Diamante descritta da salvatore pirrera
paese dei murali.ipiù interessanti sono quelli dei primi anni ,sono quasi su ogni parete, bella la passegguiata a mare
Alla scoperta dei comuni della Provincia di Cosenza (Calabria) con le descrizioni personalizzate, dei turisti, dei cittadini, di chi li ama. Da Cosenza ai comuni più piccoli.
paese dei murali.ipiù interessanti sono quelli dei primi anni ,sono quasi su ogni parete, bella la passegguiata a mare
La nascita del paese è alla fine del X sec. quando le incursioni saracene invasero Cosenza e gli abitanti si rifugiarono sulle colline circostanti. Si chiamò Carpente e Carpadoro ma fù distrutto dal terremoto del 1638, ricostruito fù denominato Carpanzano da carpenzano che significa cavità del monte fumante sorgendo su un cono di un vulcano spento. SS Madonna delle Grazie 4^ domenica di settembre.
E’ un paese Arbëreshë e sorge a 819 metri nell’Alto Ionio Cosentino. E’ il paese più piccolo della provincia. I profughi albanesi arrivarono intorno al 1534-1535 e si trasferirono sulla cima del monte. Il borgo fu feudo del principe di Bisignano e dei Pignone del Carretto. La chiesa dedicata alla Madonna della Neve è tra le più antiche. Il 16 agosto si festeggia San Rocco patrono del paese.
Il borgo medievale è’ situato a 750 metri sulla Sila ed è circondato da boschi di castagni e pini, è famoso per i suoi funghi e le castagne che sono la fonte di maggior reddito locale. Da visitare la Chiesa di S. Pietro con i suoi altari lignei di gran pregio. In estate si celebra la festa di San Sebastiano.
Il toponimo deriva dal greco medievale e significa: albero di noci intendendo la nux graeca cioè il mandorlo.La tradizione dice sia il paese natale di Ponzio Pilato. Il borgo medievale è stato costruito sulla punta di un monte che si erge fino a 865 m. s.l.m con panorama a 360 gradi.Da vedere il convento di Santa Maria degli Antropici e la chiesa del Patrono san Nicola di Bari, festa 9 maggio.
Il borgo medievale si stende su uno sperone roccioso nella valle del fiume Savuto, trae origine dall’insediamento delle popolazioni cosentine spostatesi a seguito dell’occupazione saracena. Il toponimo deriva dal greco Atelia cioè luogo di acquisto dei setacci. Da visitare gli antichi insediamenti monastici e i palazzi nobiliari. Santa Patrona Santa Maria dell’Assunta festeggiata il 20 gennaio.
L’origine risale intorno al XVII secolo quando alcune famiglie si trasferirono in questo sito acquistato dal demanio spagnolo. La struttura sparsa del paese fa presupporre appunto la dislocazione delle famiglie sul territorio dando origine alle diverse frazioni con le relative chiese come San Jacopo Apostolo a Bianchi, Sant’Antonio da Padova a Serradipiro, sant’Anna nella frazione Murachi.
Situato sulla riva sinistra del fiume Crati deve il toponimo alla sua posizione su un pianoro del Crati. L’insediamento più importante avvenne a seguito della migrazione delle popolazioni di Cosenza che lasciarono la città invasa dai saraceni. Casali di Cosenza poi venduti al Granduca di Toscana si ribellarono ottenendo la libertà dal 1608 con la rivolta di Celico. Santa Barbara patrona 4 dicembre
Il borgo nasce da una rocca longobarda poi castello normanno-svevo nel XI-XIII sec. Il toponimo deriva dal greco papàs Isidoros cioè prete Isidoro in riferimento alla comunità basiliana dei monaci qui giunti. Feudo della famiglia Alitto passò agli Spinelli fino al 1806 quando divenne comune autonomo. Oltre al borgo con il castello visitare la Grotta del Romito con una incisione rupestre unica.
Situato a 7 km dal mare su una collina a 375 metri, è un piccolo paese del cosentino, è stato casale di Amantea fino al 4 maggio 1811, appartenuto alle famiglie nobili prima dei Ravaschieri poi dei Pinelli. Il borgo di San Pietro nasce nell’anno 846 quando gli abitanti di Nepezia trovarono rifugio sui monti circostanti per sfuggire agli invasori saraceni. Patrono san Bartolomeo festa 24 agosto.
