Assisi descritta da claudio59
Assisi, città di Francesco e città della Pace. Arroccata sul Monte Subasio, da dove domina tutta la valle, è la Città del simbolo Cristiano per eccellenza, ha dato i natali oltre che a Francesco anche a Santa Chiara.
Alla scoperta dei comuni della Provincia di Perugia (Umbria) con le descrizioni personalizzate, dei turisti, dei cittadini, di chi li ama. Da Perugia ai comuni più piccoli.
Assisi, città di Francesco e città della Pace. Arroccata sul Monte Subasio, da dove domina tutta la valle, è la Città del simbolo Cristiano per eccellenza, ha dato i natali oltre che a Francesco anche a Santa Chiara.
Le Fonti del Clitunno sono sempre state apprezzate nello scorrere del tempo. A partire da Plinio il Giovane, Giosuè Carducci, George Byron per citare i più famosi.L’aspetto attuale è dovuto all’ opera di Paolo Capello della Spina per il suo lavoro tra il 1860-1865. Ai visitatori dei nostri giorni si offrono in tutta la loro bellezza, con angoli suggestivi, dove ci si deve immergere rilassandosi.
Era un antico municipio romano, di cui rimangono moltissimi reperti. E’ da apprezzare la sua più importante piazza medioevale, su cui si affacciano le chiese di S. Silvestro, di S. Michele, il Palazzo dei Consoli. Da non perdere il Mosaico Romano. A giugno si svolge la manifestazione del “Mercato delle Gaite”, che ci porta indietro nel tempo a vivere la vita del Medioevo con botteghe e personaggi.
Ho soggiornato a Montefalco, utilizzandolo come base per un breve itinerario in Umbria. Ma all’arrivo sono rimasto affascinato dalla sua posizione, circondato da colline ricoperte di oliveti e vigneti. Inoltre il borgo è ricco di storia medioevale con le sue mura e le varie porte di accesso.Vanta una ricca architettura artistica-religiosa. Discorso a parte meriterebbe il famoso vino Sagrantino.
Uno dei borghi più belli d’ Italia.
Conserva intatto il fascino di Bevania, colonia romana, libero Comune fin dall’ anno Mille, ed infine possedimento papalino.
La piana su cui si espande l’ abitato nuovo è frutto di un’ intensa opera di bonifica iniziata nella metà del XV° secolo.
Particolare l’ asimmetria di Piazza Silvestri, il centro del paese.
Assolutamente consigliata la sua visita.
Tristemente balzata alla cronaca per il disastroso terremoto del 1997, oggi nulla più si percepisce del tremendo sisma che fece gravi danni alla cittadina.
L’ epiteto “lu centru del lu munnu” ha una sua spiegazione: secondo la tradizione Foligno si trova al centro della penisola italiana, che a suo volta si trova al centro del Mediterraneo, il “centro del mondo” antico.
Piccolissimo borgo umbro che conserva intatto il sapore dell’ antico.
Arroccato su una rupe e circondato da diversi giri di mura concentriche inframmezzati da piazze, il tempo al suo interno pare fermarsi.
L’ abitato è tutto edificato in pietra mista a mattone, materiali rustici che nella loro sobrietà conferiscono agli edifici un’ eleganza di altri tempi.
Da non perdere.
Adagiata sulle pendici del Monte Ingino, Gubbio sovrasta la pianura. Il centro storico medievale, ben conservato, offre dei scorci architettonici caratteristici. Dalle vie alle piazze, dalle fontane ai palazzi storici. Oltre alla festa dei Ceri e l’Albero di Natale più grande del mondo, Gubbio è famosa anche per gli studi fatti da Alvarez nella gola del Bottaccione per la presenza di Iridio.
Centro umbro di notevole importanza storica e turistica. La sua storia comincia ad avere un’importante sviluppo a partire dal 41 a.C. per mano dei Romani, con alterne vicissitudini nel corso dei secoli.Un borgo che è riuscito a rimanere integro nel suo aspetto medioevale. Per apprezzare al meglio la sua bellezza bisogna solo aver voglia di camminare senza tralasciare nulla: ogni angolo, viuzza.
Ubicata su un colle come voler dominare la pianura sottostante, se ne coglie la particolarità già arrivandoci. All’interno viuzze medioevali e tante testimonianze artistiche, la piazza centrale racchiusa tra monumentali palazzi e la Cattedrale,la Chiesa di San Fortunato che si raggiunge attraverso un’ampia scalinata e i giardini terrazzati, più in basso sono visibili i resti delle mura di cinta.
