scuola medica, la cultura di Matteo Silvatico, la politica di Giovanni Amendola, la poesia di Alfonso Gatto, la bellezza della Costiera Amalfitana… non si può venire qui e non rimanere estasiati… come si dice nel film Benvenuti al Sud… qui si piange due volte …quando si arriva e quando si va via…
Complimenti questa descrizione è stata da me selezionata ed è stata scelta tra le più belle nel mese di marzo 2012 e pubblicata su Notizie, complimenti a Roberto Battaglino e alla sua città di Fano. GianniB
Come ben sai sono legato a questo paese la cui parte antica, il borgo storico è ormai abbandonato, è un museo all’aperto di quel che fù, una piazza ora divide il passato dal moderno, il nuovo insediamento è diviso da un orologio al centro della piazza, dal lato vecchio è fermo sulle ore 19,35 …l’ora del terremoto del 23/11/1980 che l’ha distrutto mentra dall’altro lato c’è l’ora attuale.
…forte!… non sapevo del rosone sulle 500 lire… bravo!
Scusami Giuseppimo ma questa descrizione non è del paese di Monte Romano ma evidentemente dellla foto del ponte candidata nel concorso. In questa sezione vanno inserite le descrizioni dei comuni e non delle fotografie. Saluti cordiali
?
Dal sud ogni anno vengo in primavera a respirare il profumo dei tuoi fiori nei giardini incantati, fantasiose tavolozze di pittori impressionisti e per sentire il gorgogliare di acque dell’Adige e del Passirio scorrere intorno alle alte cime del Tessa, passeggiare lungo le loro sponde, poi tra i vicoli antichi e i portici o tra i tornanti della panoramica Tappeiner. Lontan da te è solo nostalgia.
questa descrizione è stata eletta tra le migliori 5 del mese di febbraio, ad Angela i miei complimenti, gianniB
bravo, tra le rime affiora una poetica descrizione, gianni
…simpatica descrizione in rima, e in effetti mi ricorda le mie visite nel centro storico tra il castello, i Diamanti e le bontà ferraresi, bravo! gianni
Le terme di Merano sono una struttura termale e turistica di recente realizzazione (2005 3 dicembre inaugurazione delle nuove Terme di Merano) sulla sponda del fiume fiume Passirio al centro di Merano, opera dell’architetto Matteo Thun, figlio della Contessa che ha creato la famosa linea di ceramica decorata a mano “Thun”. Le terme hanno 25 piscine tra interno ed esterno con varie tipologie di bagni e docce:caldi, freddi, di vapore, Kneipp, cascate, geyser.
La città termale nasce in origine nel 1836, e dopo la prima guerra mondiale nel 1933 un geologo scoprì dell’acqua contenente radon su monte San Vigilio, di fronte a Merano, nel 1958 venne fondata la “Società Azionaria Lavorazione Valorizzazione Acque Radioattive”, la S.A.L.V.A.R., e nel 2004 iniziano i lavori della nuova e moderna struttura curativa affiancata da un grande albergo per gli ospiti e di un parcheggio sotterraneo. Nei miei soggiorni annuali ho visto nascere questa straordinaria opera, forse discutibile per lo stile moderno in contrasto col borgo medievale, straordinaria sia per le numerose piscine sia per la Spa e il Wellness e le varie attività che vi si svolgono, è un polo di attrazione per tutti i turisti.
