Per vivere nell’era dell’usa e getta, gli antichi utensili si rinnovano e diventano espressione di arte e originalità. Modellati, dipinti e rifiniti a mano, nella produzione della bottega Porta Pepice, spiccano i caratteristici “cucù” di Matera, diventati simbolo di una città appartenuta al passato ma proiettata al futuro.
La città di Chatillon, distesa sui due versanti della Dora Baltea, è un suggestivo luogo dalle mille ricchezze storiche e ambientali. I suoi castelli, circondati da parchi secolari, la chiesa, i suoi palazzi ingentiliti da preziosi portoni e raffinate ringhiere, così come i suoi ponti, ne testimoniano la ricca e fiorente tradizione artigiana del ferro battuto. Oggi, c’è chi si lascia ispirare dalle forme incandescenti del metallo per plasmare oggetti che trasudano di tradizione e fatica.
Alla Gioielleria Dogale, lo spirito orientale si fonda con l’anima veneziana e dà vita a preziosi monili della tradizione orafa che hanno ammaliato i più illustri visitatori della città della Serenissima. Alla scoperta dei raffinati Moretti disegnati e realizzati dagli orafi della famiglia Berto.
Quando la passione per il libro allarga i propri orizzonti e incontra le tradizioni dei vecchi codici miniati, si trasforma in arte del recupero del patrimonio librario. Dalla provincia salernitana, l’esperienza erudita di chi ha saputo rinnovarsi affondando le radici nella storica tradizione della rilegatura artistica della Campania.
Nel Parco Nazionale della Majella è la bellezza dei luoghi, caratterizzati da una natura ancora incontaminata e lussureggiante, a ispirare opere pregiate e originali. Colori intensi e creatività si fondono in un innovativo connubio di tradizione e interpretazione, da cui derivano manufatti unici e originali che impreziosiscono con oro e platino le meravigliose forme assunte dalla natura.
Dalla radica di Erica accuratamente scelta per esaltare la naturale venatura della radice, nascono oggetti la cui origine si perde nella notte dei tempi e che da sempre affascinano per il loro significato simbolico. Dalle tradizioni contadine della provincia senese, le pipe che racchiudono cinquant’anni di esperienza.
Dalla regione che fino al secolo scorso era considerata un grande opificio perché in ogni casa c’era un telaio, la creatività di chi trasforma oggetti di utilizzo comune in manufatti che racchiudono il gusto del classico e il sapore dell’artigianato tipico.
Nel cuore della Versilia, le botteghe artigiane dei mastri scultori ancora lavorano con estro e creatività a opere di grande valore artistico. Capolavori in marmo che adornano le più belle case del mondo e che rinnovano lo spirito tradizionale seguendo le antiche tecniche dei più nobili Maestri Fiorentini.
Dalle abitudini familiari, gli usi che segnano una vita e diventano espressione di estro e creatività; un esempio virtuoso di come trasformare una passione in vanto per l’intero territorio di appartenenza. Da Napoli all’Irpinia, la produzione classica dell’arte presepiale.
Dai materiali alle forme più svariate, c’è chi a questi oggetti associa presenze usuali, che hanno suggerito un nomignolo confidenziale col quale identificarle: le Nuvole. Nasce così un marchio che racchiude trent’anni di esperienza nella lavorazione delle pipe.
Dai magici intrecci di organza, lustrini e paillettes prendono vita le bambole di Elisabeth: l’arte del cucito e del ricamo reiventano la tradizione dei balocchi per trasformarli in oggetti che testimoniano l’estro e la creatività del “Made in Italy”.
Quando l’ispirazione trae spunto dai volti popolari di chi anima la vecchia Napoli, l’arte plasma il sentimento e diventa espressione di mistero. Dai trascorsi storici di un passato glorioso, i segreti per valorizzare la tradizione presepiale napoletana attraverso l’originalità e la creatività dei fratelli Scuotto.
Sculture sacre e oggetti d’arredo che non esasperano i gusti contemporanei e non perdono di vista né l’originalità della materia prima né il richiamo all’antica tradizione. Un mercato di nicchia che conquista sempre maggiori spazi anche grazie al supporto delle nuove tecnologie che vengono in soccorso lì dove i confini diventano limiti.
La M.A.F. Fonderia d’Arte, affonda le radici nel secolo scorso e ha scritto la sua personale storia di operosità in una città in perenne frenetica evoluzione, Milano. Dalla fusione del bronzo ai capolavori d’arte contemporanea, passando attraverso centotrenta anni di esperienza.
Furono le monache del convento di San Benedetto a diffondere le tecniche del ricamo Chiacchierino a Conversano, nella provincia di Bari. Da allora una fiorente tradizione ha segnato l’artigianato tipico del luogo e ha dato vita a vere e proprie scuole per chi vuole avvicinarsi a quest’arte che, da un capo all’altro del mondo, continua a registrare proseliti. Dalle tombe dei faraoni, agli ornamenti dell’età vittoriana, i merletti che impazzano sul web.
Tra le botteghe fiorentine che ancora sopravvivono al mercato globale, poche rinnovano la tradizione del “Cuoietto Fiorentino” nata agli inizi del secolo scorso e vanto della produzione di prestigio italiana. Tra queste il laboratorio del maestro artigiano Vasco Capanni e del figlio Fabio che coniugano modernità e tradizione nella loro collezioni di oggetti di cuoio unici e raffinati.
Nella provincia di Messina, alcune botteghe votate alla tradizione continuano la produzione dei classici coltelli siciliani. Tra queste quella Versaci, specializzata nella realizzazione del “sanfratellano”, dalla tipica lama a forma di foglia di ulivo e il manico in corno, rame o alluminio.
Quando le attività produttive riflettono le caratteristiche di un territorio, antichi mestieri vengono tramandati per generazioni senza essere scalfiti dal progresso e dal mercato globale, poco attento ai settori di nicchia che intanto scrivono la storia delle tradizioni locali. Attrezzi indispensabili nella cultura contadina diventano così oggetti cult, che superano i limiti del tempo ed entrano nel secondo millennio con la loro cultura centenaria. Collari, zoccoli e articoli di pelle della tradizione valdostana della Selleria Le Cuir di Fabrizio e Erika Martini.
Le antiche tecniche di lavorazione del cuoio riemergono dal passato e, interpretando il presente, danno vita a oggetti di uso quotidiano che spaziano dalle borse e dalle cinture fino ai portasigarette e ai portacellulare. Dai primi anni del ‘900, le tecniche di lavorazione arrivano nel secondo millennio attraverso le botteghe dei mastri artigiani, tra queste la Ciprillo Artigiano Cuoieria di Palermo.
Dalla rivista Panorama al quotidiano La Repubblica, l’arte del “mini” dell’artista napoletano Raffaele Tiscione impazza in ogni dove, tanto da meritarsi il guinness dei primati con il presepe più piccolo del mondo racchiuso in una noce. Gli oggetti più disparati diventano per lui scrigni in cui custodire la natività cristiana e dove l’arte mostra le sue origini divine e naturali.




