Per un effetto ottico il nome del fiume così come ha scritto emanuelea sembra essere IMO, in realtà il fiume di Salerno si chiama IRNO, fiume che è presente anche nel toponimo cittadino, probabilmente la città prese il nome dal Sele e dall’Irno i due fiumi tra cui sorse il borgo, ma forse legata anche al sale che qui si vendeva sulle rive dell’Irno, resta comunque il mistero e tante cose da scoprire in una città ormai al passo con l’Europa, interventi architettonici dei più grandi maestri mondiali, recupero di insediamenti industriali dismessi, nuovi cantieri per grandi opere, musei e siti da visitare unici e di indubbio valore, una città porta della Costiera Amalfitana, una città accogliente e pulita, una città ricca di storia e tradizioni, una città da visitare assolutamente…
Abitando a Vignola ti assicuro che arrivando dalla Bazzanese e partendo alle 6 di mattina col bus o in macchina si vede… eccome… e poi sai che da Porta Saragozza parte il porticato che porta sopra San Luca… eh già… bhè potresti anche capire dove lavoravo… troppi indizi… ciaooo
…non importano gli errori di scrittura, guardo e leggo invece nei tuoi occhi un amore semplice e pulito per i tuoi luoghi, vedo degli occhi luccicanti di commozione e grandi in cui si specchia il tuo paese, ne scorgo il sincero amore, ami e rendi valore a quel che hai, non molto in quantità ma molto perchè lo senti tuo. Un sentimento che non vedo altrove, freddi rapporti con i nostri paesi che a volte odiamo per il malessere che ci trasmettono, traffico…smog…nevrosi…spazzatura…disservizi….fretta….code…, e tu invece ci parli di gioia e felicità per una scampagnata nel bosco… quando ritorneremo ad essere come te amanti di queste piccole cose… sarà mai possibile ri-amare le nostre città infernali come tu ami Capizzi… non credo che ci riusciremo…e forse proveremo solo un po d’invidia per i tuoi Nebrodi…
e…sì… quante volte sono passato da lì…da Porta Saragozza e ho guardato in cima al colle la verde cupolina di San Luca… significava che il viaggio all’alba era finito ed ero arrivato al lavoro, una stiracchiata ai muscoli, la fermata davanti alla casa dei musicisti, due passi respirando fredda nebbia passando tra i platani senza più foglie, ed eri di nuovo lì… un’altra giornata infernale ti aspettava…ma dentro sorridevi e pensavi alla sera quando invertendo la direzione saresti tornato a casa, un brodo con tortellini, la tv e il gioco con i bambini, … infondo ci accontentavamo di poco…
…visto che ci sei andato di recente…una domanda … esiste ancora il triplice confine sulla collinetta di fronte al santuario dove c’era il palo indicatore… penso che ormai abbiano tolto le tre recinzioni, vero?
Un borgo che sembra essersi fermato nel tempo, arrivi davanti alle sue mura, attraversi la porta medievale e ti ritrovi in un altro mondo. Arrivando da Pienza, dopo aver percorso alcuni km tra le dolci colline, lo vedi lì sulla sommità di un dolce declivio, ne occupa tutta la sommità, vedi la fascia muraria che lo cinge e le torri che emergono e forse ti domandi quelle case al di sotto del borgo che ci stanno a fare? Ci torno in vacanza tra tre mesi, non vedo l’ora di respirare ancora quell’aria primaverile ricca di essenze evaporate ai raggi di un sole che fa capolino, accarezzato dalla brezza che fà ondeggiare la verde erba dei prati. Tutto questo si stampa nei ricordi e genera sempre un desiderio, un desiderio di tornarci…
Il mio cuore è legato a questo posto, sul Monte Lussari c’è il Santuario proprio sul confine delle tre nazioni Austria, Italia e Slovenia, si uniscono in un solo punto qui sopra. Un panorama stupendo, una storia unica, una bellezza indescrivibile. Nel Santuario ho avuto modo di partecipare alla Messa nelle tre lingue, io parlavo logicamente in italiano, una bella salita in cabinovia da Camporosso ti porta quassù, in un luogo che sembra essere fuori dal mondo. Stupendo!
si può continuare nei commenti aggiungendo eventualmente altre particolarità, anche se portano solo 1 punto, condivido la poetica descrizione lasciandoti i miei complimenti, gianni
da salernitano concordo, approvo e invito tutti a visitare questa particolare città, crocevia di culture longobarde, saracene, normanne, arabe che mescolate insieme hanno generato un popolo di una diversa Campania che si distingue per la sua vivacità… la prima scuola medica, la cultura di Matteo Silvatico, la politica di Giovanni Amendola, la poesia di Alfonso Gatto, la bellezza della Costiera Amalfitana… non si può venire qui e non rimanere estasiati… come si dice nel film Benvenuti al Sud… qui si piange due volte …quando si arriva e quando si va via…
quando la poesia crea la fotografia… complimenti da un DescEditor